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animali

(46 risultati)

Metazoa di Peter Godfrey-Smith / Gamberi, polpi e altri pesci interiori

All’inizio degli anni ’90, ai margini di un incontro di Spoletoscienza, uno Steven Jay Gould insolitamente divertito raccontava di un pranzo consumato qualche giorno prima a Parigi insieme al suo editore francese, entusiasta dell’ultimo libro che stava per pubblicare e così convinto delle tesi di Gould da provare a spiegare, al suo stesso autore, le ragioni per cui l’evoluzione degli organismi viventi non poteva più essere illustrata dalla metafora della scala del progresso. Tutto bene, finché l’appassionato commensale, al momento del dolce, come una candelina sulla torta gli aveva mostrato in anticipo la prova di copertina: con il disegno di una scala orientata da sinistra a destra, dal basso verso l’alto e con homo sapiens sull’ultimo piolo. Potenza delle metafore. Che Peter Godfrey-Smith con Metazoa pubblicato in originale nel 2020 e arrivato in libreria in Italia da qualche mese per i tipi di Adelphi, prova a smontare immergendosi di nuovo negli oceani, come aveva già fatto con Altre menti, da vero “palombaro immerso nella scienza della vita” come nel risvolto di copertina lo celebra il biologo Carl Safina, autore del primo saggio della indispensabile collana Animalia....

Due libri di Morishita Noriko e Marta Sainz / Vite con i gatti

Capita che le gatte randagie, senza conoscere e senza chiedere particolari permessi, scelgano una casa, una famiglia, presso cui andare a partorire. Capita che facciano dei sopralluoghi per sondare il terreno, vedere che aria tira, capire se c'è gente disposta ad aiutare, accudire. Capita che la mamma gatta capisca per vie imperscrutabili se i prescelti (in questo caso le prescelte, una figlia di mezza età e una mamma anziana) sono umani adatti anche se si sono sempre dichiarati pro-cani e non hanno mai avuto un gatto prima, anzi sono stati fin lì proprio prevenuti e ostili. Non importa: quando i gatti decidono di proporsi alle persone giuste, nei momenti giusti, sanno rendersi irresistibili. In questo caso, poi, la gatta e i suoi micini sembrano proprio un dono del cielo. Questo è La mia vita con i gatti, di Morishita Noriko, Einaudi, tradotto da Laura Testaverde, euro 17, pg. 232: una storia di maternità, di donne, di amore per gli animali, di responsabilità, di crescita e di cuccioli. Una storia felice.   Il libro si apre con la foto di Mimì, “la mamma di cinque cuccioli”, muso poggiato sugli zampini, nasetto a punta, orecchie vigili e sguardo rivolto all'esterno. È dall'...

La nascita del can-uomo / Simon Garfield, Il miglior amico del cane

Tra le numerose suggestioni che ci offre Il miglior amico del cane del divulgatore inglese Simon Garfield (Ponte alle Grazie, trad. di Alessandro Peroni), ce n’è una che lascia il segno: “Persone che difficilmente mi saluterebbero se camminassi da solo ora chiacchieravano rilassate con me; se sono con il cane, gli altri mi considerano più affidabile, meno minaccioso, più dolce. Avere un cane, mi resi conto una volta di più, non ci lega solo a un essere vivente ma a un mondo più ampio, un mondo responsabile e socievole, una comunità con uno scopo”. Che sia questo il segreto della relazione uomo-cane? L’uomo che diventa “can-uomo” ha qualcosa in più perché è parte di un gruppo più affidabile? Vede il mondo diversamente? Si comporta in un altro modo? Aveva allora ragione Nietzsche, quando affermava che “il mondo esiste grazie all’intelligenza dei cani”? O Temple Grandin, sostenendo che “gli animali ci rendono umani”? Il libro di Garfield – stratificato, colmo di traiettorie e spunti che sovrappongono le acquisizioni scientifiche più recenti a itinerari personali, col solo difetto di essere prevalentemente circoscritto al mondo anglosassone (peraltro patria della cinofilia...

