Il tuo due per mille a doppiozero

AUTORI
Alberto Volpi
16.01.2016

Luoghi Noir

Una volta Tiziano Scarpa disse che sarebbe stato imbarazzato a iniziare un romanzo che prevedesse programmaticamente un morto ammazzato. E magari, aggiungiamo noi, in un punto preciso del testo, magari doppiato dopo un certo numero di pagine da un secondo cadavere. E tuttavia tra Suburra e Gomorra, Camilleri e Lucarelli, Alligatore e Gorilla, anche il luogo nel noir è diventato altrettanto obbligatorio del delitto. Amici, nel suo saggio all'interno di Scritture di resistenza (Carocci 2014), inserisce tra i motivi che hanno portato giallo e noir a un incremento, tra 1994 e 2003, del 450% relativamente al mercato (e degli autori del 700%), la vocazione sociologica e la linea nazional-regionalistica. Tale legame assicura quanto gli autori cantano e ricantano, ovvero il romanzo di...

13.01.2016

Bianconi&Baustelle. La resurrezione della carne

Si è detto spesso che nel secondo Novecento le canzoni hanno sostituito la poesia, l'alta letteratura, nel sentimento e nella memorabilità individuale e collettiva; così ogni decennio ha avuto i propri interpreti: gli urlatori, i cantautori impegnati e quelli, diversissimi tra loro, del riflusso anni ottanta. Sul discrimine di due secoli – il 1989 – per qualità in Italia cominciano a diventare centrali le band e retrospettivamente è chiaro che sono i CCCP, plasticamente divenuti CSI, a battezzare gli anni affluenti della nascente globalizzazione, con i primi massacri di nuovo conio a partire dall'ex Jugoslavia, con l'opposizione no global stroncata ufficialmente a Genova nel 2001 e la critica avant-pop in letteratura e in...

03.10.2015

Dente. Favole per bimbi molto stanchi

Sotto un temporale che pareva interminabile, la scorsa estate, pensai all'improvviso che il mio cantante preferito del momento era Dente. O era stato in tram mentre guardavo fuori dal finestrino la città? E il disco che preferivo era L'amore non è bello e i pezzi A me piace lei, Buon appetito, Solo andata (per uccidersi allegramente, fischiettando).     Dicono che Dente sia un appassionato di enigmistica, oltre che di giochi di parole; di certo è un autore di canzoni palindrome. Per lo meno dal punto di vista delle situazioni e dei sentimenti cantati. Sono tutte e sempre canzoni d'amore, e di disamore: L'amore non è bello è come pensare immediatamente che l'amore è bello, come è impossibile non pensare all...

05.09.2015

Luoghi comuni: Sardegna

Avevamo conosciuto Aldo Nove con Woobinda, allorquando i suoi personaggi smozzicavano attorno a sé interni minimalisti cui Giorgio Falco qualche anno dopo avrebbe dato maggiore corpo, soprattutto illuminati, se non fagocitati, dallo schermo televisivo, confinanti con il supermercato. Oppure nel discontinuo, ma comunque sottovalutato, Puerto Plata Market, dominato da esotismo popolare e a prezzo scontato; ora, in Un bambino piangeva (Mondadori 2015), scopriamo ricordi d'autobiografia infantile in una Sardegna “magica”, secondo risvolto di copertina, “lontana e arcaica”. La sintassi e l'atmosfera sono questi: Le aquile che sparivano dietro le rocce. Le rocce che celavano i più oscuri animali. Ma anche i giganti. Le fate. I morti....

25.07.2015

Luoghi comuni: Padani

“Quel pidocchio lì, che tra l'altro poi ho pensato non era neanche un pidocchio non era, che infatti mia sorella m'ha detto sarà mica una bacca che la Giovanna ha preso su in bicicletta a Cavezzo. Il fatto è che se lo sapevo che non era un pidocchio neanche stavo lì a ripensare a quel racconto russo pieno di pidocchi e pensavo magari alla Giovanna, un po' m'innamoravo anche. Perché te a volte pensi delle robe che non sono neanche quelle che dovevi pensare e perdi solo un gran tempo. Oh, non è che io c'ho un gran daffare, che intanto m'era venuta una depressione ma una depressione che non rispondevo neanche più ai miei amici giù a Novellara e stavo lì chiuso in casa a saltellare in cucina sulle...

