Alfabeto Pasolini

AUTORI
Gian Mario Villalta
16.03.2022

Alfabeto Pasolini / Pasolini. Un sogno nato a Casarsa

L’avvento dell’agricoltura ha condannato i nostri antenati a una vita più faticosa e più povera di esperienza di quella dei loro predecessori in cambio della speranza di avere un pasto assicurato nel futuro e di difendersi meglio dai predatori.  Le carestie e l’inermità hanno in seguito esposto i nuovi agricoltori a falcidie e umiliazioni, ma non sono tornati indietro (per l’inermità, con il tempo, hanno provveduto costituendo gli eserciti, dove morivano e uccidevano, a volte credendo di sapere perché, altre volte senza nemmeno quella consolazione).  La stessa cosa si può dire del progresso industriale, a ogni strappo in avanti, sempre meno vita originale, maggiore dipendenza da fattori imprevedibili, crescente omologazione. Fino a quando il futuro produttivo ha preso il posto...

10.01.2022

12 dicembre 1960 – 7 gennaio 2022 / Vitaliano Trevisan, alle estreme conseguenze

Vitaliano Trevisan era un artista scomodo nell’unico modo in cui si può essere scomodi oggi: era scomodo soprattutto per se stesso. Mai che i suoi libri, il teatro, le letture, lo abbiano visto davvero schierato contro qualcuno o qualcosa per indirizzarsi in favore di persone o idee antagoniste. Mai che abbia potuto trarne vantaggio, inoltre (e soprattutto). Perché la posizione che assumeva, il margine del discorso dove si collocava, era quello che gli permetteva uno sguardo obliquo, che mostrava ciò che riusciva a vedere solo lui. Allo stesso tempo, quello sguardo che non si poteva condividere, e che non permetteva affiliazione di opinione o di schieramento politico ufficiale, risultava urticante, irritante perché portato sempre alle estreme conseguenze. Anzi, solo le estreme conseguenze...

08.01.2022

Petèl, dialetto, poesia / Zanzotto, la lingua che non si sa

Sostare sulle riflessioni di Andrea Zanzotto che riguardano il fatto linguistico, ovvero la facoltà e l’effettiva pratica dell’umano parlare, è sempre bello, all’inizio e poi – parafrasando Rilke con un sorriso – un po’ tremendo. C’è sempre in questi frangenti il passaggio, la frase, l’aggettivo che imprime nel discorso qualche avvio di vertigine. Zanzotto, insomma, ci fa “girare la testa”, in un senso, che è quello che ci fa rivolgere lo sguardo a qualcosa che non avevamo visto; in altro senso però ci lascia a volte “confusi e felici”, come gorgheggiava la cantautrice Carmen Consoli, e non proprio certi, però, alla fine, di aver compreso tutta la strada percorsa. Per fortuna questo “non capire tutto” è anche un forziere spalancato di altre domande, con le quali continuiamo il nostro...

20.10.2021

Ottobre 1921 - ottobre 2021 / Zanzotto dalla terra alla poesia

Un libro che si deve maneggiare a lungo, iniziare, riprendere, iniziare di nuovo, portare in fondo con attenzione. Andrea Zanzotto. Il canto dalla terra, di Andrea Cortellessa (Laterza, 2021), ha una compattezza, una densità che attrae e avvince, e che impegna allo stremo il lettore, incalzando, innescando tema da tema, riprendendo motivi, svolgendo cellule di senso interne con un andamento compositivo avvolgente, allo stesso tempo centripeto e centrifugo.  Centripeto perché il nucleo al quale sempre si ritorna è la relazione tra l’opera di Zanzotto e l’esistenza che il poeta compone nell’opera (rinvierei al virgiliano “componere curas”, proferito da un Enea che sempre ha alle spalle un disastro e sempre fugge avanti sospinto da una necessità/desiderio). Centrifugo perché la realtà (...