Una conversazione / Chandra Candiani. Questo immenso non sapere

“Si può andare a trovare un piccolissimo pezzo di prato, un pizzico di prato c’è sempre”. Ho aperto Questo immenso non sapere nelle sue prime pagine e davanti a me un inchino: fronte verso terra e fili d’erba da guardare, un mondo che sempre si rinnova, esercizio di incanto.  Risuonano, queste parole, con la certezza di Etty Hillesum che “esisterà sempre un pezzetto di cielo da poter guardare”. Importa poco se ci sia da guardare verso l’alto o da ricoprirsi di terra e polvere: pregare è indicare, è conoscere una vista periferica, sentire di esser parte di un mondo più grande, anche se ci sfuggono ordine e significato.    Questo immenso non sapere riprende la prosa frammentaria – ricordi, pensieri, riflessioni e scene – che già Chandra Candiani ci aveva fatto incontrare con Il silenzio è cosa viva. È popolato di animali e alberi, come se avesse chiamato a raccolta, per presentarceli, gli “abitanti della meraviglia” che abbiamo imparato, nei versi, ad ascoltare, riconoscere, seguire; a non guardarli troppo negli occhi e a non provare a capirli. Animali che salvano e che ammazzano. E poi l’erba, i fiori del melo, il ciliegio selvatico, le leggi di inquietudine. C...

Scoiattoli e topo / Roditori ovunque

Cip e Ciop, Squitto, Alvin, Rodney, eccetera. Perché gli scoiattoli piacciono così tanto a grandi e piccini? Per la loro coda? Per la rapidità dei loro movimenti? Perché saltano di ramo in ramo? Perché salgono e scendono dagli alberi con grande agilità e eleganza? Gli scoiattoli hanno senza dubbio qualcosa di speciale, tanto speciale che ci rifiutiamo di considerarli semplici roditori affini ai topi e ai ratti, così che quando li incontriamo nei parchi cittadini ci diamo da fare per cercare di farli avvicinare fino a prendere il cibo dalle nostre mani. Perché? Da molti anni gli scoiattoli vivono accanto a noi e non più nelle foreste. Nei grandi giardini e negli spazi alberati delle città sono così abituali e consueti da essere oramai parte della fauna stanziale, mentre, come scrive il biologo ed ecologo Josef H. Reichholf in Scoiattoli & Co. (tr. it. di Elena Sciarra, Aboca) molti bambini delle zone rurali oramai conoscono questo roditore solo per averlo visto sui libri illustrati. Nella classifica, seppur provvisoria, degli animali più famigliari occupa un posto in alto insieme a conigli, volpi, ratti, topi, ricci. La prima caratteristica evidente degli scoiattoli è la loro...

Un libro ballata / I gatti di Bohumil Hrabal

Gioca molto sul doppio piano realtà/immaginazione, materia/visione, gatti veri/gatti inventati, questo libro/ballata Io e i miei gatti di Bohumil Hrabal (Guanda, 16.00 euro, pag. 170, titolo originale Autičko). Da una parte lo scrittore, dall'altra una quantità di gatti. Gatti che continuano a riprodursi, proliferare, mettendo in crisi la moglie. “Cosa faremo con tutti questi gatti?”, sospira, piange, si angoscia, lei, come in un ritornello ossessivo e preoccupatissimo, lungo tutto il testo. Già, cosa ne sarà di questi gatti. Dapprima, c'è una casa. Fuori Praga, a Kersko, in mezzo ai boschi, in un luogo che gli amici di Hrabal immaginano idilliaco, acquistata da Hrabal nel 1965 per andare a scrivere nel fine settimana. Ci sono una stufa, un letto caldo, ciotole di latte. E tanti, bellissimi, pelosetti irresistibili a cui lo scrittore, ricambiato, tributa parole d'amore puro, canti estatici, dichiarazioni poetiche, fusa. Le parole sono dolcissime; cuccioletti dai calzini bianchi, affetto che fluisce, felicità domestica. I micini sono “i nostri figli”, i gatti sempre stupendi. Lo scrittore tuffa il viso nel loro manto soffice, li usa come impacchi caldi per curare vari malanni,...

Linguaggi animali / Miao, bau, cip cip

Pur essendo fortemente controintuitivo, il percorso che è stato intrapreso nell’analisi della relazione tra uomo e animale va in una direzione delineata con forza. Gli animali stanno progressivamente acquisendo una fisionomia autonoma, slegata dal ruolo di strumenti al servizio dell’uomo, a cui dovrebbero essere “secondo natura” subordinati per la loro presunta insufficienza cognitiva. La gerarchizzazione aristotelica delle specie, assolutamente antropocentrica e fondata sulla convinzione che gli animali non abbiano ragione, intelletto, opinioni – teoria resa ancora più rigida dall’antropologia cristiana attraverso la riflessione di Tommaso d’Aquino – sta cedendo il passo, anche a livello di senso comune. Due libri ci guidano a cogliere la portata del fenomeno. Il primo è la densa ricostruzione storica del rapporto tra noi e il resto dei viventi proposta da Giulia Guazzaloca in Umani e animali (Il Mulino). Il secondo è il prezioso contributo della filosofa Eva Meijer, Linguaggi animali (Nottetempo), che con chiarezza ci mostra come nello studio dell’universo animale sia intervenuto un salto qualitativo determinato dalle acquisizioni relative al livello espressivo.    La...

