Il tuo due per mille a doppiozero

AUTORI
Adrián N. Bravi
11.05.2021

Marco Bechis e Héctor Abad Faciolince / La solitudine dei sovversivi

Lunedì 24 agosto 1987, alle sei e mezza di mattina, chiamano il dottor Héctor Abad Gómez da un’emittente radiofonica per riferirgli che il suo nome è comparso in una lista di persone minacciate di morte, apparsa a Medellín. Il comunicato reca il seguente messaggio: “Héctor Abad Gómez: presidente del Comitato per i Diritti Umani di Antioquia. Medico ausiliare dei guerriglieri. Falso democratico, pericoloso per le simpatie popolari verso le elezioni dei sindaci di Medellín. Idiota utile al Pcc-Up”. Il medico, che aveva dedicato la propria vita alla difesa dell’uguaglianza sociale, ai diritti, all’istruzione e alla salute degli esclusi, chiede chi sono gli altri minacciati e dopo aver letto l’elenco dichiara di sentirsi onorato di far parte di persone così importanti e utili alla causa del...

06.03.2021

Il romanzo Mascaró / Haroldo Conti, lo scrittore desaparecido

Nel 1956 è stato creato a Buenos Aires una sorta di servizio di sicurezza chiamato DIPBA (Dirección de Inteligencia de la Policía de la provincia de Buenos Aires), sciolto nel 1998. Era nato nel contesto di una riforma della polizia della capitale argentina durante il periodo della Guerra Fredda, legato fondamentalmente alla produzione di informazioni. Si trattava di neutralizzare la resistenza peronista, la sinistra e le organizzazioni sindacali. Il suo compito consisteva nel leggere tra le righe tutte le pubblicazioni e tutta la produzione informativa in generale. Più tardi, durante l’insediamento dell’ultima dittatura (1976-1983) l’archivio della Dirección de Inteligencia de la Policía diventa un importante strumento del terrorismo di stato. In un fascicolo del 1975 (numero 2516 L),...

10.02.2021

Modi del sentire / Solitari coricati

La sorella maggiore di un mio amico argentino che abita a Baradero, un paese di pianura sulla riva del fiume Paraná, appena è arrivata la pandemia da quelle parti, si è coricata sul letto, senza avere nessuna patologia o sintomo alcuno, e non si è alzata più, se non per le necessità. “Non è la prima in famiglia che da un giorno all’altro decide di chiudersi in camera e di restare ad ammuffire lì, sul letto, come un’ombra”, mi ha scritto Julián, il mio amico. “Anche mia nonna Joaquina un giorno”, continuava in una delle sue email, “come faceva nei periodi di calura, aveva annaffiato la terra davanti a casa per non fare svolazzare la polvere durante il passaggio delle macchine, e si era messa a letto per uno o due mesi. Le figlie le portavano da mangiare e lei si alzava appena dal materasso...