16.05.2015

Il consigliere

Con Il royal baby (Rizzoli 2015) Giuliano Ferrara lancia un'opa, per nulla ostile, sul governo Renzi, o meglio, benché sia una cosa sola, sul giovane premier. A far da coerente termine medio Berlusconi, a cui per vanto e non per scorno viene avvicinato Renzi: «Ha il fuoco nella pancia, il nuovo nato, come l'altro, il babbo, brucia di megalomane ambizione. Ma è anche lui mite, alla fine, e ridanciano e innamorato del suo ostentarsi piacente al populazzo (Ludovico Ariosto)». Non che, quanto a megalomane ambizione, Ferrara sia da meno, quando intitolando capitoli e sottocapitoli Io e Renzi, Craxi. Il Cav. Renzi. E io, si mette ben in evidenza nella foto di famiglia. È proprio la psicologia del consigliere di cui vorremmo fare un po' di filogenesi...

25.04.2015

Giulio Questi. Il ritorno della letteratura partigiana

Giulio Questi ha avuto una vita lunga, piena di reincarnazioni, sprofondamenti ed emersioni. Prima tutta la Resistenza, dal primo all’ultimo giorno, nelle valli bergamasche in almeno un paio di bande piuttosto discusse; poi, a seguito della “smobilitazione morale” del Paese (per dirla con Nuto Revelli), l’avventura nella Roma del cinema. Nel frattempo aveva animato, con altri giovanissimi antifascisti, nei tempi ancora ricchi di fermenti del 1946-48, per cinquantatré numeri una rivista quindicinale di politica e cultura – «La Cittadella» – assai innovativa nel panorama provinciale dell’epoca. Tanto da aver avuto nove sedi esterne con responsabili quali Tullio Kezich a Trieste, Romolo Valli a Reggio Emilia, collaboratori come Bo...

03.02.2015

Milano terminale

Quando frequentavo l'Università Statale avevo in effetti una certa fretta di tornare a casa, ma se avessi parlato con i miei coetanei divenuti poi romanzieri, non avrei nemmeno osato metter piede a Milano, ci sarei fuggito a gambe levate e con i capelli dritti. Una koinè generazionale ci offre un'immagine terrificante del capoluogo lombardo (e dintorni) che dovrebbe consigliare Pedullà e Luzzatto a un aggiornamento dell'Atlante della letteratura italiana, magari sotto il nome di Milano terminale o Lombardia agonistica e agonica.   Aveva cominciato presto Giuseppe Genna, con Assalto a un tempo devastato e vile, a usare le tinte più cupe per tratteggiare alcune zone di Milano, in particolare legate al lavoro (il racconto Fatica) o del...

02.09.2014

Letteratura lacustre

Gabriele Pedullà, introducendo la prima sezione novecentesca del suo Atlante Letterario Italiano (Einaudi 2012), scrive che le categorie geografiche di linea lombarda, matti padani, barocchi siciliani, scuola romana, piemontesi e einaudiani sono “fondate su criteri spesso incompatibili […] affinità stilistiche, tematiche ricorrenti, appartenenze editoriali o anche solo vincoli affettivi”. Da qualche anno si assiste ad una proliferazione e cristallizzazione di grappoli di opere attorno a un luogo, che molto spesso però sa di non luogo creato su spinta editoriale, per sfruttare un ancipite di successo.   Il caso più clamoroso, più tracimante si direbbe, la vogue e vague del lago. Alla base stanno probabilmente i numeri di vendite...