Artpod / Atelier dell’Errore | Trofallassi

«La gomma da cancellare è bandita». Questo è il semplicissimo precetto cui si devono attenere i giovanissimi artisti dell’Atelier dell’errore. Grazie ad esso si ribadisce un antico modo di intendere l’arte: essa deve essere “imitazione” della natura. Se ci si asterrà dal cancellare, ad essere replicata fedelmente non sarà però la natura del “naturalismo”. Non sarà la natura-Forma, la natura-Idea, la natura-paterna (come insegna Platone, l’Idea, la Forma a dispetto della grammatica, appartengono all’ordine simbolico del Padre). Non sarà la natura espressione rassicurante di una razionalità superiore. Gli artisti dell’Atelier portano in scena un’altra natura. La loro natura è la natura naturans,  è la natura generante, quella che ha nel cambiamento, nella eterogeneità, nella disseminazione e nella proliferazione incontrollata, nella mancanza di scopi e di umane ragioni, e, infine, nella “mostruosità” il suo essere proprio. È la natura-evento, la natura madre-matrice di mostri, la natura virale.   L’opera che qui si commenta ne è testimonianza. Azzardiamone un’ekphrasis: sulla scena, faticosamente contenuta nel limite istituzionale della cornice, c’è il procedere di...

Bestiario / I nostri antenati: delfini e balene

A vederlo non ci si crede. Uno dei primi antenati del delfino è un mammifero con il muso simile a un topo, quattro gambe e una lunga coda, e le unghie come un cervo. Si chiama Indohyus. Prove molecolari ci dicono che sarebbe il precursore dei cetacei, e perciò anche delle balene. Apparteneva alla famiglia degli artiodattili, animali con un numero di dita pari, nota come Raoellidae. Quando veniva minacciato si gettava in acqua sulle coste della Tetide, l’oceano che esisteva a quel tempo, 48 milioni di anni fa, di cui restano secondo alcuni studiosi delle vestigia nel mar Caspio e nel Mediterraneo. Allora un comune gruppo di antenati terrestri viveva in zone paludose con canali fluviali, prima di passare definitivamente al mare. Se vogliamo andare più indietro, a 53 milioni di anni, nell’Eocene, ci sono i pakicetidi. Tutte le particolarità di questi animali si ritrovano oggi nei delfini: nuotatori provetti, narici a fessura, struttura delle ossa dell’orecchio e i denti triangolari e seghettati. Qualche anno fa in Pakistan sono stati reperiti dei resti fossili di un mammifero che è un incrocio con un coccodrillo, Ambulocetus. Insomma i nostri delfini attuali sono gli eredi di animali...

Cani, topi e scarafaggi / L’animale nazista

La distruzione del popolo ebraico è il punto d’arrivo. Ma la weltanschauung che lo ha consentito si è formata nel tempo, ha ricevuto impulso dal darwinismo e si è pienamente configurata quando, con il nazismo, la presenza ebraica ha definitivamente assunto la fisionomia di una minaccia biologica, contro cui era indispensabile intervenire con misure estreme. Ma un aspetto è fondamentale. Nel momento in cui la violenza nazista si è manifestata, la sua logica era costruita attorno a un processo di animalizzazione della società. Uomini e animali non sono mai stati così vicini come nei dodici anni del nazismo trionfante. Il razzismo nazista si è costruito dentro un percorso fortemente interspecifico: agli eletti, uomini e animali superiori, si oppongono i reietti, i sottouomini e gli animali spregevoli. Tre libri ci aiutano a ricostruire questo scenario. Due di recente pubblicazione: Cani, topi e scarafaggi di Luca De Angelis (Marietti 1820) e Bestiario nazista di Jan Mohnhaupt (Bollati Boringhieri). Uno edito nel 2019: Gli animali e il nazismo di Boria Sax (Le Monnier).     Come l’annientamento del popolo ebraico sia avvenuto a partire dal processo di animalizzazione è...

