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Robert Altman

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Suono e cinema / La nuova musica di Hollywood

Pochi cenni musicali, al cinema, hanno avuto facoltà di inchiodarmi alla poltrona come quelli che aprivano il film Il petroliere di Paul Thomas Anderson. Delle dissonanze che definire audaci, in un film hollywoodiano, è dir poco, e che sembravano preludere al fluire del petrolio che di lì a poco avremmo visto sgorgare a fiotti, ma anche il collasso interiore del protagonista, il suo precipitare nelle viscere della terra, invischiato fra melma, petrolio e sangue, molto sangue, come recita il titolo originale del film in inglese, There will be blood. Sui titoli di coda appresi che la colonna sonora del film era opera di Jonny Greenwood, il chitarrista del gruppo rock dei Radiohead. Scoprii così che Greenwood era l’unico membro del gruppo ad avere alle spalle una formazione musicale classica, che aveva studiato alla Oxford Brookes University, e che fra le sue influenze musicali citava Olivier Messiaen, György Ligeti e Krysztof Penderecki. Che diamine ci faceva, un tizio così, a Hollywood?   Il petroliere S’era ancora, in quegli anni (il film di Anderson uscì nel 2007), sotto l’effetto dirompente di Quentin Tarantino, i cui film, dal punto di vista musicale, si presentavano...

Dalla serie TV al film / Perché continueremo a sognare Downton Abbey

Aprile 1912. Siamo nello Yorkshire, nella tenuta edoardiana dove dimora, ai piani nobili, l’aristocratica famiglia Crawley: il Conte di Grantham (Hugh Bonneville), sua moglie (l’americana Lady Cora: Elizabeth McGroven), le tre figlie e un labrador; ai piani di sotto abitano i servitori. L’azione comincia con l’arrivo della notizia dell’inabissamento del transatlantico Titanic, il 15 aprile. La tragedia ha provocato la morte del cugino del Conte, James Crawley, e di suo figlio Patrick, erede legittimo di Downton Abbey e della dote della Contessa Cora. Il disastro del naufragio provoca una catastrofe “di classe” altrettanto epocale, perché il nuovo erede a questo punto sarà il giovane Matthew, cugino di terzo grado della famiglia e avvocato a Manchester. I Crawley e in particolare la Contessa Madre, Lady Violet (Maggie Smith), sono atterriti dall’ipotesi che il patrimonio a cui appartengono passi ad una persona middle class, vale a dire che lavora e che non intende conformarsi ai rituali della nobiltà. A quanto pare, infatti, non sarà più vero che chi è più nobile è anche chi è più ricco e più elegante. In perfetta coerenza con una mentalità aristocratica, la minaccia vissuta e...

Le stanze chiuse di Agatha Christie

Nella rubrica Per l’appunto si tratterà di cinema e letteratura di genere, del giallo e del rosa oggi, delle declinazioni del romanzo di formazione contemporaneo e dei motivi per i quali dai diari di cameriere quasi illetterate prendono spunto sceneggiatori di film di successo come Godsford park e della seria televisiva Downton Abbey.   Che la puntata di esordio di una rubrica dedicata soprattutto alla letteratura di consumo muova i suoi primi passi sui tasti della Remington Portable di Agatha Christie non è un caso, ma è l’omaggio doveroso di chi scrive a colei che ha salvato interminabili pomeriggi di domeniche nebbiose, nelle quali la sola speranza era il ritorno a scuola dell’indomani. La scrittrice inglese fu prodiga di storie dove la descrizione di quasi teneri omicidi domestici si alternava a romanzi di spionaggio, a veri e propri gialli polizieschi, con complotti a livello internazionale, spie, agenti segreti, delitti, indagini, detective, cameriere colpevoli e vedove misteriose.       La stessa esistenza della signora che, irrigidita in severi tailleur guarda dalle fotografie che la ritraggono come sul...

È stato il maggiordomo

Gosford Park di Robert Altman nacque inizialmente dalla semplice considerazione di non aver “mai fatto un film giallo. Uno di quelli in cui tutti cercano di capire chi è il colpevole, ambientato in una villa aristocratica, come Dieci piccoli indiani: un giallo alla Agatha Christie.” Come dichiarato dalle parole dello stesso regista, tra le eredità più interessanti della celebre scrittrice britannica si annovera il film del 2001, formidabile rivisitazione del più classico tra gli inviti a cena con delitto, sceneggiato dalla penna arguta del barone Julian Fellowes, attore, sceneggiatore e scrittore, cresciuto nell’aristocrazia inglese e sposato alla dama di compagnia della principessa di Kent.       Il film Gosford Park si apre con il rumore di un acquazzone e l’immagine fissa di una pozzanghera. La cinepresa si allarga su un prato con una casa signorile sullo sfondo, l’erba ben curata sulla quale continua a scrosciare una pioggia sempre più fitta. Davanti all’ingresso, un autista si fa aiutare da Kelly Macdonald (nel film Mary Maceachran), la cameriera apprendista di Lady Trentham (Maggy Smith...