24.06.2014

Rihani. Il libro di Khalid

È raro che un libro ripescato dal passato sia così incisivo sul presente, e forse, sul futuro come Il libro di Khalid di Ameen Rihani (Mesogea, 2014). L'autore era un siro-libanese che fece la spola tra patria mediorientale e Stati Uniti; il libro, tra i primi romanzi arabi e primo scritto in lingua inglese, fu pubblicato a New York nel 1911. In buona parte autobiografico il protagonista emigra con l'amico Shakib in cerca di fortuna e di esperienze nel nuovo mondo.   Stabilitosi nell'allora fiorente Little Syria sarà ambulante, bohémien, carcerato formando se stesso nel confronto con l'occidente, tema oggi scottante su cui il romanzo offre interessanti spunti. L'impatto a Ellis Island non è di certo dei più felici (...

25.04.2014

Govoni: Resistenza/Risentimento

Govoni, chi era costui? Ci si può imbattere nei suoi versi regolari, spesso ben disposti in strofe, in qualche antologia scolastica, preferibilmente delle scuole medie. In realtà, sebbene drasticamente scorciata a poche righe dalle storie della letteratura del Novecento italiano, la produzione poetica di Corrado Govoni è alquanto ampia e copre un lungo arco temporale; necessariamente varia e diseguale.   Era nato nel 1884 a Tàmara, in provincia di Ferrara, da un’agiata famiglia di agricoltori; svolse studi irregolari da autodidatta, diventando figura riconoscibile di giovane artista nella sua città, ma fu costretto poi dai sopravvenuti disagi economici ad esercitare diversi mestieri, per lo più a carattere impiegatizio. Esordì...

06.09.2013

Romanzi e Resistenza

Che gli anni 1943-45 siano ancora in Italia un nervo scoperto lo testimonia il dibattito infuriato attorno a Partigia di Luzzatto. E’ evidente che il concetto di “guerra civile”, introdotto con molta fatica da Pavone, negli anni novanta, non è stato affatto digerito o viene puntualmente strumentalizzato. Per di più Luzzatto ha usato come detonatore di tale esplosivo la vicenda resistenziale di Primo Levi e del “segreto brutto” che si portava addosso. Di qui l’acquisizione interessata del libro da parte del revisionismo colto che fa capo al «Corriere della sera» (Paolo Mieli in anteprima, ma poteva essere benissimo Galli della Loggia) e di quello rozzo, che dopo aver demonizzato l’autore di Padre Pio, l’ha in...

08.04.2013

Kim, il successore

Raramente il successore è (o è ritenuto, o è ritenuto subito) all’altezza di chi lo precede, specie se questi è stato un fondatore; ce lo insegnano la storia e la letteratura. Nella tradizione occidentale la memoria corre ai bistrattati successori dell’imperatore Ottaviano Augusto e alle tormentate procedure di successione. Così i grandi capitani d’industria sembrano spesso destinati ad eredi che dissipano o si disinteressano della costruzione paterna, mettendo forse inconsciamente in gioco meccanismi di sottrazione alle “angosce dell’influenza”.   Anche nel campo della cultura il pericolo dell’epigonismo nei confronti del maestro si dimostra spesso fatale. Certo le difficoltà aumentano in...

06.09.2012

Ricomincia il campionato e, poi, la scuola

Abdi sembra un ragazzino come tanti; sullo sfondo ancor prevalente di visi pallidi i colori non destano ormai più particolare attenzione e curiosità. Eppure, parlandoci a quattrocchi per allenarlo alla nuova lingua, si scopre che nel suo paese c’è stata fino a ieri la guerra civile: le camionette dei militari con mitragliatrici innestate hanno invaso il suo quartiere ed ha visto ammazzare la gente per strada. Con la mamma s’è chiuso in casa un sacco di tempo, le provviste in progressivo calo ed il padre che gli telefonava dall’Italia tutti i giorni. Ciò mentre con filmati sulla trincea e la voce di vecchi partigiani si cerca di rendere reale qualcosa del genere ai suoi compagni di classe. Ciò mentre uno di loro da mesi non...

