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Guerre Stellari

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Ideologia, opportunismo e la favola di Lucas / Sembra Star Wars, parla come Star Wars, ha la musica di Star Wars

Parafrasando Clausewitz, Star wars è troppo importante per farla fare solo ai cavalieri Jedi e infatti non è così. Star Wars non è solo un film tra fantasy e fantascienza, è il terreno di uno scontro che oggi attraversa la nostra cultura, sia che ne siamo consapevoli sia che non lo siamo. Anche chi ha sempre considerato questo film solo come un colorato e fracassone contorno per le feste di Natale, potrebbe fare uno sforzo e vedere come dietro anche le armi degli achei e dei troiani (lo Star Wars e MCU del mondo greco-romano) ci sia qualcosa di più profondo. Prima di tutto, due parole per chi fosse stato rapito dagli alieni negli ultimi due anni. Il 30 Ottobre 2012, George Lucas vende alla Disney per 4 miliardi (!) di dollari la Lucasfilm che controlla, a sua volta, i diritti sulla saga di Star Wars da lui iniziata nel 1977: il più costoso acquisto di diritti su un prodotto di fantasia. Qualcuno scrive che Lucas ha svenduto. Intanto Lucas lascia una bozza per future avventure dei suoi cavalieri jedi e si ritira nel faraonico Skywalker Ranch, in Marin County (California). Sembra l’accordo del secolo: chi meglio della Disney può sviluppare e sfruttare il mondo fantastico di Star...

Bellocchio. Fai bei sogni / Sbatti il “Buongiorno” in prima pagina

In Episodio II – L'attacco dei cloni (2002), secondo capitolo della trilogia-prequel di Guerre Stellari, George Lucas ci mostra come il giovane jedi Anakin Skywalker sia diventato l'arcicattivo Darth Vader. La spiegazione sa di freudismo d'accatto: da quando gli è morta la mamma, il promettente cavaliere ha cominciato a diventare un adolescente problematico in guerra col mondo, e da lì non si è mai più rimesso.   Non c'è bisogno di mobilitare i fasti della Hollywood classica per ricordare che dallo pseudo-Freud di paccottiglia possono nascere fior di meraviglie cinematografiche. La carriera di Bellocchio è lì per dimostrarlo, come del resto quella del suo “vicino di casa” Bernardo Bertolucci.  Non sarà un sottovalutatissimo capolavoro assoluto come Sangue del mio sangue – probabilmente il film più bello e importante mai realizzato sull'Italia post-1989 (o, a seconda dei gusti, post-1992) – eppure Fai bei sogni (2016) conferma l'abilità di Bellocchio di partire da premesse francamente sconfortanti per trasfigurarle in qualcosa di molto, molto prezioso, a cui vale la pena avvicinarsi con attenzione.   Marco Bellocchio.    A tutt'oggi, due sono i cardini...