Armistead Maupin. Racconti di San Francisco

Se per esistere un popolo ha bisogno di una saga, Armistead Maupin, con i Tales of the City ha provato a darne una al popolo gay, come allora si chiamava senza incertezze; lo fece negli anni in cui la coesione e il senso di appartenenza delle persone gay ad un’idea di comunità era forte, e nel luogo dove questo era più forte che in qualunque altro, la San Francisco della fine degli anni ’70. Cominciati a puntate su un quotidiano generalista (prima il Pacific Sun poi il Sal Francisco Chronicle) diventano un libro nel 1978 e si concludono sei volumi dopo nel 1989. Con ritmi da fiction televisiva – e i Racconti lo divennero, nel 1993 - la saga di Maupin racconta meglio di tanti saggi l’evoluzione di ciò che ha significato la parola gay dagli ultimi echi del Gay Liberation Front, al sinistro comparire dell’AIDS.

 

Il primo volume uscì in Italia nel settembre del 2002, quasi venticinque anni dopo. A oggi sono usciti il primo, il secondo, il terzo volume, nel 2006, poi basta. Il progetto dei tre volumi fu affidato a Mucca Design, uno studio italiano a New York, responsabile di moltissime cose belle per Rizzoli, a cominciare dalla serie celebrativa dei sessant’anni della BUR. I tre volumi dei racconti, tre variazioni dello stesso progetto, presentano più caratteristiche importanti. Intanto una certa ricerca del sontuoso, del libro come bell’oggetto –gli e-book non erano ancora lo spauracchio che sono ora-: la sovracoperta, morbida al tatto, è di carta vergata, al recto spalmata di colore sin a non fare sentire più le lievi alterazioni della vergatura, né a farle vedere, lucidata all’interno da un film quasi plastico trasparente che al contrario ne esalta la trama, congelandola; la copertina, blu notte è liscia al tatto a imitare la pelle; le font, scombiccherate come a mano, evocano il diario; l’illustrazione molto colorata di Jeffrey Fischer, con qualche eco fra Matisse e Steimberg, allude al girotondo di vicende che turbinano coi personaggi.

 

Poi non ci sono torsi nudi di giovani uomini, a lungo in Italia un sottotesto che in mancanza d’ogni qualsiasi esplicita indicazione guidava il pubblico gay verso un libro, certo di trovare qualcosa che lo riguardava. S’è fatta spesso l’operazione opposta, alla ricerca di un pubblico non settoriale, ma spesso era giocata al ribasso, atrraverso più un occultamento che una reinvenzione di un linguaggio. Qui Mucca Design sembra invece riuscire a fare un salto, e consegnare un libro, abbastanza corretto nei paratesti, a un pubblico vasto, dando di più invece che meno. L’interruzione del progetto racconta però che non fu sufficiente.

 

identificazione volume
autore: Armistead Maupin
titolo: I racconti di San Francisco. Tales of the city [1]
editore: Rizzoli, Milano
data di stampa: 2002
numero d’edizione: prima
stampatore: Nuovo Istituto d’Arti Grafiche – Bergamo
dimensioni: 18,5 x 13,5 x 3,5 cm

paratesti
titolo: al dorso e alla prima di sovracoperta al centro a tutta larghezza; alla coperta, al dorso; in frontespizio, nel terzo superiore
colophon: alla quarta pagina, in alto
note editoriali: alla quarta pagina, in basso
postfazione: “Post Scriptum” dell’autore, a pag. 477
logo dell’editore: alla sovracoperta, al dorso, in basso, idem alla coperta
indicazione di collana: all’occhiello: “La Scala”
responsabilità grafica: indicata all’aletta della quarta di copertina: illustrazione e design: Jeffrey Fisher; art director: Mucca design
responsabilità della traduzione: al frontespizio, sotto il titolo: Valentina Guani; Elisabetta Humouda
responsabilità della redazione, composizione, impaginazione: a pag. 485: Studio Editoriale Littera, Rescaldina (Mi)
indice: da pag. 481 a pag. 484
sovracoperta: alla prima di sovracoperta, autore, titolo ed editore; all’aletta anteriore: nota al testo; all’aletta posteriore: nota bio-bibliografica, responsabilità grafica, sito web dell’editore, indicazione del prezzo, codice ISBN; alla quarta di sovracoperta: blurp con indicazione dell’autore in alto, codice ISBN, al piede

coperta
struttura: coperta cartonata foderata
materiali: similpelle blu scuro, liscia
stampa: dorso stampato in bianco

sovracoperta
materiali: carta vergata patinata bianca
stampa: a colori, prima e quarta di copertina con illustrazione e testi a tutta altezza a colori, dorso con testi in bianco su sfondo azzurro, alette con testi in bianco e nero su sfondo rosso per l’anteriore e arancione per la posteriore

dettagli legatura
cucitura: filo refe, capitello in tessuto rosso, incollato
taglio corpo del libro: rifilato, naturale, taglio di testa molto ossidato
risguardi: semplici, arancioni, controguardia bicolore arancione/blu

 

Cristina Balbiano d’Aramengo
Designer Bookbinder a Milano - legatoria, ricerca e formazione




Christel Martinod
Graphic designer

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