AUTORI
Francesco Mangiapane

Francesco Mangiapane è assegnista di ricerca in Filosofia del Linguaggio (Semiotica) e dottore di ricerca in Disegno industriale, arti figurative e applicate. Si occupa di sociosemiotica della cultura e ha approfondito le questioni legate all'identità visiva e al brand, a Internet e ai social media, al cibo e all'identità culturale (media representation).
Attualmente è Collaboratore alla Comunicazione dell'Ateneo palermitano, con la responsabilità del redesign strutturale del portale www.unipa.it. Collabora alla cattedra di Semiotica dell’Università presso la quale è stato docente di Teoria e Tecniche della Promozione d'Immagine per il Corso di Laurea in Tecnica Pubblicitaria, di "Cibo e Conflitti Etnici" per il Master in Cultura e Comunicazione del Gusto - Buono da Pensare, di Semiotica per il Master in Operatore per l’Editoria. Ha insegnato inoltre Semiotica per il corso di laurea in Giornalismo presso la sede distaccata di Enna.

19.09.2017

Mall, anti-mall, demalling / Caro supermercato, mi consoli?

  È di questi giorni la notizia che The Mall of America, la nota catena di centri commerciali statunitense, per celebrare il suo 25esimo compleanno, vada alla ricerca di uno scrittore, il cui compito esplicito sia di prestarsi a raccontare la cultura e la vita del mall, vivendoci per cinque giorni.  Va da sé che, per ottemperare compiutamente al suo compito, il fortunato vincitore della call potrà usufruire di una tessera per ottenere gran parte del cibo e della merce in vendita gratuitamente oltre che di un generoso onorario per il suo lavoro.  In rete, si è letta qualche ironia su quanto la notizia possa, per molti, rappresentare un’occasione da cogliere al volo per appagare i propri più languidi desideri adolescenziali, abbandonandosi, una volta tanto, al piacere del...

26.06.2017

Intellettuale bricoleur / Cinque anni senza Nora

Tutti ricordano Harry che pilucca distrattamente da un grappolo d’uva mentre, nel tentativo di darsi un tono e far colpo sulla sua compagna di viaggio, discetta a proposito del proprio dark side: I always read the last page of a book first, so that, if I die before I finish, I'll know how it turned out. Quando per la prima volta, ascoltai questa battuta di Harry ti presento Sally rimasi fulminato, mai immaginando che si sarebbe rivelata così importante per me. Soltanto anni dopo, avrei sentito ripetere qualcosa del genere dal mio professore di semiotica, il quale, appellandosi a Greimas, usava ricordare ai suoi studenti che il senso proviene dalla fine: unicamente prendendosi la briga di sapere come va a finire, si può davvero penetrare il significato di una storia, il senso di una vita....

28.04.2017

Generazione Bim Bum Bam / I Puffi nella foresta segreta

Viaggio nella foresta segreta è il terzo film dedicato da Sony Picture Animation al rilancio della celebre serie di personaggi animati disegnati da Peyo. Si tratta di un ritorno, manco a dirlo, fortunato che ha ottenuto l’effetto di rimettere al centro dell’attenzione l’esperimento di pensiero della serie di fumetti e di cartoni, tanto amata dai bambini negli anni ‘80.  La ribalta dei simpatici incappucciati si inserisce, infatti, nel grande trend di riscritture e rilanci che sta rimettendo in circolo l’immaginario dorato della produzione per bambini e ragazzi della cosiddetta generazione Bim Bum Bam. Con un doppio target, quello dei genitori affezionati a storie e visioni di gioventù e quello dei loro figli, a cui essi stessi si rivolgono, nel desiderio di condividere le proprie...

18.04.2017

Il libro digitale dei morti / Che ne è del diritto all'oblio?

Il problema della morte sui social, su cui sono da poco intervenuto proprio su Doppiozero, è al centro del nuovo Libro digitale dei morti di Giovanni Ziccardi, appena uscito per i tipi di Utet. Il volume si sofferma su una una questione che, per le ovvie ragioni che tutti possono immaginare, si può, a buon diritto, definire imprescindibile. Ma, a ben vedere, possiamo ascrivere la sua imprescindibilità anche a un altro motivo meno lampante: utenti di un qualche dispositivo digitale lo siamo tutti e tutti siamo chiamati a fare i conti con le trasformazioni che la virtualizzazione di questo aspetto così fondamentale dell’esistenza pone. La morte al giorno d’oggi ci chiama in causa, così, doppiamente: in quanto umani mortali e utenti tecnologici virtualmente immortali. Ed è proprio la...