Una mostra a Milano / L’ancipite Levi

Inaugurata a inizio dicembre come segno di resistenza culturale, c’è una mostra a Milano che merita d’essere visitata, sperando in una tregua d’apertura di musei e gallerie. Ha al centro lo scrittore italiano che più ha saputo testimoniare l’inferno realizzato della violenza e dell’odio, ma che ci ha anche insegnato a far durare e dare spazio, per dirla con Calvino, a ciò che inferno non è. Stiamo parlando di Primo Levi e della mostra Figure, una selezione delle sculture al filo di rame che lo scrittore ha intrecciato nel corso di tutta sua esistenza. Dei lari inquieti, potremmo definirli, dato che Levi li teneva nel proprio appartamento, abitanti di librerie, mobili o appesi alle pareti di casa.   Tartaruga   Dopo una prima assoluta a Torino, queste enigmatiche figure trovano ora ospitalità negli ambienti impregnati di memoria industriale della Centrale dell'Acqua di Milano, grazie al sapiente allestimento di Giancarlo Cavaglià e la cura di Fabio Levi e Guido Vaglio. Il museo ha anche raccolto un ricco apparato di video, che permettono di approfondire ogni figura esposta con le parole di un commentatore di vaglia – da Marco Belpoliti a Ernesto Ferrero, da Elena...

Bestiario / La sapienza del corvo

Tutta la storia della civiltà umana si è sviluppata sotto l’occhio attento dei corvi. Dovunque i nostri antenati sono andati, dall’Africa verso l’area continentale europea o varcando lo stretto di Bering per scendere in quelle terre poi chiamate America, i corvi erano già lì. Avevano seguito i carnivori e gli animali di cui questi si nutrivano. I corvi sono onnivori come gli uomini, e tuttavia manifestano una spiccata preferenza per la carne e, poiché non cacciano, seguono i cacciatori, animali o uomini che siano, per nutrirsi dei resti del pasto altrui. Cinque o sei milioni di anni fa, gli antenati dell’Homo sapiens, ancora molto simili alle scimmie, erigendosi in piedi attraversarono il territorio africano in cerca di nuovi spazi. Probabilmente seguivano grandi mammiferi oggi estinti, che si trasferivano progressivamente verso Nord: mandrie enormi di megaloceri, grandi cervi scomparsi, di uri, bovini estinti, e di mammut, gli unici ancora noti forse proprio per la loro parentela visiva con gli elefanti. Nel lasso di tempo che va dall’Oligocene al Miocene, tra ventotto e sette milioni di anni fa, gli antenati dei corvi, che vivevano nelle foreste tropicali, si divisero in varie...

Bestiario / Farfalle

Primo Levi visita nel 1981 una mostra dedicata alle farfalle a Torino nel Museo Regionale di Storia Naturale e ne scrive su un quotidiano (Le farfalle in L’altrui mestiere). I colori dei lepidotteri lo catturano. Si chiede: perché sono belle le farfalle? Non certo per piacere all’uomo, come ritenevano gli avversari di Darwin all’epoca delle pubblicazioni delle opere sull’evoluzione. S’interroga perciò sul concetto di bellezza che riconosce immediatamente come relativo e culturale, modellato nei secoli sulle farfalle, oltre che sulle montagne, sul mare e sulle stelle. Osserva che nella nostra civiltà sono “belli” i colori vivaci e la simmetria, al contrario di quanto avviene in altre culture: per questa ragione le farfalle ci colpiscono così tanto. La farfalla è una fabbrica di colori, continua l’autore di Se questo è un uomo, poiché “trasforma in pigmenti smaglianti i cibi che assorbe ed anche i suoi stessi prodotti di escrezione. Non solo: sa ottenere i suoi splendidi effetti metallici ed iridescenti con puri mezzi fisici, sfruttando soltanto gli effetti di interferenza che osserviamo nelle bolle di sapone e nei veli oleosi che galleggiano sull’acqua”. Ma c’è altro. Non bastano...

