Categorie

Elenco articoli con tag:

Inge Morath

(3 risultati)

Da oggi in mostra alla Triennale di Milano / Direttamente dalla mano e dalla bocca di Steinberg

Viene inaugurata oggi alla Triennale di Milano la mostra Saul Steinberg Milano New York a cura di Italo Lupi e Marco Belpoliti con Francesca Pellicciari e realizzata insieme alla casa editrice Electa. È uscito da qualche giorno il volume 43 della collana "Riga" da cui questa intervista è tratta: Saul Steinberg a cura di Marco Belpoliti, Gabriele Gimmelli e Gianluigi Ricuperati, Quodlibet edizioni.    Saul Steinberg è un artista, un filosofo, un commentatore della società e un vignettista il cui lavoro si spinge ben oltre i confini del fumetto, in un mondo popolato di lettere aggressive, gatti a cui piacciono i numeri, linee che conversano e hanno dubbi. I disegni di queste pagine sono tratti dalla sua ultima raccolta, The New World (Harper & Row). Ad accompagnarle, qui, sono le spiegazioni dello stesso Steinberg, riprese da un’intervista di Jean vanden Heuvel.   Il libro si intitola The New World. Un titolo formidabile che non dice niente. Il libro è una raccolta di disegni metafisici che raffigurano situazioni e problemi. Il suo motto è “Cogito ergo Cartesius est” (penso, dunque Descartes esiste): significa che la ragione stessa può risolvere...

Non recensiti / Gabriele Basilico, Bambole in bianco e nero

Chissà cosa intendeva esattamente Basilico quando paragonava i suoi non frequenti ritratti alla fotografia industriale, che come è noto gli era più familiare. C’è architettura in una fabbrica, certo, in un insieme di fabbriche, in una strada industriale, in un silos, in un magazzino, ma c’è anche nel corpo di una persona. Si notano strutture comuni – una fabbrica ha un tetto, uno scheletro di travi, gli esseri umani due gambe e due braccia – ma anche la loro unicità irripetibile, data dall’uso, dal tempo, dalle esperienze vissute. Mentre le fabbriche ci raccontano la vita di chi le ha vissute senza che uomini e donne appaiano più, come in un ciclo concluso in cui la fabbrica stessa diventa rifiuto industriale, le foto raccolte in questo prezioso libro che il fotografo aveva intitolato Non recensiti (Humboldt Books, 2021) appaiono creature periferiche, lontane nel tempo, gli anni 70, ma lontane anche da quel che è venuto dopo. Avviene tutto per caso: Basilico, incuriosito da un teatrino di provincia, chiede di fotografare gli artisti anche nei loro camerini, e tutti sorprendentemente accettano. Sono gli ultimi residui del dopoguerra, quel teatrino popolare e sboccacciato che in...

Costruire la vita con le immagini: Lee Miller e Inge Morath

In apparenza non c’è alcun legame fra Lee Miller e Inge Morath, se non che alle due fotografe, nate a distanza di circa vent’anni, l’una austriaca cresciuta in una famiglia di scienziati e l’altra americana con la passione per Parigi, sono dedicate due mostre, la prima a Bologna, a Palazzo Pallavicini (Surrealist Lee Miller), l’altra a Treviso presso la Casa dei Carraresi (Inge Morath, La vita. La fotografia). Non sono le uniche mostre, in Italia, in cui protagoniste sono delle fotografe: Berenice Abbott a Lecco, Eve Arnold ad Abano Terme, Tina Modotti (conclusa una mostra da poco a Parma, se ne aprirà un’altra a Jesi), mentre a Milano, presso i Frigoriferi Milanesi, “Il soggetto imprevisto” celebra un periodo in cui l’arte e il femminismo dialogano intensamente; il Brescia Photo Festival è interamente dedicato alle donne, mentre a Venezia Letizia Battaglia viene celebrata, finalmente, non più solo come fotografa della mafia.   Cosa sta accadendo? Si tratta soltanto di una tendenza à la page, o la domanda che si pose nel 1971 Linda Nochlin, “perché non ci sono state grandi artiste?”, torna ad abitare i dubbi di critici e curatori? Le risposte meriterebbero uno spazio a sé....