08.03.2017

La morte rivela la verità dei social network / Facebook dei morti

David Bowie, Prince, Ettore Scola, Franco Citti, Alan Rickman, Silvana Pampanini, Gianmaria Testa, Paolo Poli, Karina Huff, Giorgio Albertazzi, Bud Spencer, Anna Marchesini, Marta Marzotto, Gene Wilder, Dario Fo, Luciano Rispoli, Leonard Cohen, Gianroberto Casaleggio, Alan Thicke, Franca Sozzani, Zygmunt Bauman, George Micheal, John Berger, Carrie Fisher, Marco Pannella, Cassius Clay, Debbie Reynolds, Umberto Eco, Gianfranco Bettettini, Antonino Buttitta, Tzvetan Torodov, e pure Al Jarreau deceduto giusto in tempo per entrare nella lista.    Questi sono solo alcuni dei personaggi pubblici scomparsi fra il 2016 e l’inizio del 2017. Molti di loro li conoscete, altri, piuttosto, sono noti entro cerchie più ristrette, di amanti di serie tv anni 80 o, ancora, di curiosi lettori di...

22.11.2016

Post-verità / Bufale, complotti, imbecillità e fatti

Mentre sui giornali online tranquillamente campeggiavano le solite notizie sul referendum o sulla fitta corrispondenza fra UE e governo italiano, alle sette e quaranta di mattina, il mio stream di Facebook si riempie di proclami atterriti – «scossa fortissima», «tremava tutto», «stavolta è stata forte» e via postando. Alcuni, ricercando un effetto di maggiore immediatezza e verità, non si facevano scrupoli a postare foto del loro lampadario, con un duplice obiettivo, di comprovare ciò che affermavano coi fatti e, d’altra parte, di passare, seppur ridimensionato dall’incessante scorrere dello stream, il loro sgomento di protagonisti del memorabile evento ai loro lettori-amici.    Questo improvvisato allestimento stile Wair Blitch Project aveva l’effetto di dar forma ad almeno...

19.10.2016

Analisi di un best seller per adolescenti / Diario di una schiappa

Settembre. Apertura delle scuole. Primo giorno per molti, prima assoluta per alcuni che si ritrovano a fare il salto di qualità, all’inizio di un nuovo ciclo scolastico, in una nuova scuola e con nuovi compagni. Quale momento migliore per cominciare a scrivere un diario?  “Diario di una schiappa”, nelle sue ennesime versioni, si presenta così, vuole essere il giornale di una navigazione a vista, in un contesto estraneo e problematico, ostico e ostile, crudele come solo la scuola media agli occhi di un ragazzino appena sbarcatovi dalle elementari può apparire.  L’idea non è sicuramente originale, si potrebbe azzardare una genealogia della diaristica di questo genere, fatta di testi molto diversi fra loro: da Cuore ai libri sulla scuola media di James Patterson, c’è solo l’...

18.05.2016

Arcisociale: Cronache dal mio stream / L’Europa dei burocrati

Fra le opzioni che Facebook offre per definire una pagina pubblica, mai dicitura fu più azzeccata di quell’“organizzazione comunitaria” che campeggia solenne come sottotitolo della pagina degli Eurocrati. Stiamo, infatti, parlando dell’organizzazione comunitaria per eccellenza, l’Europa dei burocrati così siderale e lontana nella sua rappresentazione eppure così vicina e concretamente vincolante nella vita quotidiana di tutti noi.  Il modo in cui viene raccontata l’Unione Europea nei nostri media è, se vogliamo, renziano già da molto prima di Renzi. Un covo di azzeccagarbugli che ha perso il filo ideale con i grandi padri fondatori e si alimenta delle proprie forzate procedure: infrazioni, protocolli, parametri come strumenti di dominio, tanto irragionevoli quanto perentori, tanto...

25.03.2016

Una città tra fantasia e multiculturalismo / Zootropolis

Judy è una coniglietta idealista e sognatrice. Vive in un piccolo borgo rurale, popolato da animali di specie diverse, la cui convivenza appare segnata da un forte affiliazione comunitaria: essere volpe o coniglio, nella limitata visione contadina, avrebbe determinato il senso della vita di chiunque nonostante e a prescindere da ogni aspirazione individuale. Zootropolis, la metropoli animale che dà il titolo al film, immaginata dal paesello in cui vive la piccola coniglietta, si staglia all’orizzonte come opportunità di emancipazione da tutto ciò, viene vagheggiata come città perfetta in cui tutto può accadere, luogo sospirato in cui potersi finalmente liberare dal fardello di ogni retaggio culturale e potersi sentire pienamente individui, poter “essere davvero ciò che si vuole”. È...