Origini e futuro dei quattrozampe / Attenti ai cani

Quanta storia ha alle spalle il cane. Il nostro cane, quello con cui condividiamo ogni spazio della casa? E, soprattutto, che storia ha alle spalle questo vivente che fa sempre più parte della nostra vita?  Alle domande non è facile dare risposta. O meglio, come dimostra l’etologa Paola Valsecchi in Attenti ai cani (Il Mulino), è possibile dare più risposte, fondate spesso su ipotesi destinate ad essere continuamente aggiornate.  Partiamo da quanto è sicuro. Il primo elemento è relativo all’ascendenza del cane, che è interamente da attribuire al lupo, con cui condivide il 98% del DNA mitocondriale, come ha dimostrato nel 1997 un gruppo di genetisti guidati da Carles Vilà. Ma il lupo in questione non ha nulla da spartire con il lupo moderno. Si tratta infatti del lupo ancestrale, di cui, tra l’altro, sarebbe opportuno parlare al plurale, perché i cani discendono da più di una popolazione di lupi.   Dal 1997, quindi, è caduta definitivamente la teoria di Konrad Lorenz, che attribuiva una duplice discendenza del cane dal lupo e dallo sciacallo.  Il secondo elemento sicuro è relativo all’indiscutibile primato del cane, che è stato il primo animale ad essere...

L'estate in città / Altre forme di vita

      Leggi anche: Pietro Scarnera | Nuovi inizi Pietro Scarnera | Moscerini Pietro Scarnera | Ultras  Pietro Scarnera | La casa del popolo Pietro Scarnera | Attraverso i muri Pietro Scarnera | La santa

L'uomo e gli altri / Virus e specie

Sfido chiunque, durante il lockdown, a non essersi sentito colpito, commosso, persino estasiato, dalle immagini di animali non umani che se ne andavano a spasso per la città (mamma anatra e la sfilata degli anatroccoli al seguito), o si avventuravano dove abitualmente si trovano solo gli animali umani, i loro prodotti e le loro scorie (i delfini nei vari porti di Ostia, Olbia, ecc., persino la lunghissima cavalcata di un daino sul bagnasciuga di non so quale spiaggia). Si è parlato di riappropriazione del loro ambiente naturale da parte degli animali: che bello, finalmente in questa pandemia c’è qualcosa di buono, come siamo violenti e invasivi noi umani, ce ne dovremo ricordare. Tutti già con un occhio alla conclusione del lockdown (legittimamente, per carità) e alla ripresa della vita “normale”. Sulla “riappropriazione” Massimo Filippi, autore di Il virus e la specie. Diffrazioni della vita informe (Mimesis Editore, 2020, pp. 138), uscito da qualche settimana, certo non sarebbe d’accordo. Questo ultimo testo di Filippi non è né un libello estemporaneo, né uno scoop sulla pandemia, è il capitolo di un discorso antispecista, complesso e radicale, iniziato da tempo. Parlare (e...

Giorno 13 / Le Antenate viventi

Spesso vado solitaria per boschi e la potenza arcaica che respiro, la suggestione sempre più forte  che mi viene dalle piante, mi innamora e mi convince di questa origine comune, di questo essere  tenuta in vita da loro, dalla loro grazia respirante e fruttificante e rifiorente e accogliente. I grandi antichi alberi, le vegetali intelligenze: ecco le antenate viventi.  Da quelle proveniamo, da quelle siamo tenuti nella vita. Albere, le vorrei chiamare, prendendo da Pavese, con devozione e senza timore.   L’animale estatico    C’era un animale a ripararsi dalla pioggia sotto un grande abete – … questo solo animale circolava estatico oggi nel bosco. A differenza di tutti gli innumerevoli altri nascosti   lui – ma una femmina era – lei allora oggi stava fra altri molto  spaventati da lei – aggirandosi quieta   portava una preghiera  a tutte le piante: “Sovrane intelligenti innamorate   custodi eccellenti donatrici di fiato tutto il mio fiato da quando è cominciato si è sprigionato   da voi alte frondose giganti creature alberate”. E oggi dunque l’animale estatico era proprio venuto   nel bosco a portare il suo grazie un...

