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Vittorio Giacopini

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Una mappa sonora / Le voci di Valle Aurelia

1981. È l’estate rovente di Alfredino e il pozzo, dell’incidente fatale di Rino Gaetano, del matrimonio di Lady Diana e Carlo d’Inghilterra, delle diciotto reti di Roberto Pruzzo. Nella calura appiccicaticcia romana Eleonora e Liviana sistemano i panni bagnati sui fili, lo stendino è piazzato di fronte alle porte degli appartamenti nuovi di zecca, su un grande pianerottolo spoglio. Finalmente le lenzuola quest’inverno si asciugheranno per bene, l’umidità non spezzerà più le ossa.  A via di Valle Aurelia, nel complesso di case popolari di cemento grigio e rosso, centinaia di famiglie sono alle prese con la loro nuova vita. “Era una casa che volevamo tantissimo, avevamo baccajato con tutte le forze. Io con la pancia grande, in attesa della seconda figlia, stavo sempre a protestare. Vieni pure tu, dicevano, così la casa ce la danno”. Eleonora è nata in valle, nella borgata di Roma Ovest sorta spontaneamente alla fine dell’800 attorno alle storiche fornaci. La nuova vita delle fabbriche, costruite in epoca romana e utilizzate a fasi alterne fino alla prima metà del secolo scorso, aveva dato impulso a un esodo da ogni regione d’Italia. Donne e uomini accorsero dal Veneto, dalle...

Vittorio Giacopini / Il manuale dell’eremita

Nel nostro recente passato si sono avuti personaggi di successo nella vita dei quali ha fatto da basso continuo il richiamo dell’Altrove: ad un certo punto sono stati colti dalla sindrome della sparizione, una distopia che li ha condotti fuori dal mondo, inteso come comunità associata, e a vivere in stato di isolamento. Vittorio Giacopini ne ha scritto un gustoso e denso saggio narrativo, Il manuale dell’eremita (Edizioni dell’asino), che insegna non a scomparire ma a capire una condotta la quale si manifesta al top della notorietà   con l’osservanza di un manuale comune a ogni ruolo.  L’autore romano, che ha già una collaudata dimestichezza con le biografie, particolarmente di scrittori, ha trovato in sei nomi più o meno noti (Georges Méliès, Ludwig Wittgenstein, James Joyce, Fernand Deligny, Giorgio Morandi e Malcom Lowry: un cineasta, un filosofo, uno scrittore, un sociologo, un artista e un altro scrittore) un fil rouge che chiama “linea di erranza”, lo sfaglio cioè che dirotta un personaggio dalla ribalta al cono d’ombra facendone un eremita, o meglio ancora un esicasta, colui che si apparta dal mondo ma senza serbargli alcun odio, l’escapista che si esilia dal...

La mappa della Roma di Cagliostro

L’Università dell’Oregon ha lanciato, pochi anni fa, un sito curioso: la versione digitale e interattiva de “La Pianta grande di Roma” del 1748 dell’architetto Gianbattista Nolli. Il sito permette non solo di zoomare le vie e i monumenti, ma anche di sovrapporre i diversi livelli: giocando con le intensità si può colorare il corso del Tevere di celeste, visualizzare le mura, gli ingressi, i giardini e le fontane della città, evidenziare gli antichi quartieri, cioè i rioni (Borgo, Campitelli, Campo Marzio, Colonna, Monti, Parione, Pigna, Ponte, Sant’Angelo, Seustachio, Trastevere e Trevi) e, soprattutto, divertirsi a sovrapporre l’attuale fotografia satellitare della città alla Roma di metà Settecento. L’esperienza di navigazione è notevole perché la carta del Nolli è uno dei più preziosi documenti urbanistici mai conservati. Gli accademici americani la definiscono, senza mezzi termini nell’introduzione al sito, “one of the most revealing and artistically designed urban plans of all time”.     A prima vista si può...