14.03.2016

Visioni digitali

Visioni digitali di Simone Arcagni (Einaudi) inizia con un adescamento. Il lettore, come un Neo qualunque, viene messo di fronte a una specie di viaggio iniziatico, dal suo Morpheus puntualmente chiamato ad “addentrarsi in un territorio assai impervio”. Al contrario che su Matrix qui, però, nessuno stacca la spina del megasoftwerone generatore di realtà, con l’aria di chi vuole annunciare al mondo il prossimo deserto del reale. L’autore del libro si diverte, piuttosto, a condurre il suo lettore a spasso nella sua vita stessa quotidiana. Succede così, che, passeggiando, un dettaglio, una situazione, il contesto tanto familiare, possano perfino rivelare la loro relatività. La matrice delle visioni digitali, sebbene sotto forma di cantiere, per Arcagni è infatti già con noi. Il film che...

25.02.2016

Il milanese imbruttito

A scorrere la rassegna stampa del Milanese Imbruttito vengono le vertigini. A ogni articolo uscito sui giornali per riferirne l’inarrestabile ascesa, un crescendo esponenziale di numeri: 15mila fan in soli 4 giorni dall’apertura, avvenuta nel 2013, 60 mila in due settimane, poi 180 mila, 200 mila, 470 mila, fino agli 850 mila e più di questi giorni. Si tratta di una pagina facebook che quotidianamente sforna post ironici sulla milanesità in cui chi vive a Milano può riconoscersi ma che, bontà sua, accoglie una comunità molto più ampia di quella di “Milano Milano”, facendo ridere la rete degli stereotipi che la città occupa nell’immaginario nazionalpopolare. Il milanese imbruttito in carne e ossa lo conosciamo,...

16.12.2015

Star Wars. I love you Carrie

C’è una parte di noi che al solo pensiero di Star Wars inorridisce. Viscidi gasteropodi che trafficano loscamente atteggiandosi da navigati padrini, scimmioni pelosi ma scaltrissimi, assurdi comandanti che non si tolgono la loro assurda armatura nemmeno per andare a dormire, creaturine ridicolmente attrezzate da madre natura che decidono le sorti dell’universo, viaggi interstellari compiuti senza mai pensare alla benzina: insopportabili. Questo baraccone di freaks risulta, infatti, tutt’altro che simpatico perché, come da cliché del genere fantasy, agisce in un sistema perfetto, in cui ogni elemento è dentro un ordine che lo comprende, senza sfaccettature. O buoni o cattivi, tanto che, quand’anche uno dei personaggi volesse provare a evolvere, il suo destino sarebbe comunque segnato: o di...

01.10.2015

Inside Out. Emozioni esistenziali

Riley è una bambina alle prese con uno sconquasso esistenziale. Cambiare casa e città contemporaneamente rappresenta un dramma che nessun bambino vivrebbe a cuor leggero. Ciò nonostante, Riley riesce a dissimulare il proprio disappunto. Le buone maniere della sua buona educazione di provincia le impediscono di rivelare, in primis a se stessa, la sua avversione a un cambiamento che si preannuncia, comunque, colossale.     Il cervello, però, non tradisce. Che si tratti di un vero e proprio trauma, lo capiamo, infatti, grazie alla trovata principale del film che racconta le sue vicende, drammatizzando ciò che avviene nella sua mente in reazione agli eventi della vita. Ad animare lo spazio della sua emotività, ritroviamo, così, 5...

23.09.2015

Minions. Felicemente irresponsabili

I Minions è un film cattivissimo ma la responsabilità di cotanta cattiveria non è, una volta tanto, riconducibile al “buon” Gru, protagonista della serie Cattivissimo me, di cui il film rappresenta il prequel. Ci sono, infatti, ragioni ben più essenziali della strampalata quanto, in fin dei conti, innocua cattiveria da lui esibita che permetterebbero di giungere a simili conclusioni.     Le ragioni hanno, piuttosto, a che fare con l’infelice esordio del film: «i Minion sono esistiti fin dall'alba dei tempi e hanno un solo scopo: servire il padrone più cattivo al mondo». Non c’è dubbio che si tratti di un’accusa veramente sgradevole e infamante, che, nel film, viene, peraltro, proclamata...

