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Etologia

(13 risultati)

La nascita del can-uomo / Simon Garfield, Il miglior amico del cane

Tra le numerose suggestioni che ci offre Il miglior amico del cane del divulgatore inglese Simon Garfield (Ponte alle Grazie, trad. di Alessandro Peroni), ce n’è una che lascia il segno: “Persone che difficilmente mi saluterebbero se camminassi da solo ora chiacchieravano rilassate con me; se sono con il cane, gli altri mi considerano più affidabile, meno minaccioso, più dolce. Avere un cane, mi resi conto una volta di più, non ci lega solo a un essere vivente ma a un mondo più ampio, un mondo responsabile e socievole, una comunità con uno scopo”. Che sia questo il segreto della relazione uomo-cane? L’uomo che diventa “can-uomo” ha qualcosa in più perché è parte di un gruppo più affidabile? Vede il mondo diversamente? Si comporta in un altro modo? Aveva allora ragione Nietzsche, quando affermava che “il mondo esiste grazie all’intelligenza dei cani”? O Temple Grandin, sostenendo che “gli animali ci rendono umani”? Il libro di Garfield – stratificato, colmo di traiettorie e spunti che sovrappongono le acquisizioni scientifiche più recenti a itinerari personali, col solo difetto di essere prevalentemente circoscritto al mondo anglosassone (peraltro patria della cinofilia...

Linguaggi animali / Miao, bau, cip cip

Pur essendo fortemente controintuitivo, il percorso che è stato intrapreso nell’analisi della relazione tra uomo e animale va in una direzione delineata con forza. Gli animali stanno progressivamente acquisendo una fisionomia autonoma, slegata dal ruolo di strumenti al servizio dell’uomo, a cui dovrebbero essere “secondo natura” subordinati per la loro presunta insufficienza cognitiva. La gerarchizzazione aristotelica delle specie, assolutamente antropocentrica e fondata sulla convinzione che gli animali non abbiano ragione, intelletto, opinioni – teoria resa ancora più rigida dall’antropologia cristiana attraverso la riflessione di Tommaso d’Aquino – sta cedendo il passo, anche a livello di senso comune. Due libri ci guidano a cogliere la portata del fenomeno. Il primo è la densa ricostruzione storica del rapporto tra noi e il resto dei viventi proposta da Giulia Guazzaloca in Umani e animali (Il Mulino). Il secondo è il prezioso contributo della filosofa Eva Meijer, Linguaggi animali (Nottetempo), che con chiarezza ci mostra come nello studio dell’universo animale sia intervenuto un salto qualitativo determinato dalle acquisizioni relative al livello espressivo.    La...

Veleni scientifici / L’affaire Spallanzani

Per tutti noi, oggi e da almeno un anno o anche più, Spallanzani è il nome di un ospedale di Roma; anzi, per essere precisi, è il nome dell'Istituto Nazionale di Malattie Infettive, assurto ai fasti della cronaca quotidiana a causa della ben nota, o tristemente nota, pandemia che tanto ci affligge. Ma chi era questo Lazzaro Spallanzani che dà il nome al nosocomio romano così spesso citato da giornali e telegiornali? Un'ottima ed esauriente riposta al quesito è fornita da un avvincente volume appena uscito per i tipi di Bollati Boringhieri, L'intrigo Spallanzani, di cui è autore Paolo Mazzarello, professore di Storia della Medicina all'Università di Pavia. Si tratta di un “saggio narrativo” o “romanzo con citazioni” secondo la definizione dell'autore stesso (nel Post scriptum). La narrazione, documentatissima e puntellata da un corposo apparato di note, inizia in medias res.  Spallanzani, professore di Storia Naturale dell'Università di Pavia, sta per raggiungere Costantinopoli, al seguito del bailo (ambasciatore) veneziano Zulian. È il 31 ottobre del 1785. Il professore, a differenza di certi suoi colleghi, non è un uomo sedentario, un topo di laboratorio; appena può...

