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Paolo Ventura

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Sedici racconti / I Miti personali di Matteo Marchesini

Matteo Marchesini aveva iniziato a confrontarsi con i miti nel 2017 sulle pagine del “Foglio”. In aprile ha raccolto e pubblicato sedici racconti, per lo più molto brevi, nel volume Miti personali, sottolineando con l’aggettivo personali come l’infinita variazione narrativa cui dà vita il mito arrivi, anche quella, alla polverizzazione individuale nell’età della comunicazione diffusa e dei social media. Il libro, pubblicato da Voland, è un volumetto di piccolo formato di 140 pagine, aperto da una citazione di Vico, “gli uomini prima sentono senz’avvertire”, che mi sembra collocare queste riscritture in un ambito liminale, di scoperta, di blocco o obnubilamento delle capacità di discernimento. Il libriccino è illustrato in copertina da una foto della serie Homage a Saul Steinberg di Paolo Ventura, l’immagine di un uomo adulto, con lineamenti che annunciano la vecchiaia incipiente, che tiene per mano una specie di sé stesso bambino, entrambi con qualche tratto clownesco nel volto o nel costume. Per illustrare la serie Ventura scrive sullo specchiarsi nell’infanzia, uscire dall’infanzia, regredire nell’infanzia, concetti che dovremo ricordare a mano a mano che analizziamo questi...

Dialogo tra due mostre / The Families of Man al MAR di Aosta

Ci sono mostre che proiettano ombre lunghe davanti a sé, e una di queste è senz’altro The Family of Man, ideata e organizzata nel 1955 da Edward Steichen al MoMa di New York. Una mostra-evento ormai leggendaria che simboleggia un certo modo di concepire la fotografia, e anche la realtà, in una precisa congiuntura storica. The Family of Man vede la luce infatti in un momento particolare: la Seconda Guerra mondiale è finita da poco, e il ricordo dei suoi orrori e delle sue atrocità è ancora ben vivido, accompagnato dalle tensioni dovute alla cosiddetta guerra fredda. Nello stesso tempo, però, negli anni Cinquanta l’Occidente vive una fase di grande progresso e benessere, che genera un sentimento di ottimismo e di fiducia nel futuro. L’intento dell’operazione di Steichen era chiaro, e dichiarato: “Siamo interessati alla coscienza umana di base più che alla coscienza sociale”, si legge in un comunicato stampa dell’epoca; e ancora: “[…] E’ essenziale tenere a mente gli elementi e gli aspetti universali delle relazioni umane e le esperienze comuni a tutto il genere umano […]”.   L’obiettivo era quello di celebrare la dignità umana nel suo complesso e i valori di pace e speranza per...

Un libro di Paolo Ventura / Autobiografia di un impostore

In copertina si vede il volto di un uomo che fuma una sigaretta. Una spira di fumo si alza verso la sua fronte, la attraversa come un pensiero. Va oltre il suo capo, sembra perdersi nello spazio. Un altro alito di fumo, invece, si sovrappone al suo volto, ricorda una ruga attorno alla bocca. Carne e fumo sembrano composti della stessa materia. Le labbra sono chiuse, l’uomo non sta aspirando, la sigaretta è solo un piccolo tunnel dentro cui soffiare le parole. Fumare è lasciare che una parte di sé esca con il fumo, come una storia.  L’uomo è Paolo Ventura, l’immagine è un autoritratto, il libro si intitola Autobiografia di un impostore narrata da Laura Leonelli (Johan & Levi, 2021).    © Paolo Ventura. Inizia, come spesso accade, dal momento della nascita: “se devo dire il giorno in cui sono venuto al mondo, il giorno vero della mia nascita, quello in cui ho inventato la mia storia, dico che sono nato una domenica d’inverno, a Milano, alle undici di mattina,  in via Domenichino”. “Una domenica d’inverno” non è solo una spia temporale, è anche un modo di osservare tutto ciò che accadrà in seguito. Si sa, la domenica è un giorno strano. La “sera del dì di...