26.06.2015

Eco e gli imbecilli

L’occasione era solenne: la quarantesima laurea honoris causa, giusto in Comunicazione e cultura dei media, parte della grande famiglia di Scienze della Comunicazione, il corso di studi che lui stesso, a suo tempo, aveva contribuito a istituire. Lo scenario, se si vuole, è ancora più emblematico: l’Università di Torino che, ben 61 anni orsono, lo aveva fatto dottore, segnando l’esordio della sua fortunata carriera. Mille volte, del resto, il nostro era intervenuto sull’argomento (si veda di recente questa recente intervista a cura di Daniela Panosetti, Apocalittico sarà lei) ora paragonando gli utenti di Internet all’antieroe borgesiano Funes el memorioso, ora facendosi alfiere dello studio a memoria contro l’eterno presente...

25.03.2015

Il tempo ritrovato di Masha e Orso

C’erano una volta – e ci sono tuttora – Masha e Orso. Il nuovo tormentone di Rai YoYo che allieta le giornate di grandi e piccini, si ispira a una favola, e non a una qualunque. Si tratta, infatti, di materiale tratto dal folklore russo, di una di quelle favole archiviate dal grande Afanas’ev dalla cui miniera il celebre Vladimir Propp pescò per rivoluzionare, con la sua Morfologia della fiaba, la cultura umanistica e le scienze sociali. Pedigree di un certo rilievo, dunque. Anche se, una volta evocato cotanto riferimento (che nei paesi slavi tutti ovviamente riconoscono), il format della nuova serie se ne allontana. Vedremo in che termini.   La storia della fiaba è nota. Ci sono dei nonni che lasciano allontanare la loro nipotina, non prima di averle esplicitamente raccomandato di...

06.05.2014

Heidi vs Peppa Pig

Heidi è ritornata in tv per spodestare Peppa: e ci sta progressivamente riuscendo. Le puntate della serie sono, infatti, trasmesse, due volte al giorno, negli orari di punta della programmazione di Cartoonito, conquistando i piccoli telespettatori ormai troppo cresciuti per la programmazione di Rai YoYo. C’è, infatti, una sottile linea d’ombra che divide il mondo dei piccoli spettatori del noto canale Rai da quello degli spettatori di Cartoonito, una treanniemmezzità che chiede al mondo (e alla fiction!) scenari e trame più complesse e articolate di quelle fin qui digerite. Ed è a questa volontà che Heidi, ritornata in tv, con le sue caprette e il suo nonno zoticone viene chiamata a rispondere.     La storia di Heidi è un classico della letteratura per l’infanzia da oltre...

26.03.2014

Web apocalittici e Social integrati

La marcia trionfale di Internet dagli anni 90 fino ai giorni nostri ha ripopolato il mondo di apocalittici e integrati distogliendoli dall’intorpidimento dovuto all’overload televisivo. Anche se le pagine web assomigliavano a disordinati lenzuoloni, la rete era avanti. Nelle chat, nei forum e nei newsgroup la discussione divampava, coinvolgendo i soggetti più disparati. Loschi figuri, casalinghe annoiate, venditori di fumo proliferavano unitamente ai soliti appassionati di cinema, letteratura, computer o giardinaggio alla ricerca delle affinità elettive.   Di fronte a uno scenario di questo genere, il mondo si divideva, costringendo, come si diceva, gli intellettuali ad alzarsi dal divano minimalista in cui erano sprofondati. Tutto avveniva secondo il copione scritto nel 1964....

29.01.2014

Peppa Pig post-cinema

La scorsa domenica pomeriggio io e mio figlio siamo andati al cinema a vedere Peppa. Fra le opzioni possibili, ho scelto il multisala nei pressi del Centro Commerciale, già pieno di suo in questo periodo di sconti. Risultato: tutto esaurito. La prima volta al cinema del mio piccolo Nino è stata, così, dentro un cinema pieno. Roba, a quanto pare, difficile da replicare in questi tempi di magra e ancor più improbabile in un prossimo futuro in cui il cinema, come posto e forse come arte, dicono alcuni, non ci sarà più.   Accompagno per la prima volta mio figlio al cinema pensando alla folgorazione della mia di prima volta: era il lontano 1979 e si trattava della riedizione disneyana della Carica dei 101. Di amore duraturo si sarebbe trattato: molto più della letteratura e diversamente...