Umanimali / Sacrificio in regime mediatico

Esterno giorno. Campagna. La telecamera inquadra in primo piano un gruppo di oche paffute, sanitariamente impeccabili. Starnazzano felici, da quel che sembra. Giorgione, al di là della recinzione da pollaio, le indica soddisfatto, chiamandole per nome: Giuseppina, Ada, Francesca.... Racconta quel che hanno mangiato, in che modo hanno vissuto, come e quando si sono accoppiate, le amicizie, gli amori. E ancora: come lui stesso le ha nutrite, che cosa hanno mangiato, che aria hanno respirato. Insomma: tutto. La relazione affettiva fra oche e padrone è forte, si capisce subito. E commuove. Anche perché, poi, Giorgione ne sceglie una in particolare, Ada, e ne decanta le lodi. Stacco.  Interno giorno. Cucina. Giorgione indossa il grembiule da cuoco, guarda in camera, indicando, accanto a lui, distesa su un ampio tagliere, l’oca (presumibilmente Ada): morta, pulita, spennata. Pronta a esser cucinata. E Giorgione inizia il suo cooking show spiegando passo passo ai telespettatori come vanno cucinate al meglio le grosse oche del suo pollaio. “Hanno avuto una bella vita – dice –; è giusto che facciano una bella fine”. Questo accade regolarmente, col medesimo schema, durante tutta la...

Il silenzio dei mari / L'anguilla e l'antropocene

Tutti conoscono le anguille per averle viste almeno una volta in un acquario, oppure offerte sul banco di un pescivendolo o addirittura per averle mangiate. Le anguille sono pesci che non lasciano indifferenti per la loro forma e colore. Nessun animale è così misterioso come loro. Patrik Svensson, scrittore svedese, ha scritto sull’anguilla un intero libro, Nel segno dell’anguilla (tr. di Monica Corbetta, Guanda, pp.281), che unisce i suoi ricordi di giovane ragazzo iniziato alla pesca dell’anguilla dal padre con una approfondita ricerca intorno a questo animale, di cui si sono occupati molti scienziati e filosofi a partire da Aristotele, padre della scienza antica. Un libro con due passi narrativi diversi, in cui si alternano le storie del genitore ai capitoli in cui Svensson ci racconta i segreti dell’anguilla. Un vero e proprio romanzo di formazione sia umana che intellettuale. Ma andiamo con ordine.      Cominciamo dal luogo da dove vengono le anguille: il Mar dei Sargassi. Nome arcinoto, ma se chiedete a qualcuno di dirvi dove si trova non avrete sempre la risposta esatta. Del resto questo è un mare senza confini precisi, delimitato solo da correnti e non da...

Dizionario Levi / Analogia

Il testimone, il chimico, lo scrittore, il narratore fantastico, l'etologo, l'antropologo, l'alpinista, il linguista, l'enigmista, e altro ancora. Primo Levi è un autore poliedrico la cui conoscenza è una scoperta continua. Nel centenario della sua nascita (31 luglio 1919) abbiamo pensato di costruire un Dizionario Levi con l'apporto dei nostri collaboratori per approfondire in una serie di brevi voci molti degli aspetti di questo fondamentale autore la cui opera è ancora da scoprire.   Leggiamo dal racconto Ranocchi sulla luna: “Lungo la sponda sinistra brulicavano i girini, a centinaia. Perché solo a sinistra? Dopo molto ragionare osservammo che lì correva un sentiero frequentato alla domenica dai cacciatori; le trote se ne erano accorte, e stavano alla larga, lungo la sponda destra. A loro volta i girini si erano stabiliti sulla sinistra per stare alla larga dalle trote”. Se Primo Levi, come sappiamo grazie alle indicazioni di Marco Belpoliti e Mario Barenghi, nel suo essere chimico e scrittore era anche antropologo ed etologo, ecco un bell’esempio di come tutti questi sguardi, e questi discorsi, si incrociano in un’unica enunciazione narrativa: cacciatori, trote e girini...

Disordine / Bugie e altri racconti morali di J. M. Coetzee

Bugie e altri racconti morali, ultima opera di John Maxwell Coetzee, vincitore nel 2003 del Premio Nobel , è un libro ingannevole. I sette racconti racchiusi nella raccolta colpiscono per la scrittura pulita, sintetica e lineare. Anche le vicende narrate sono all’apparenza semplici, in perfetta simmetria con lo stile. Narrano storie estremamente accessibili, vite quotidiane, piccoli squarci di realtà, nulla di eccezionale o di particolarmente degno di nota. Eppure Bugie e altri racconti morali è un libro difficile da cogliere nella complessità che l’affinità delle storie induce a ipotizzare, come se disegnassero una trama segreta, nonostante nessun legame esplicito, di figure o contesti trattati facesse da esplicito tessuto connettivo.  Spesso si tratta di vicende che coinvolgono famiglie o persone che intrattengono tra loro relazioni sociali che raramente poggiano su solide basi affettive o di comunanza di sentimenti e idee; sono tutte infelici infatti. Vige sempre incomunicabilità, una compresenza di luci ed ombre che conferiscono ai rapporti una patina ambigua, la sofferenza del non poter comunicare i propri reali sentimenti, scappatoie, frustrazioni che rendono ogni...