Origini e futuro dei quattrozampe / Attenti ai cani

Quanta storia ha alle spalle il cane. Il nostro cane, quello con cui condividiamo ogni spazio della casa? E, soprattutto, che storia ha alle spalle questo vivente che fa sempre più parte della nostra vita?  Alle domande non è facile dare risposta. O meglio, come dimostra l’etologa Paola Valsecchi in Attenti ai cani (Il Mulino), è possibile dare più risposte, fondate spesso su ipotesi destinate ad essere continuamente aggiornate.  Partiamo da quanto è sicuro. Il primo elemento è relativo all’ascendenza del cane, che è interamente da attribuire al lupo, con cui condivide il 98% del DNA mitocondriale, come ha dimostrato nel 1997 un gruppo di genetisti guidati da Carles Vilà. Ma il lupo in questione non ha nulla da spartire con il lupo moderno. Si tratta infatti del lupo ancestrale, di cui, tra l’altro, sarebbe opportuno parlare al plurale, perché i cani discendono da più di una popolazione di lupi.   Dal 1997, quindi, è caduta definitivamente la teoria di Konrad Lorenz, che attribuiva una duplice discendenza del cane dal lupo e dallo sciacallo.  Il secondo elemento sicuro è relativo all’indiscutibile primato del cane, che è stato il primo animale ad essere...

Coleotteri / Ernst Jünger, Primo Levi e gli eredi del pianeta

Tutto comincia con un regalo del padre. Ernst e il fratello Friedrich Georg ricevono nell’ordine: una rete, vari aghi, una bottiglia per contenere la preda, una cesta rivestita di torba sul fondo e foderata di carta lucida all’interno. Così potranno agire con maggior perizia e abilità nei dintorni della loro casa di famiglia a Rehburg, in Germania, posta all’interno di un distretto forestale. Da questo momento sono diventati dei “cacciatori sottili” e andranno inseguendo insetti e altri animali per boschi e prati. Sono aspiranti entomologi. Secondo quanto scriverà decenni dopo Ernst diventato sessantenne, essere cacciati, poiché chi osserva è a sua volta osservato. Nella caccia, scrive, la domanda sul senso dell’inseguimento è sempre d’obbligo.      Ernst non è altro che Ernst Jünger. Sta raccontando la storia della sua passione per gli insetti in un libro, Cacce sottili, publicato in Germania nel 1980, magnificamente tradotto da Alessandra Iadicicco per Guanda nel 1997, oggi purtroppo introvabile. Jünger è il celeberrimo autore di Nelle tempeste d’acciaio (1920), uno dei testi fondamentali sulla Prima guerra mondiale, e della Mobilitazione totale (1930), una delle...

Eusocialità / Le origini profonde delle società umane

È venuto il momento dell’eusocialità, quello della “buona socialità”? In realtà noi umani eusociali lo siamo sempre stati, e non da ora, ma da moltissimo tempo, almeno da quando uno dei nostri predecessori, l’Homo habilis, è comparso nella savana africana separandosi da una linea di discendenza di australopitecine due o tre milioni di anni fa. La parola eusocialità, coniata alla metà degli anni Sessanta, è utilizzata da diversi decenni dall’etologia. L’ha messa in circolazione un importante entomologo e biologo, Edward O. Wilson, che negli anni Settanta aveva creato una nuova branca di studi, la sociobiologia, all’epoca molto discussa e criticata. Wilson, ancora in attività come studioso e come saggista, è stato docente per molti anni ad Harvard, titolare della cattedra di Biologia; la sua specialità sono le formiche, su cui ha scritto, insieme con il collega Berthold K. Hoelldobler, un meraviglioso libro, Formiche. Storia di una esplorazione scientifica (Adelphi), che fa seguito a due grossi volumi pubblicati da Einaudi nel 1976: La società degli insetti, altrettanto fondamentali. Si tratta di libri che anche un non-specialista può leggere, e da cui si può imparare moltissime...