16.07.2012

Il saggio giallo di Roberto Longhi

Pasolini, rievocando a circa trentacinque anni di distanza Roberto Longhi in cattedra, scrisse che “era un’apparizione”. Longhi aveva debuttato nel 1912, cent’anni fa, pubblicando il primo saggio su “La Voce” di Prezzolini. Era allora poco più che ventenne quello che per molti versi sarebbe diventato Il critico d’arte del Novecento. Allo sterminato data base d’immagini mentali, che gli permetteva raffronti fulminei e profonde filogenesi, lo studioso unì l’istrionismo del maestro (il “carisma” segnalato sempre da Pasolini), capace d’incidere su moltissime figure successive, anche assai irregolari come Testori e Bertolucci, e di scaravoltare le gerarchie consolidate della storia dell’arte nostrana...

25.04.2012

25 aprile | Poesia e memoria della Resistenza

Quando si pensa alla letteratura della Resistenza, viene subito alla mente la prosa narrativa o memorialistica; solo in un secondo momento la poesia. Forse perché, come dice Calvino nell’introduzione a Il sentiero dei nidi di ragno, in tutti vi era una “smania di raccontare”, di farsi storytellers sui treni, nelle osterie, sulla pagina. Manca del resto un poeta che si sia completamente identificato con la Resistenza, come potrebbe essere Fenoglio per il racconto. O ancora un libro di poesia della Resistenza paragonabile a L’Allegria di Ungaretti che è il libro di poesia della Grande Guerra. E tuttavia un buon numero di grandi poeti del secondo novecento ha fatto il partigiano o ha fiancheggiato attivamente i gruppi clandestini: Zanzotto, Caproni,...

28.02.2012

Michele Mari, l’idiosincratico

Abbiamo lasciato Michele Mari con un testo a più voci sui Pink Floyd, prima con una raccolta di poesia; ora ecco dei racconti (Fantasmagonia, Einaidi 2012) a dimostrazione di un’assoluta libertà creativa nel vasto mare della letteratura italiana dove da qualche tempo si osservano viceversa grossi banchi di scrittori in movimento. Lo spazio del visibile è stato via via occupato dallo splatter e dal noir, dalla storia nazionale romanzata e dall’autofiction; movimenti spontanei che rispondono allo spirito dei tempi o imitazione istantanea di potenti modelli da parte di epigoni, oppure ancora gonfiori dovuti ad impulsi meramente editoriali. A fronte di tali addensamenti sull’asse dei generi e della maniere, ci piace contrapporre l’idea dello...

10.02.2012

Raid virtuali

Accanto alla linea più muscolare che dai futuristi, passando per gli happenings, arriva al Graffitismo, in cui gli autori comunque scompaiono affidandosi al segno che li veicola, se ne presenta un’altra che abbiamo visto cominciare con le esplorazioni nell’inconscio del Surrealismo. Tuttavia non si tratta tanto di continuare l’introiezione profonda quanto di fare incursioni nell’esterno che è però divenuto nel frattempo immateriale. Per paradosso Guy Debord, che ha anticipato tante delle parole d’ordine del maggio ’68, ovvero dello happening di massa più significativo del secolo appena trascorso, ha pure anticipato nella sua opera più famosa del 1967 le trasformazioni della società oltre quel movimento che...

04.02.2012

Il Surrealismo

Una seconda via dell’arte al raid, nata col Surrealismo, approfondisce piuttosto gli spazi interiori e permette così una differente evasione dal carcere, meno violenta, che lo lascia quale luogo vuoto mentre la mente dei detenuti si proietta oltre, incontrando il cosmo ed il sogno. Alla scoperta dell’inconscio si può sostituire oggi, per forza d’impatto e continuità di senso, l’immateriale tecnologico. Al modo dei surrealisti, che si proponevano scopi di rivoluzione individuale e sociale attraverso un’estetizzazione diffusa, alcune performances odierne interfacciano infatti nel raid la dimensione reale con quella virtuale secondo cortocircuiti coscientemente politici. Un quadro di Max Ernst, L’incontro degli amici del 1922, pu...

