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Luciano Floridi

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Dibattiti sulla DAD / In rete: è scuola o non lo è?

Quella che si sta facendo in rete, nel bene come nel male, è scuola o non lo è?  Non sembri una domanda oziosa, o troppo elevata, da girare ai retori o agli specialisti. C’è di mezzo, invece, una questione politica di enorme peso, che attiene al futuro di tutti, non solo degli insegnanti e dei giovani, e che coinvolge decisioni da prendere, fin da ora. Decidiamoci dunque a sciogliere l’enigma. Se non è scuola, e se dunque l’esperienza che si sta attualmente praticando, comunque la si etichetti, ‘didattica a distanza’ o ‘didattica digitale integrata’ o altro, è da inscrivere totalmente nella logica dell’emergenza, come tanti pensano, si lascino perdere altre questioni e ci si dedichi seriamente a trovare soluzioni atte a colmare, un domani, il vuoto prodotto dalla non scuola, vale a dire dall’attuale, provvisoria, parentesi sospensiva della ‘vera scuola’. Fermo restando che, forse, dovremmo chiarirci meglio i confini fra vera e non vera scuola.   Se invece questa di rete, come altri sostengono, anche se in pochi, è comunque scuola, ci si chieda in che senso lo è e si diano risposte che aiutino a prevedere e fronteggiare tutto ciò che avverrà quando, usciti dalla presente...

Mondo e comunicazione / Critica della ragion digitale

Stiamo vivendo la quarta rivoluzione culturale della modernità. Copernico e Galileo hanno “rimosso la Terra e dunque l'umanità dal centro dell'universo”. Darwin “ha spodestato l'umanità dal centro del regno biologico”. Freud, e poi le neuroscienze, hanno dimostrato “che siamo ben lungi dall'essere menti interamente trasparenti a sé stesse”. La rivoluzione digitale, per Luciano Floridi, ci sta facendo scoprire “che non siamo entità isolate, quanto piuttosto agenti informazionali interconnessi”, che convivono in un ambiente globale (Luciano Floridi, Pensare l'infosfera. La filosofia come design concettuale, Cortina, 2020, € 16; sulla scia del precedente La quarta rivoluzione. Come l'infosfera sta trasformando il mondo, Cortina, 2017).   Da decenni siamo immersi nell'infosfera: almeno dal 1980, quando il futurologo americano Alvin Toffler lanciò il concetto nel suo saggio La terza onda. Nel nuovo habitat, spiega Floridi, da un lato dobbiamo interagire con artefatti ingegneristici sempre più sofisticati, dall'altro i nostri comportamenti sono diventati prevedibili e manipolabili: “Le tecnologie digitali sembrano talora conoscere i nostri desideri meglio di noi stessi” (pp. 14-15...

Il polpo e il mare / Altre menti... e la nostra

Se ce ne fosse stato bisogno, abbiamo un’ulteriore prova del fatto che solo il rispecchiamento con un’altra mente ci consente di comprendere la nostra e, forse ancor più profondamente, di averne una. Diversamente non sarebbe facile e probabilmente neppure possibile. Un artista come Michelangelo Pistoletto ci ha costruito una parte decisiva della propria poetica creando le superfici specchianti da cui si è fatto interrogare per riconoscersi. Uno scienziato come Vittorio Gallese ha gettato le basi sperimentali per giungere alla sua formulazione dell’embodied simulation come fondamento dell’intersoggettività e dell’individuazione. In fondo siamo nel classico problema del rapporto tra mente e materia. “In che modo sapienza, intelligenza e coscienza si collocano nel mondo fisico?”, si chiede Peter Godfrey-Smith in Altre menti. Il polpo, il mare e le remote origini della coscienza, Adelphi, Milano 2018.  La nuova collana di Adelphi, Animalia, è a dir poco tempestiva per aiutarci a deporre presunzioni eccessive di primazia nel sistema vivente. Ciò non vuol dire negare distinzioni specie specifiche, ma ci aiuta a sentirci una differenza tra le differenze, soprattutto in un’epoca...

Poteri e informazione / Società

La sociologia ha inventato nella seconda metà dell’Ottocento il concetto di società. Ha dato vita cioè all’idea che le persone trascorrono la loro esistenza all’interno di un sistema sociale che è organizzato da precise regole e dotato della capacità di durare nel tempo. Ma ci ha anche fatto comprendere che una società funziona al meglio quando è in grado di offrire alle persone che vivono al suo interno la possibilità di disporre di modelli interpretativi. Perché coloro che vivono nelle società non possono fare a meno di avere a disposizione delle idee in grado di attribuire un senso al mondo in cui si trovano, degli strumenti di orientamento che essi condividono con gli altri e motivano ad agire. Quando tali strumenti non sono presenti, una società subisce il destino di deperire e morire velocemente.   Infatti, come hanno sostenuto antropologi importanti come Claude Lévi-Strauss e Mary Douglas, ogni società per funzionare deve poter disporre di significati comuni che rendono possibile la comunicazione e la comprensione tra gli individui. E sono prevalentemente gli oggetti che ci circondano – i beni di consumo – a rappresentare la parte visibile della cultura e dunque a...

Infosfera tra controllo e libertà / Facebook: copiare gli altri

Il Web ci ha abituato a rispondere agli stimoli in modo immediato. Siamo ormai orientati a pensare solo a quello che potrebbe succedere nei prossimi momenti, ore, o giorni, ma ci sfuggono gli anni e il medio-lungo periodo. Il cosiddetto “tempo reale” surclassa le nostre menti e i tempi della riflessione riguardante il cambiamento iperveloce. Alla realtà aumentata della rete o infosfera non corrispondono, per ora, una ricerca e azioni concrete per aumentare le nostre menti. La nostra neuroplasticità, che dispone di potenzialità enormi e decisamente superiori all’uso che tuttora facciamo del nostro sistema cervello-mente, o mind-brain come opportunamente lo definisce Jaak Panksepp, non è a tutt’oggi educata a sviluppare capacità aumentate per cercare di abitare l’infosfera governandola e non subendola. Facebook ha 2,1 miliardi di utenti attivi mensili nel 2017. Il suo proposito dichiarato è mettere in contatto le persone; in realtà è la più grande azienda di controllo e sorveglianza della storia dell’umanità. La fotografa Tanja Hollander che ha fotografato circa trecento dei suoi amici di Facebook ha intitolato il proprio servizio: “Are you really my friend?” Probabilmente in pochi...

La quarta rivoluzione / L’infosfera sta trasformando il mondo

Descrivere le trasformazioni del presente è sempre un’attività particolarmente complessa. Lo è perché siamo immersi all’interno della mutazione, perché siamo parte di quell’evoluzione che caratterizzerà il nostro futuro. Ma lo è anche perché ci mancano spesso le parole per descrivere la trasformazione e quelle che usiamo si riferiscono a una semantica costruita sul tempo passato che tenta di afferrare “ciò che sarà” in tutta la sua inadeguatezza. E non si tratta di gettare la basi per la futurologia ma di avere gli strumenti per leggere e dire quello che ci sta attorno, per descrivere come le tecnologie della comunicazione e dell’informazione ci stanno cambiando, così in profondità da produrre un modo diverso di pensare a noi stessi.   Il libro di Luciano Floridi – filosofo all’Oxford Internet Institute – La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo (Raffaello Cortina Editore) rappresenta uno strumento di costruzione di una semantica nuova, di una vera e propria “ontologia della connessione”, una riflessione sistematica in cui ci si interroga sul senso delle ICT (Information and Communication Technologies) e i modi in cui sono diventate vere e proprie...