Dizionario Levi / Analogia

Il testimone, il chimico, lo scrittore, il narratore fantastico, l'etologo, l'antropologo, l'alpinista, il linguista, l'enigmista, e altro ancora. Primo Levi è un autore poliedrico la cui conoscenza è una scoperta continua. Nel centenario della sua nascita (31 luglio 1919) abbiamo pensato di costruire un Dizionario Levi con l'apporto dei nostri collaboratori per approfondire in una serie di brevi voci molti degli aspetti di questo fondamentale autore la cui opera è ancora da scoprire.   Leggiamo dal racconto Ranocchi sulla luna: “Lungo la sponda sinistra brulicavano i girini, a centinaia. Perché solo a sinistra? Dopo molto ragionare osservammo che lì correva un sentiero frequentato alla domenica dai cacciatori; le trote se ne erano accorte, e stavano alla larga, lungo la sponda destra. A loro volta i girini si erano stabiliti sulla sinistra per stare alla larga dalle trote”. Se Primo Levi, come sappiamo grazie alle indicazioni di Marco Belpoliti e Mario Barenghi, nel suo essere chimico e scrittore era anche antropologo ed etologo, ecco un bell’esempio di come tutti questi sguardi, e questi discorsi, si incrociano in un’unica enunciazione narrativa: cacciatori, trote e girini...

Osservatori osservati / Gatti nell'arte

I gatti sono gli animali domestici più diffusi al mondo. Negli Stati Uniti se ne contano circa 87 milioni, in Indonesia 30, in Brasile 15. E sono in crescita. Gli abitanti di Gran Bretagna, Canada, Germania, Francia, Giappone e Cina ospitano nelle loro case tra gli 8 e gli 11 milioni di mici. Nel corso dei secoli, la domesticazione è stata più lenta di quella dei cani ma, come si vede, procede spedita e da cacciatore di topi il gatto si è ormai definitivamente affermato come indiscusso pet e animale da compagnia. I gatti vanno forte anche su Internet: foto di micetti e meme di gattini spopolano su twitter, instagram e sulle homepage di giornali, migliaia di umani autoproclamatisi “schiavi dei gatti” si ritrovano in gruppi e pagine più o meno satiriche su facebook, le notizie con la parola “gatto” nel titolo sono garanzia di click. I felini trionfano pure in libreria. E anche nell'arte, tanto che è frequente trovare nei bookshop dei musei deliziosi volumetti dedicati ai gatti presenti nei quadri delle varie collezioni.  Con la loro grazia, la capacità di assumere le forme più assurde, le pellicce dalle diverse texture e sfumature, gli ipnotici occhioni colorati, i gatti sono...

Apprendimento, memoria, danza / L'intelligenza delle api

In questo volume, impegnativo ma appassionante (L’intelligenza delle api. Cosa possiamo imparare da loro, Cortina editore, p. 328, € 29), Menzel e il suo amico filosofo Eckoldt, raccontano le straordinarie capacità intellettive delle api attraverso la storia delle ricerche di Menzel e i suoi collaboratori: “L’obiettivo di questo libro è aprire le porte del laboratorio e rendere visibili (…) i processi che si svolgono nell’organismo delle api. (Getteremo inoltre)… uno sguardo sui modi di procedere delle scienze naturali”. Nota bene, scienze naturali e non, riduttivamente, biologia o neurobiologia. Dopotutto il procedere sperimentale di Menzel è riduzionista, ma le “domande giuste”, alla base di ogni sperimentazione, scaturiscono da una visione ampia dell’organismo studiato, posto in relazione all’ambiente al quale si è adattato nel corso dell’evoluzione (o coadattato, come dimostra il rapporto dinamico tra colore dei fiori e percezione dei colori delle api, grandi impollinatori).   Ecco perché il neurobiologo Menzel sottolinea continuamente il suo essere naturalista: non tanto per classificare i suoi oggetti di studio (e ci sarebbe da lavorare: esistono circa 20.000 specie...

La falena di Cuba / Urania

Quella fu una giornata indimenticabile che cominciò di primo mattino con un lungo giro a cavallo di un vecchio stallone che si chiamava “Machado” per via di una grande e irregolare macchia bianca sul muso bruno. Avevo percorso un tragitto di qualche chilometro nel verde lussureggiante della valle dei mogotes tra campi coltivati a mais e tabacco che si alternavano a terreni incolti dove volavano decine di Phoebis sennae gialle e bianche e dove gli avvoltoi ti giravano sulla testa con quel volo circolare e l’obbiettivo dichiarato di avvistare qualche carcassa maleodorante su cui avventarsi. Il sole caldissimo era ormai diritto sull’apice del mio cranio e mi stava aggredendo un certo appetito.          A cavallo raggiunsi il mercato rurale dei contadini della piana di Viñales ove ero solito passare per la frutta e qualche patata a buon prezzo. Qui, nella parte più occidentale della lunga isola di Cuba, la vita scorreva inalterata da secoli nel silenzio della campagna che profumava di umido e di sterco di vacca, specie al mattino, quando il sole sorgeva tra i primi mogotes all’orizzonte.          Al mercato, quel giorno, trovai...