21.01.2014

La leggerezza della Pimpa

La Pimpa è il personaggio italiano dei cartoni animati rivolti all’infanzia per antonomasia. Nata dalla penna del grande Altan, compare nel 1975 sul Corriere dei Piccoli e da quel momento, prima con i fumetti e, successivamente (1983), con le serie tv prodotte dalla Rai, non smette di riscuotere consensi. Il successo delle sue avventure arriva fino ai giorni nostri, facendola entrare di diritto nella programmazione di Rai YoYo che, non a caso, la ripropone ininterrottamente nel palinsesto insieme a Peppa e ai Barbapapà.   La Pimpa è una cagnolina a pois rossi e abita in una casetta tranquilla insieme al suo padrone Armando. L’ambientazione casalinga è a misura di bambino. Essa è pacificata, vive un eterno presente, popolata di oggetti tanto ordinari quanto, in fin dei conti, mitici:...

05.12.2013

Nostalgia di Barbapapà

I Barbapapà, proprio come lo zucchero filato che dà loro il nome, sono vintage. Lo sono fino al midollo (ammesso che ne abbiano uno!). Sono così vintage che Roberto Vecchioni ne continua a cantare la sigla. E proprio per questo li amiamo, e amiamo il fatto che, insieme a Peppa e ai suoi amici, il palinsesto di Rai YoYo, tra gli altri, li riproponga senza sosta ai nostri bimbi. I Barbapapà sono, infatti, stati già propinati in tv a noi genitori adesso alle prese con l’educazione televisiva dei nuovi venuti. La qual cosa, a ben guardare, potrebbe essere considerata persino un vantaggio, permettendoci di capitalizzare su un inaspettato collante generazionale: “questo cartone lo guardavo anche io quand’ero piccolo!”.   Ma andiamo con ordine. I Barbapapà sono francesi (vintage!), nascono...

13.11.2013

Fenomenologia di Peppa Pig

Peppa Pig è ovunque. La serie inglese di cartoni animati per la prima infanzia ha in pochissimo tempo oscurato (letteralmente!) tutti i competitor: Barbabapà, topolini e paperini vari, i famigerati Teletubbies e perfino la sempregialla ApeMaia 3d. Veloce e inesorabile si è rivelata la trionfante scalata della serie verso l’egemonia.   I cui segni sono chiari a chiunque fra i trenta e quaranta (tq?) si ritrovi alle prese con qualche figlio piccolo: predominio assoluto sul palinsesto di Rai YoYo, saturazione di ogni interstizio commerciale della vita del moccioso telespettatore, dall’igiene intima (pannolini e mutande di Peppa Pig), alla socializzazione (zainetto, astuccio portapenne, giocattoli e peluche), alla nutrizione (merendine, patatine e perfino, ironia della sorte, il salame...

07.10.2013

Oltre i bastioni di Schengen

È davvero difficile prendere la parola in questo momento di dolore, di fronte a una sciagura come quella appena abbattutasi sull'ennesimo barcone di migranti a largo di Lampedusa. Ogni riflessione in merito non può che partire dall’ordinarietà della morte nelle acque del Mediterraneo e dalla speculare assuefazione che essa ha, più o meno consapevolmente, generato, rotta stavolta dall’enormità del numero di caduti.   Il nostro scenario così interconnesso, allora, lungi dall’assomigliare al tanto decantato villaggio globale, in cui ognuno si interessa di ognuno, si rivela arida metropoli posturbana. In cui non ci si riconosce nemmeno fra vicini di casa. Globalizzazione dell’indifferenza, l’ha chiamata, recentemente, papa Francesco.   A questo senso di estraneità (e in alcuni casi...

28.04.2013

Il mio nome è Noma

Ormai manca poco. Domani, durante la finale di “The World's 50 Best Restaurants Award”, l’imponente competizione internazionale promossa dalla rivista britannica Restaurants, verrà proclamato il “miglior ristorante del mondo” per l’anno 2013. E sarà una sorpresa, nel senso che, archiviato il periodo (2006 - 2009) di incontrastato successo di Ferran Adrià con El Bulli, volgerà al termine, anche a causa di uno scandaletto ad hoc, la lunga era del Noma di Copenhagen, vincitore dal 2010 al 2012. Così, mentre aspettiamo il nome del nuovo ristorante chiamato a portare il vessillo di eccellenza della gastronomia internazionale, è il caso di rendere conto dell’esperienza del Noma, convinti che questa stessa esperienza e il suo successo siano esemplari, segno di più ampie e profonde metamorfosi a...