Dizionario Levi / Ecologia

Il testimone, il chimico, lo scrittore, il narratore fantastico, l'etologo, l'antropologo, l'alpinista, il linguista, l'enigmista, e altro ancora. Primo Levi è un autore poliedrico la cui conoscenza è una scoperta continua. Nel centenario della sua nascita (31 luglio 1919) abbiamo pensato di costruire un Dizionario Levi con l'apporto dei nostri collaboratori per approfondire in una serie di brevi voci molti degli aspetti di questo fondamentale autore la cui opera è ancora da scoprire.   Negli scritti di Levi il tema ecologico assume due diverse declinazioni. La prima riguarda le vere e proprie preoccupazioni ambientali. Levi, che negli anni Settanta aveva concepito ma non concluso un libro ecologico, Il doppio legame, apprezzava la sensibilità maturata nelle nuove generazioni: «c’è la consapevolezza che stiamo sfruttando all’eccesso, in modo irreversibile, le risorse del pianeta. Tutto questo è nuovo, non c’era trent’anni fa…» (così in un’intervista del 1986 per il TG2, a cura di Ennio Mastrostefano). Del resto, il tema era già emerso nel secondo libro di racconti, Vizio di forma (1971), in cui lo scrittore aveva dato corpo all’immaginario ecologico e al sentimento...

Trichophiala incognita / Lo strano caso di una falena namibiana

Il 31 di marzo del 1873 il naturalista ed eploratore svedese Gustaf De Vylder lasciò Città del Capo sul piccolo e veloce veliero Florence diretto a Port Nolloth, 300 miglia a nord sulla costa atlantica. Dopo un viaggio di tre giorni, il veliero giunse a destinazione il 3 aprile. Port Nolloth era un piccolo villaggio portuale che si era ingrandito nell’ultimo anno, dato che da qui partivano le piste verso i territori più settentrionali in quella che oggi chiamiamo Namibia. Allora questa vasta terra era conosciuta come Africa del Sud-Ovest, delimitata a nord dai fiumi Kunene e Okavango e a sud dal fiume Orange, e fiancheggiata dall’immenso deserto del Kalahari a est e, a occidente, dalla sottile striscia del deserto dipinto del Namib che scivola con le sue altissime dune direttamente nell’Oceano Atlantico meridionale. De Vylder era partito dalla Svezia nel 1871, grazie ai fondi messi a disposizione dal governo svedese, con l’intenzione di esplorare l’Africa australe e di raccogliere esemplari di fauna e flora in quelle lontane regioni. Dopo un lungo soggiorno a Città del Capo, il naturalista svedese decise di salire a nord in questa grande e magnifica terra, naturalisticamente...

«Zan zafaràn momón» / Il lato oscuro di Nane Oca

Come già «Cisbicchio» e altre espressioni che vengono dal Pavano Antico di Giuliano Scabia, anche «Zan zafaràn momón» entrerà nel gergo domestico dei molti fan di Nane Oca e, ne siamo certi, farà concorrenza ad Abracadabra. Quando la lingua di un libro si fa anche lingua parlata dai suoi lettori è un segno di vitalità, cioè di grandezza. La formula magica che consente a Nane di spostarsi con rapidità supersonica e di togliersi d’impaccio di fronte ai casi rischiosi dell’ultimo viaggio iniziatico, risuona di frequente nel quarto romanzo della saga, dal titolo Il lato oscuro di Nane Oca, giunta (ahinoi!) al suo epilogo. Il lettore infatti non troverà in fine di volume le appendici consuete che confortavano sul possibile seguito delle storie. Tant’è che il Canzoniere ricamato di notte da Rosalinda per il suo Puliero, in gentile risposta al Fioreto delle Foreste sorelle, questa volta è collocato al mezzo del libro. D’altronde, come dice Maria la Bella in coda alle vicende, suo figlio Giovanni è «diventato grande». Tuttavia, il lettore speranzoso potrebbe pur sempre appigliarsi alla battuta di Celeste lo sposo quando, nella pagina finale, dà il via all’improvvisato trio musicale «anche...