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Richard Mabey

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Ricette immateriali / I piaceri selvatici

Non ci sono solo una primavera astronomica, una meteorologica e una vegetativa, anticipata rispetto alle altre, in molte zone d'Italia. Nel Belpaese c'è anche una seconda primavera vegetativa, riguardante solo le erbe, che segue le prime abbondanti piogge d'autunno, quando le arie sono ancora tiepide. Pressoché sconosciuta ai cittadini, ben nota invece a contadini e pastori. Altrettanto apprezzata dagli erboranti, eredi delle primordiali arti dei raccoglitori pleistocenici. Gli erboranti sono ormai pochissimi per mestiere, mentre va diffondendosi la pratica per diletto. L'erborare, nell'accezione di raccolta di erbe selvatiche ad uso alimentare, è ascrivibile al più grande fenomeno del foraging, la ricerca di cibo selvaggio. Se Henry David Thoreau è considerato un profeta di queste pratiche, e il suo breviario sulla raccolta dei mirtilli selvatici un'imprescindibile lettura (Mirtilli o L'importanza delle piccole cose, 1860, riedizione 2018, Lindau, Torino), il foraging come controcultura è rinato negli anni Settanta del Novecento, e ha tra i suoi padri Richard Mabey, botanico e divulgatore inglese.   In quegli anni aveva “un sapore politico, provocatorio, alternativo, un...

Nudo di albero

Nel mio landscape di colline moreniche tra il Lario e il Sebino, d’inverno la vegetazione di latifoglie vuole attenzione estrema, sguardo concentrato. Gli alberi nudi non sono meno interessanti che vestiti. Meglio se ne coglie il profilo, il portamento: l’angolo più o meno acuto d’incidenza dei rami, il punto più o meno alto d’innesto sul fusto. L’esercizio di riconoscimento, arduo senza clorofilla, si appoggia ai dettagli. Si fa spirituale, religioso.        In cresta, lo skyline rivela il rameggio fine delle robinie interrotto qua e là dai palchi neri di querce e castagni. A mezza costa, le foglie secche persistenti sbalzano, sul manto bruno in linea continua con la terra arata, carpini o farnie. L’alone violaceo delle gemme pronte alla schiusa dice che la macchia dei castagni resiste al “verzicante assedio” dell’invasore, carico di spermatici baccelli, spregiato da Gadda: “Al passare della nuvola, il carpino tacque. […] La robinia tacque, senza nobiltà di carme, ignota al fuggitivo pavore delle driadi, come alla fistola dell’antico bicorne:...