Photographs and drawings / Il realismo magico di Paolo Ventura

Prima della chiusura degli spazi espositivi dovuta all’emergenza sanitaria da Camera – Centro italiano per la fotografia di Torino era in scena il Carousel di Paolo Ventura (Milano, 1968). Mai titolo è stato più appropriato per portare in mostra la summa della produzione artistica di Ventura: una giostra mirabolante, dai volti e dalle storie infinite e fantastiche, con l’accompagnamento di quella musichetta per bambini al confine tra la malinconia adulta delle memorie passate e il mondo onirico e dalle infinite possibilità di un fanciullo. Da una ventina d’anni Ventura è padre di storie che si dispongono in equilibrio tra la memoria storica, la fantasia, il sogno e la realtà, con un linguaggio visivo che amalgama tutto senza offrire allo spettatore la disambiguazione dei diversi piani, e anzi facendo leva proprio sull’atto volontario di complicare la fruizione dell’immagine.  Influenzato dalla pittura, dalla scultura, dalla manualità artigianale di uno scenografo, il lavoro dell’artista milanese è il risultato di una minuziosa ricerca tecnica e di linguaggio. A corredare la retrospettiva che Camera gli ha dedicato, prorogata per ora fino al 14 febbraio 2021, il libro Paolo...

Reggio Emilia, Fotografia Europea / Via Emilia. 2016

      Un lungo tavolo attraversa la sala, al primo piano dei Chiostri di San Pietro. L’infografica che lo riveste interamente mostra gli elementi che sono le ragioni stesse non solo e non tanto delle esposizioni di queste sale, ma dell’intera edizione 2016 di Fotografia Europea. Il percorso in essa ricostruito esordisce dal 1980, anche se le date chiave su cui occorrerà porre subito l’attenzione sono il 1984, l’anno di pubblicazione di quel Viaggio in Italia che avrebbe cambiato il modo di guardare il nostro Paese nei decenni seguenti, e il 1986 delle Esplorazioni sulla Via Emilia, anch’esse, come il primo progetto, fortemente volute e ispirate da Luigi Ghirri e da Gianni Celati. Qual era la storia di quei territori, di quei paesaggi? Quanto poteva avvicinarsi a essi la lente d’ingrandimento dello straordinario gruppo di artisti che hanno fatto parte del progetto e fino a che punto costoro avrebbero saputo affondare il loro scandaglio in quel magmatico e sotto molti aspetti inedito pan orama? La risposta più efficace, nei trent’anni che sono seguiti, la dà il fatto che non solo le immagini, le mostre e i libri che sono nati da quelle esplorazioni, ma lo stesso...

Intervista a Jean-Marc Bustamante

Il 5 febbraio ha inaugurato a Villa Medici a Roma la mostra Jean-Marc Bustamante - Villa Medici, una mostra che fa riflettere sulla fotografia attraverso un percorso artistico che si pone in un costante confronto critico con differenti media. Jean-Marc Bustamante ha anche inaugurato la serie di incontri che il MACRO dedica alla fotografia e che, dopo Paolo Ventura e Geoff Dyer, vedranno il 29 maggio Guido Guidi in conversazione con Francesco Zanot. La mostra a Villa Medici resterà aperta fino al 6 maggio.   C.C.: Signor Bustamante, tutto il suo percorso artistico è caratterizzato da una forte relazione con lo spazio. Dalle sue prime fotografie (che ha iniziato a esporre in contesti che davano conferma di quanto la fotografia appartenga all’universo delle arti plastiche), allo sviluppo della serie (in cui le immagini erano concepite come sculture), alle sculture, i lavori in plexiglas e gli ambienti che realizza, i termini “oggetto” e “spazio” sono i due poli entro cui è possibile iniziare a pensare al suo lavoro. Nella mostra a Villa Medici non solo le sue opere sono messe in dialogo con alcuni dipinti di Pieter...