30.01.2012

Dickens secondo Haz

Mirando Haz è un incisore; un incisore letterato. Il suo stesso pseudonimo, che nasconde il pur nobile Amedeo Pieragostini, è preso dalla letteratura e la sua alta casa-studio trabocca di libri. Sugli scaffali poi – segno inequivocabile dell’uomo di carta – campeggiano cartoncini per i visitatori che intimano “Non si prestano libri”. Ha illustrato molti autori: molto Proust, Andersen con relativa mostra a Colonia, lo Strindberg di cui s’innamorò Ingmar Bergman che ne acquistò la cartella; ha mostrato particolare inclinazione per il fantastico ed il nero, vedi Radcliffe, il James di Giro di vite o il Puškin della Dama di picche (edizioni Nuages 2007). Abbiamo detto ha illustrato, ma più che illustrazioni di un...

28.01.2012

Il segno che viene dalle periferie

Il treno era uno dei suoi, Moonman ne aveva una dozzina che correvano nella rete della metropolitana, a tutta birra, e per caso stasera si trovava su uno di questi, sotto le condutture dell’acqua e delle fogne, sotto il gas, il vapore e l’elettricità, tra i canali di drenaggio e i cavi telefonici, e a ogni fermata cambiava vettura e controllava le persone che salivano, come le loro facce da metropolitana, retrattili, e le porte facevano ding dong prima di chiudersi con uno schianto.   DeLillo in Underworld, il suo grande affresco della società americana del secondo Novecento, non tralascia di dar conto dei fenomeni artistici, inserendo nel romanzo ampi riferimenti alla pittura e al cinema d’avanguardia. Uno dei poli forti di questo testo...

25.01.2012

Le donne di Vasco

Si preannuncia un tutto esaurito a Zocca per la festa di compleanno di Vasco Rossi. Il 2011 è stato un anno intenso per il rocker: canzoni, malanni fisici, polemiche sul web, un’autobiografia. E soprattutto l’annuncio dell’abbandono dei concerti negli stadi che, secondo i media, ha gettato nel panico i fans. In effetti si può scindere il Vasco dalla rockstar? Per lo meno nella prima fase della carriera ne ha incarnato il vitalismo, l’esistenzialità dolente, l’autocombustione. Tuttavia, scorrendo l’ormai vasto repertorio del nostro alla ricerca dell’elemento decisivo che spieghi l’attaccamento transgenerazionale, si nota qualcosa di evidente ma forse un po’ snobbato: sono in gran parte canzoni d’amore....

20.01.2012

L’eredità mutata di segno: happenings e situazionismo

Gli studiosi hanno ampiamente evidenziato la continuità ideale tra gli spettacoli delle avanguardie storiche e gli happenings che cominciano a svolgersi negli Usa e poi in Europa tra gli anni cinquanta e sessanta. In primo luogo si tratta di un’arte fisica, vicina al teatro, che vuole coinvolgere e colpire il pubblico convinta della necessità di superare gli steccati angusti di un oggetto artistico per pochi da contemplare in uno spazio separato. Di qui la riproposizione di un’idea antagonista che rifiuta le concezioni correnti del dipinto e della scultura per quanto evolute. Una vicinanza agli spettatori parallela a quella propagandata, per lo meno quanto ai soggetti, dalla coeva Pop Art, la quale ha del resto spesso quali protagonisti gli stessi organizzatori...

14.01.2012

I raid nell’arte: il Futurismo

Una delle linee seguite dall’arte d’avanguardia nei suoi percorsi lungo il Novecento è consistita nella sistematica e proclamata rottura dei molteplici limiti posti dalla tradizione. La forma umana, paesistica e oggettuale viene sconvolta negli equilibri compositivi e nei punti di vista prospettici, negli accostamenti cromatici e nell’approccio naturalistico da successive ondate di sabotaggio e scavalcamento. Gli artisti, così come gli eroi delle guerre antiche e moderne, si considerano esseri fuori dal comune, toccati dalla divinità; tale visione continua anche nel Novecento e anzi s’inasprisce a causa del confronto sempre più pressante ed acceso con il pubblico e la committenza borghesi. L’aggressività rivendicativa si...