AUTORI
Mario Barenghi

Mario Barenghi insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Milano Bicocca. Ha curato i Saggi di Calvino per i «Meridiani» Mondadori e (con Claudio Milanini e Bruno Falcetto) i tre volumi dei Romanzi e racconti. A Calvino ha dedicato anche due monografie pubblicate dal Mulino. Nel 2013 ha pubblicato, per Einaudi, Perchè crediamo a Primo Levi?

10.06.2015

Jared Diamond. Da te solo a tutto il mondo

Nei primi decenni del XV secolo un’imponente flotta cinese, soprannominata Flotta del Tesoro, venne inviata a esplorare gli oceani. Perlustrò l’Asia sud-orientale e meridionale e arrivò fino alle coste orientali dell’Africa; non era lontana da quello che a noi è noto come Capo di Buona Speranza. Se le esplorazioni fossero proseguite, i cinesi sarebbero facilmente giunti in Europa; forse – chissà – anche sulla sponda opposta dell’Atlantico: la storia del mondo sarebbe stata completamente diversa. Senonché l’imperatore decise di porre fine al progetto. Sessant’anni dopo Cristoforo Colombo, con le sue tre misere caravelle, sbarcò in un’isola che battezzò Hispaniola, e oggi nelle Americhe...

13.05.2015

Il genio dell’abbandono. Wanda Marasco

In prima approssimazione, Il genio dell’abbandono di Wanda Marasco è la biografia di un artista. Oggetto del libro è infatti la vita dello scultore e pittore Vicenzo Gemito, nato a Napoli nel 1852 e ivi scomparso nel 1929 (per inciso, ricordo che fino al 16 luglio sono esposte al Museo di Capodimonte 90 delle 372 opere della collezione Minozzi, acquisita l’anno scorso dal Ministero dei Beni culturali, in attesa di restauro e sistemazione definitiva). Ciò premesso, dell’impresa della Marasco non s’è però ancora detto nulla. Per quanto scrupolosa possa essere la corrispondenza con i documenti e le testimonianze – a partire dal profilo che Salvatore Di Giacomo pubblicò, vivente ancora Gemito, nel 1923 – l’...

10.11.2014

Calvino. Un ottimista in America

In tutte le note biografiche calviniane, all’altezza del 1961, un paio di righe accennano a un libro mai uscito dal titolo Un ottimista in America, che l’autore decise di ritirare quand’era già in bozze. A oltre mezzo secolo di distanza quella lacuna è stata colmata: il libro, riemerso dalle carte di Calvino e ricostruito con impeccabile acribia editoriale da Didi Magnaldi, ora esiste, si può leggere come un’opera autonoma, dall’inizio alla fine, così com’è stata concepita, confezionata, voluta – e poi, inopinatamente, disvoluta.   Curioso è a volte il destino dei testi letterari. Di norma, è solo dopo che un autore ha licenziato un volume che arriva il momento di andarne a ricercare gli...

31.10.2014

Il pasticiaccio brutto della formazione degli insegnanti

Nella vita di un Paese ci sono argomenti che riguardano tutti, ma che in genere interessano a pochi. La scuola, tradizionalmente, è uno di questi: la comunicazione mediatica si concentra su poche vicende clamorose, mentre molti fatti importanti passano quasi sotto silenzio. Il caso di cui parleremo è uno di questi. Si tratta della formazione degli insegnanti: una questione di enorme rilievo in termini non solo culturali, ma anche politici, economici, istituzionali, civili. Gran parte del futuro di una nazione dipende dalle scelte che si fanno in campo educativo. Non si dà rinnovamento, non si dà progresso senza una scuola efficiente e qualificata. Orbene: quest’anno, 2014-2015, è prevista l’attivazione del secondo ciclo del cosiddetto TFA (...

09.05.2014

L'istinto di narrare

Un po’ schematicamente, possiamo dire che gli studi sulla narrazione si sviluppano secondo tre principali direttrici. La prima si misura con la dimensione orizzontale della narratività diffusa. Ovunque volgiamo lo sguardo scopriamo comunicazioni narrativamente impostate, cioè messaggi che evocano storie: che insinuano, suggeriscono, presuppongono, configurano storie. La fortuna di un leader politico dipende dalla sua capacità di proporre una narrazione convincente; cronaca, sport, intrattenimento sono sempre più palesemente costruiti come macchine narrative; quanto alla pubblicità o al marketing, è quasi superfluo parlarne – perfino la tavoletta che occhieggia alla cassa del bar recita sulla confezione “C’era una volta il...

10.04.2014

Ronconi: le voci di fuori

Una trasposizione, non una sceneggiatura. Così Luca Ronconi ha definito l’operazione compiuta sul romanzo Pornografia di Witold Gombrowicz, una delle ultime opere “sudamericane” dello scrittore polacco (che dal 1939 al 1963 visse in Argentina). Al centro della vicenda, ambientata durante l’occupazione nazista della Polonia, il perverso progetto di due uomini in età matura di far sì che una ragazza e un ragazzo, belli, apparentemente spensierati, sessualmente non inibiti, si gettino uno nelle braccia dell’altra. Il guaio è che fra i due giovinetti, amici d’infanzia, non c’è alcuna attrazione reciproca. Di qui un intrigo che coinvolge svariati altri personaggi, tra i quali il fidanzato della ragazza, una devota...

