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Fumetti

(107 risultati)

Un libro e una mostra / Art Spiegelman a Bologna

Una pubblicazione firmata Art Spiegelman è già di per sé una notizia. Il cartoonist americano autore di Maus, uno dei fumetti più importanti e influenti mai comparsi, ormai da anni centellina le sue produzioni. Ed è un editore italiano – Sigaretten – a pubblicare in prima edizione mondiale il nuovo lavoro di Spiegelman: si tratta di Street Cop Uncovered!, un volume che raccoglie i bozzetti e le prove realizzate da Spiegelman per illustrare la novella Street Cop, scritta da Robert Coover e uscita nel 2021 negli Usa.    La copertina di Street Cop Uncovered! Il racconto di Coover è stato pubblicato nel 2021 da Isolarii, un minuscolo progetto editoriale con base in Inghilterra. Letteralmente minuscolo, dato che il formato dei volumi é più piccolo di uno smartphone (esiste anche una versione in francese pubblicata da Flammarion). Coover è uno scrittore poco tradotto in Italia (ma ultimamente NNE editore sta pubblicando i suoi libri) ed è considerato uno dei padri della letteratura postmoderna americana (ha appena compiuto 90 anni!). In effetti il suo “poliziotto di quartiere” si muove in una città futuristica, popolata da robocop, zombie e astronavi, dove il tempo e...

Libro di disegni / I semi di Simone Massi

Simone Massi è chino su un foglietto, intento a lavorare, in silenzio: al centro del foglietto c’è un rettangolo di pastello a olio nero che lui incide creando un tratto “in negativo” (bianco su nero), basandosi su un disegno preparatorio. L’opera passa poi nelle mani delle sue collaboratrici (Alessia Travaglini, Anna Fernandez, Laura Fuzzi, almeno per quel che riguarda questo lavoro) che procedono ad “animarlo”, cioè a creare tutti gli altri disegni che in sequenza permetteranno di far muovere la figura. È un “dietro le quinte” che troviamo in un video che racconta il lavoro di Massi per un’animazione per il documentario olandese Liefde is Aardappelen (L’amore è patate). “Un secondo consiste di otto disegni – spiegano i sottotitoli che accompagnano il video –, un minuto fa 480 disegni. Otto disegni sono un giorno di lavoro di una persona”. Massi e le sue collaboratrici “insieme realizzeranno più di 5 mila disegni”.   L'attesa del maggio. È una tecnica lentissima, artigianale, a cui Massi è approdato nel 2004 con il cortometraggio La memoria dei cani. Ma prima ci sono stati anni di sperimentazioni e tentativi, con altri stili e altre tecniche. Un buon modo per scoprire o...

Periferica e Cinema Mattotti / Lorenzo Mattotti Underground

Curiosa la doppietta editoriale che Lorenzo Mattotti ci riserva in prossimità di Natale: Periferica e Cinema Mattotti, come dire: il Mattotti marginale e quello che ha sfondato, il Mattotti underground e il mainstream. Procediamo per gradi.   «Senza queste storie non avrei mai imparato cosa significa disegnare». Edito da Rizzoli Lizard, Periferica. Storie ai margini è un romanzo visuale di formazione dove la formazione è l’autoformazione artistica di Mattotti. Va da sé che si tratta di un’occasione ghiotta, anche considerato che le storie sono introdotte da testi scritti dall’autore ad hoc, tanto eloquenti dal punto di vista biografico quanto illuminanti sul piano dell’evoluzione stilistica, dai quali non mancherò di estrapolare sfiziose citazioni. Gli ancora non contagiati dalla magia mattottiana hanno così la chance di capire per filo e soprattutto per segno da dove viene colui che nel 1984, con Fuochi, avrebbe incendiato – figurativamente, cromaticamente – il mondo del fumetto. Gli aficionados possono invece tuffarsi in un voyage à rebours – cronologico e convulsivo come la bellezza spacciata dai Surrealisti – che li condurrà alla rivelazione o alla conferma di quanto...

Un film dei Manetti Bros. / Diabolik. Un incubo a fumetti

Diabolik dei Manetti Bros. è un film che ha diviso, soprattutto i critici, schieratisi in clan e fazioni. Un punto su cui mi pare di poter dire siano tutti d’accordo è che, alla base di questa divisione, ci sia una serie ben precisa di scelte di direzione artistica, che per alcuni sono un elemento positivo, per altri costituiscono invece la causa del naufragio del film e un’occasione sprecata. Prima ancora che un film riuscito o meno, quindi, Diabolik è un film spiazzante, proprio perché altro rispetto a ciò che la quasi totalità dei critici e degli spettatori si attendeva. Lontano – come lo è per sua natura il mondo creato dalle sorelle Giussani nel 1962 ed edito dalla Astorina – dall’estetica accumulativa dei cinecomics dell’ultimo decennio, distante da ogni tentazione action, il film dei Manetti è deliberatamente sotto ritmo, quasi ingessato. Ironia della sorte, slittato di un anno rispetto all’uscita prevista causa Covid, Diabolik arriva in sala contemporaneamente a Spider-Man: No Way Home, ultimo prodotto del Marvel Universe, segnato invece da un approccio al fumetto che si colloca totalmente agli antipodi.   I Manetti Bros. (seduti) con Miriam Leone e Valerio...

