Categorie

Elenco articoli con tag:

Palestina

(28 risultati)

Traslochi della mente

Parlando del corpo in viaggio, qualche tempo fa Elisa Fontana, artista, mi offriva una suggestiva interpretazione: “viaggiare è come sottrarsi da un fluido nativo per immergersi in un altra sostanza di diversa composizione”. Sottoscrivo e rilancio. Il fluido di provenienza è la sostanza sociale e culturale che ci significa durante la crescita e il nostro edificarci come creature interdipendenti, adulte, fatte di relazioni, prassi, convinzioni, codici di mobilità, eccetera. Un primo incubatore di multiple identità. Nel viaggio, una volta emersi dal “contesto amniotico” che ci sostiene in un senso e ci confina dall’altro, veniamo catapultati all’interno di un’amalgama nella quale, bracciata dopo bracciata, rintracciamo riconoscibili o nuovi punti di riferimento per non sprofondare, rimanere a galla o perfino “surfare” l’onda di un nuovo ritmo di vita. In nuovi paradigmi quotidiani. Tracce per approfondire, potenziare o tacere parti di sé. Si potrebbe azzardare una fabbrica interiore del riciclo e del rinnovamento. Il Mufti (guida civica della comunità islamica)che ho incontrato...

Space of confidence

Devo ringraziare Rawan Sharaf, direttrice di Palestinian Art Court ad Al Quds (Gerusalemme), per avermi ispirato il titolo di questo dispaccio. Penso racchiuda buona parte della ricerca che sto compiendo individualmente come progettista-trasformatore e insieme al gruppo di Campus in Camps. Rawan parla di space of confidence riferendosi al lavoro di engagement (coinvolgimento) che sta compiendo con abitanti e commercianti della strada dove ha sede la Fondazione da lei diretta, nel tentativo di costruire possibilità relazionali nel quartiere per ri-acquistare una reciproca e costruttiva confidenza sociale, indebolita dall’occupazione in corso.   Senza dilungarmi oltre sui dettagli di tale iniziativa, ritorno velocemente al nostro spazio di confidenza. Un commento di Fiorenza Menni da Bologna mi fa ripensare al logo e agli arredi, appena realizzati e montati, come ad applicazioni del pensiero e non a un mero “prodotto”. Semplici, economici e rapidi da realizzare, gli elementi d’arredo organizzano l’ambiente in modo flessibile nell’uso e colorato nell’atmosfera. A dominare sono le cromie, distanti dalla formalità...

La visione del futuro nasce tra i profughi

Mi trovo a Beit Sahour, un villaggio vicino a Bethlehem, in Palestina. Il viaggio per arrivare è avvenuto in modo inaspettatamente ricco. Questa volta ho deciso di arrivare dalla Giordania, via Istanbul. Da Amman, superato il ponte King Hussein, sono arrivato a Jericho dove ha luogo la prassi di confine per l’identificazione e la selezione degli ingressi. Il bagaglio, il corpo, la psiche ai raggi X.   Ad accogliermi, Sandi Hilal e Alessandro Petti, i progettisti e agitatori culturali che movimentano il fenomeno Decolonizing Architecture. Sono loro a curare e dirigere il progetto Campus in Camps, il motivo del mio stare, che a partire dal 16 febbraio offre a 15 giovani palestinesi un percorso formativo di due anni finalizzato a individuare nuovi modelli e processi da mettere in atto per rappresentare e raccontare un’altra visione nel futuro dei Refugee Camp. Nelle aspettative, una delle azioni in grado di portare un miglioramento progressivo della qualità della vita in questi luoghi.   Il sistema di partnership messo in piedi per la sua concretizzazione è composta da attori legittimati e con esperienza sul campo e, soprattutto,...

Ascoltare la Palestina. Babel: Festival di letteratura e traduzione

Giunto senza anchilosarsi alla sua sesta edizione, Babel è un festival di letteratura e traduzione che ha scelto di porsi come sito di ‘lavori in corso’, struttura aperta di incontro e di scambi, luogo dove esercitare l’arte dell’ascolto. Ogni anno un paese, con le sue lingue e le sue culture, la sua stratificata e contraddittoria esperienza storica, la sua inquieta quotidianità, è invitato a raccontarsi attraverso la voce dei suoi narratori e dei suoi artisti: romanzieri, poeti, pittori, disegnatori, fotografi, musicisti, filmmaker, uomini e donne di teatro, saggisti. L’edizione 2011 sarà interamente dedicata alla Palestina, un paese senza stato, che la storia politica dell’ultimo secolo ha ferocemente frammentato. Dal 15 al 18 settembre Babel si farà ideale luogo di ricomposizione di lingue e saperi territorialmente dispersi, e tuttavia fortemente coesi. Palestinesi di Cisgiordania e di Gaza, della diaspora e dell’interno di Israele, ragioneranno con noi sul farsi del lavoro artistico e intellettuale là dove ‘il tempo e lo spazio sono liquidi’.     Tra gli ospiti:...