Lo spirito universale della narrazione

Il titolo di questa comunicazione suona forse troppo enfatico. È quasi una citazione rubata a Thomas Mann. Lo "spirito della narrazione" è suo, ma confesso che l'aggiunta, così perentoria da risultare sfacciata, dell'aggettivo "universale", è mia. Tuttavia, prima di arrivare ad affrontare i termini "spirito" e "universale", vorrei dire qualcosa sulla parola "narrazione". Utilizzerò, non tanto per seguire la sua definizione di narrazione, ma per indicare il tema sul quale fare qualche variazione, un bel libro di un amico, Paolo Jedlowski, Storie comuni (Bruno Mondadori 2000), tutto dedicato alle narrazioni che si fanno nella vita quotidiana. Nonostante si tratti di un campo leggermente diverso, tuttavia mi interessa ritornare a questa prima dimensione dell'universalità della narrazione, a quel narrare che prende tutti, per vedere come si possa tentare di ascoltare lo spirito, che forse respira dentro le parole che diciamo e dalle quali siamo raccontati.   Per Jedlowski "narrazione" significa "mettere storie in comune". Le storie sarebbero...

Jared Diamond. Da te solo a tutto il mondo

Nei primi decenni del XV secolo un’imponente flotta cinese, soprannominata Flotta del Tesoro, venne inviata a esplorare gli oceani. Perlustrò l’Asia sud-orientale e meridionale e arrivò fino alle coste orientali dell’Africa; non era lontana da quello che a noi è noto come Capo di Buona Speranza. Se le esplorazioni fossero proseguite, i cinesi sarebbero facilmente giunti in Europa; forse – chissà – anche sulla sponda opposta dell’Atlantico: la storia del mondo sarebbe stata completamente diversa. Senonché l’imperatore decise di porre fine al progetto. Sessant’anni dopo Cristoforo Colombo, con le sue tre misere caravelle, sbarcò in un’isola che battezzò Hispaniola, e oggi nelle Americhe quasi un miliardo di persone parlano lingue europee. Perché mai le cose sono andate in questo modo? È stato solo un caso, o da questa vicenda possiamo cavare qualcosa di più sul funzionamento delle società umane?   Sarebbe sbagliato attribuire la mancata espansione transoceanica della Cina al capriccio dispotico di un esponente della dinastia Ming. In verit...

Etologia e punto croce

Passavo le giornate a guardare gli animali. Ho vissuto settimane felici fissando le foto di Anzac e Peggy, australiani, lui canguro, lei vombato. In effetti, le amicizie tra specie diverse erano la mia passione. Esaurita l’offerta amatoriale di youtube, passai alle conferenze Ted: fu proprio durante una di quelle serate in pigiama con il fior fiore dell’etologia mondiale che decisi di farla finita con internet. La colpa è di un ricercatore giapponese. Dovete sapere, dice lui, che esiste una larva molto affezionata ai grilli. Intrufolatasi ben bene in un corpo ospite, vuole raggiungere l’acqua in età adulta. Per farlo, pilota il cervello dell’insetto cantante inducendolo al suicidio. Il grillo sa che annega, ma va dritto verso l’acqua; esasperato e rimbambito, in mancanza di fiumi, si getta nelle ciotole degli animali domestici. Il giapponese parlava, io fissavo atterrita quell’orribile tenia acquatica che usciva dal corpo sfiancato del grillo, morto per annegamento e per parto. Il giorno dopo recisi il contratto del telefono, murai le prese, regalai alla vicina gli adattatori multipli. Ora ricamo a punto croce: la fioritura del...