AUTORI
Fabio Pusterla
26.04.2021

Ricordo di un poeta / Scarabicchi, la miniera della interiorità

È difficile scrivere di un amico fraterno che scompare; e per questo è per me difficile parlare ora di Francesco Scarabicchi, che si è spento pochi giorni fa, dopo aver affrontato con straordinario coraggio una lunga e atroce malattia, durata anni. Forse sarebbe meglio tacere, affidandosi soltanto a due versi del suo amatissimo Antonio Machado, in una delle Galeries che Francesco aveva tradotto splendidamente: «Oggi soltanto lacrime / per piangere. Non c’è che piangere, silenzio!» (le traduzioni da Machado erano apparse dapprima, con il titolo Il seminatore di stelle, per le edizioni Sestante, di Ripatransone; poi, insieme a quelle da Garcia Lorca, nel volume Non domandarmi nulla, edito da Marcos y Marcos nel 2015).      Ma Francesco aveva una concezione sacra, quasi...

22.04.2021

Ancona, 10 febbraio 1951 – Ancona, 21 aprile 2021 / A Francesco Scarabicchi

PORTE CHIUSE, INCONTRI, CANCELLI       Chiusa per sempre una porta di tormento e speranza, quasi senza dolore: era tempo. Mi allontano dalla parte di me laggiù rimasta ammutolita. Cammino.     *     Un altro varco conduce ora nel verde di un parco cittadino, un assedio diverso in cui mi guida qualcuno che ancora non parla ma osserva fronde, riflessi e a tratti lancia grida stridule, di gabbiano che picchia nella luce. Non parla, e sembra invece animato da una foga di dire, dal vento della vita che si fa o presto si farà parola, gioia forse aspra e per ora inesplosa. Non è poco, mi ripeto, è moltissimo, è tutto. Incontro gente ignota, donne che fanno yoga, una ragazza seduta che disegna quel che crede di vedere, poi un amico col cane: la felicità, dice...

01.05.2018

Speciale Aqua / Non ho memoria di me

Non ho memoria di me, ma precipito sempre. Sono un’acqua costretta dal basso che chiama, dal mare salmastro promesso. Eppure tra il mare e l’origine avverto un mistero di nuvole e nebbia.  Dilago e mi perdo, svanisco nel nulla, ritorno. E quegli alberi eterni, che pendono sopra le rive, mi sfiorano come augurando qualcosa al passaggio. Vorrei forse potermi fermare, dormire, radici serene, sicure. Impossibile. Questo non mi è concesso. Né sosta,  né fine.   Fabio Pusterla, Inedito

18.09.2015

Svizzera, mostrare la lingua

Ancora la Svizzera, dunque? Di nuovo la consueta litania di proporzionalità linguistiche e culturali, con tutto il suo corredo di problematiche identitarie? Perché di questo sembra inevitabile ragionare quando si parla di letteratura e di Svizzera; e un simile discorso, che forse non potrà mai davvero esaurirsi, destinato com’è a essere costantemente rivisitato, interrogato e messo alla prova nei tempi mutevoli e nelle ottiche divergenti, risulta a tratti stantìo, ripetitivo. Il rapporto spesso polemico degli scrittori con uno stato tanto solido finanziariamente e politicamente quanto complesso, e secondo alcuni indefinibile o comunque troppo variegato, sul piano culturale; l’altro rapporto, non di rado contraddittorio, che ogni regione...

31.01.2015

Alta Leventina. La roccia e il ferro

Venticinque, forse trent’anni più tardi: un collega, insegnante di disegno, riordina un’antica aula, svuota qualche armadio, getta cartacce. E trova un mio modestissimo disegno a carboncino, fatto proprio lì, tanti anni prima, quando ero un ragazzo, durante lunghe ore di scuola. Un ragazzo: a cui avevano spiegato con grande chiarezza che il disegno non faceva per lui, bisogna anche dire; un ragazzo – e, prima, un bambino – assolutamente negato in disegno.   E allora, da dove saltava fuori, quel foglio A4 granulato con le sue immagini? Da una parte, in basso a sinistra, la facciata di una basilica, tronfia, imponente e geometrica, poggiata sul suolo sabbioso. A destra, sopra un alto promontorio roccioso, una croce, alta nel cielo del foglio....