30.11.2012

Perchè crediamo a Primo Levi?

C’è un aspetto dell’opera leviana che credo sia difficile sopravvalutare: il divario quantitativo tra Se questo è un uomo e (per usare l’espressione di Marco Belpoliti) il “macrotesto del Lager”. Se questo è un uomo, così come si presenta oggi, è il risultato di una composizione insieme rapida e graduale. Rapida perché il libro è stato steso nell’arco di pochi mesi, fra il 1946 e il 1947; graduale perché la prima redazione è stata rivista e integrata per l’edizione 1958, oltre che definitivamente corredata dall’Appendice, nel 1976. Levi non era quindi alieno dall’apportare varianti. Ma su Auschwitz ha scritto molto altro: e molto ha continuato a narrare circa la propria...

25.01.2012

Homo sapiens. Intervista a Telmo Pievani

Lo scorso novembre è stata inaugurata al Palazzo delle Esposizioni di Roma la mostra Homo sapiens. La grande storia della diversità umana, curata da Luigi Luca Cavalli Sforza, genetista di fama mondiale, professore emerito alla Stanford University, e Telmo Pievani, studioso di teoria dell’evoluzione, che insegna filosofia della scienza all’Università Bicocca di Milano. Mario Barenghi ha colto l’occasione della mostra per porre a Telmo Pievani alcune domande. Un po’ egocentrico, come spesso accade ai letterati, Barenghi ha impostato il dialogo sulle ragioni del fascino con cui da svariati anni segue, ovviamente da dilettante, le ricerche nel campo della preistoria, della paleoantropologia, dell’evoluzione delle specie.  ...

28.11.2011

Homo coquens

Di che cosa si nutre un centauro? Primo Levi, che anche quando scriveva racconti fantastici non deponeva l’habitus mentale di scienziato, non aveva dubbi. Dal momento che ha corpo di cavallo, un centauro non può che essere erbivoro; ma avendo testa e bocca di uomo manca di un apparato masticatorio adeguato, e quindi dovrà dedicare gran parte del suo tempo ad alimentarsi (Quaestio de Centauris, in Storie naturali, 1967).   Così i centauri. E noi? Che cosa ci dicono l’anatomia e la fisiologia umana della storia di homo sapiens? Rispetto ai nostri parenti più prossimi, le grandi scimmie, abbiamo una bocca piccola, una dentatura modesta, deboli muscoli mandibolari, e un apparato digerente che non supera il 60% di quello di un primate delle...

07.10.2011

Homo loquens

Ma come abbiamo fatto a non pensarci prima? In campo scientifico ci sono teorie che, una volta acquisite, risultano talmente ovvie da suscitare stupori retrospettivi. Certo, ci diciamo, non può che essere così, non ci sono dubbi; pensare che le cose stiano altrimenti sarebbe, più che un errore, una stravaganza. Eppure quello che un giorno arriva a sembrare ovvio, in precedenza, non lo era affatto. Anzi.   Da sempre scienziati e filosofi si interrogano sull’origine del linguaggio. La questione è diventata attualissima negli ultimi anni, sull’onda delle ricerche in materia di evoluzione. Più si indaga sui nostri remoti progenitori, più appare chiaro che il linguaggio deve aver giocato un ruolo decisivo nella complessa vicenda...

15.09.2011

Uno. Doppio ritratto di Franco Lucentini

  Chi non ricorda A che punto è la notte o La donna della domenica? Non foss’altro per l’incantevole Jacqueline Bisset del film di Comencini del ’75? La “ditta” Carlo Fruttero - Franco Lucentini occupa un posto di rilievo nella storia del romanzo (non solo giallo) del secondo Novecento. Ma i lettori più avvertiti non ignorano che Lucentini è stato anche narratore in proprio: i racconti La porta (1947), I compagni sconosciuti (1951) e Notizie dagli scavi (1964) formano un trittico che non è eccessivo definire magistrale. Domenico Scarpa, critico di vaglia nonché scrupoloso e rabdomantico curatore di testi, dedica ora a Lucentini un piccolo, prezioso libro, che gioca sull’identità una e bina dell...

16.03.2011

La mia patria è la lingua

L’espressione corrente in Italia per designare la propria origine, appartenenza, identità è “il mio paese”. Provate a ripeterla in uno qualunque dei dialetti italiani: ha sempre la stessa coloritura emotiva. Suona diretta, sincera, autentica: nulla di astratto, di costruito o convenzionale. Le si addicono le intonazioni affettuose, partecipi, ora sorridenti ora commosse, ma più spesso nel senso della rassegnazione o della nostalgia che non della fierezza o della determinazione. Lo stesso non avviene con l’espressione “la mia città”, dove una sfumatura di orgoglio è più frequente: serve all’amor proprio meglio che all’intenerimento. Sarà perché provenire da una città,...