Romanzi a fumetti / Paco Roca, Ritorno all’Eden

In un mercato dei graphic novel dominato dalle narrazioni autobiografiche, l’uscita di Ritorno all’Eden, ultimo lavoro di Paco Roca, sembra a prima vista una conferma di questa inarrestabile tendenza. Al centro del libro – dall’intrigante formato orizzontale, già sperimentato dal disegnatore spagnolo in La casa – è Antonia, personaggio ispirato alla madre dell’autore (come La casa, specularmente, aveva al centro la figura del padre).  Cresciuta durante la guerra in una modesta famiglia di Valencia, Antonia attraversa in punta di piedi la storia della Spagna franchista: la fame e la povertà, le gabbie inscalfibili della gerarchia sociale e della chiusa mentalità ecclesiastica, la paura dei “rossi”, il mitico ritorno dell’impero spagnolo, la rigida segmentazione dei rapporti di genere. Come un ramoscello, nello scorrere delle tavole Antonia è trascinata da una corrente più grande di lei, che non la travolge ma che non le lascia neanche scampo.     Chi già conosce l’autore di Rughe, il dolce racconto sulla vecchiaia e la malattia che nel 2008 lo ha consacrato tra i più importanti fumettisti contemporanei, sa però che Paco Roca si muove in territori narrativi lontani...

Strappare lungo i bordi / Zerocalcare: macerie e memorie

All’indomani dell’uscita della serie animata Strappare lungo i bordi, che consegna l’universo del fumettista Zerocalcare (al secolo Michele Rech) all’inevitabile sovraesposizione mediatica garantita da Netflix, si è scatenato il delirio di commenti che accompagna ogni operazione culturale che unisce elementi provenienti da contesti diversi. Elementi che, come ci dimostra il successo di questa serie - divenuta la più vista in Italia nel giro di una settimana - potrebbero coesistere pacificamente, e piacere anche a chi abita al di fuori del Grande Raccordo Anulare ed è afflitto da diversi generi di “impicci”. Uno degli indubitabili punti di forza della produzione di Rech è infatti l’imprinting inconfondibile che ha fidelizzato negli anni una platea di fan reclutati non soltanto fra gli appassionati di fumetti, e che ha avuto senz’altro il merito di aprire la strada anche a molti altri nomi, secondo quello che Roberto Recchioni su "Esquire" ha chiamato “effetto Twilight”.      La questione che si pone con Strappare lungo i bordi, semmai, riguarda la polarità di un dibattito che sembra sempre più perdere di vista le sfumature, la complessità, i diversi livelli di...

Corto Maltese, Frank Miller e il Tuono Day / Lucca Comics tra assenze e ritorni

“A riveder le stelle”. È all’insegna del celebre verso dantesco che Lucca Comics&Games si prepara a tornare “in presenza” nel centro storico della città toscana. Dopo un’edizione 2020 tutta virtuale, i padiglioni dedicati a fumetto, giochi, musica e cinema animeranno le vie di Lucca dal 29 ottobre al 1° novembre. Sarà tuttavia un’edizione caratterizzata dalle assenze. Tra gli stand degli editori di fumetti mancheranno i due nomi più importanti: Sergio Bonelli Editore (casa di Tex e Dylan Dog) e Panini Comics (che pubblica tutti gli eroi Marvel, oltre a molti altri titoli) hanno infatti deciso di non partecipare a nessuna fiera in questa seconda parte del 2021, valutando ancora rischiosa l’attuale situazione sanitaria. Il festival ha comunque preso alcune precauzioni: il tetto massimo di presenze è fissato a 20 mila al giorno, si potrà entrare solo se muniti di biglietto e green pass e al chiuso si porteranno le mascherine. C’è anche un decalogo che spiega le regole di questa edizione così particolare.   Tuono Day Ma nelle vie di Lucca, nelle corsie dei padiglioni, dietro i banchetti delle dediche mancherà soprattutto un autore: Tuono Pettinato, alias Andrea...

Metamorfosi di un mito / Supereroi, antieroi, eroi dark

L’inflazione dei supereroi sta segnando il cinema degli ultimi decenni, con la produzione continua di enormi blockbuster. Ma anche con la conquista di spazi sempre più rilevanti dell’universo seriale: non si contano gli show a tema supereroico, con infinite varianti di genere.  Ed è proprio grazie alla complex tv del nostro tempo che assistiamo a una progressiva “maturazione” di universi narrativi frequentemente e anche giustamente criticati come infantili (e infantilizzanti). Il supereroe classico, così, si ammanta dei tratti dell’antieroe; e a volte persino di quelli del villain, il cattivo. Pensiamo a show complessi e fascinosi come Watchmen, Legion, The Boys, The Umbrella Academy, Jupiter’s Legacy, e ai recenti casi del 2021: WandaVision e Loki, serie prodotte con grande successo da Marvel espressamente per il piccolo schermo.  La domanda che pongo è quindi questa: si sta affermando un nuovo tipo di supereroe, un supereroe realmente dark? Qualcosa di diverso dalle cupezze un po’ sofisticate del Cavaliere Oscuro: un supereroe se non cattivo almeno patologico – e in più sdoganato popolarmente dalla tv.     L’ultimo ventennio è stato letteralmente dominato...

Scarabocchi / La calligrafia salverà la scrittura?

È on line il programma completo di Scarabocchi 2021!    La scrittura a mano è destinata a scomparire. Non passeranno due generazioni che le macchine scriveranno al nostro posto. Quello che è stato uno dei fattori fondamentali dell’evoluzione umana, il pollice opponibile, non ci distinguerà più dagli altri animali. Come gli uomini e le donne dei disegni di Altan, basteranno solo tre dita, dal momento che la mano, simbolo dell’emancipazione dell’Homo sapiens, non sarà più un elemento che ci distingue dagli altri esseri viventi del Pianeta. A quel punto si potrà fare a meno di scrivere impugnando uno stilo, una matita, una penna a sfera, una stilografica. Le immagini grafiche che ci servono per leggere in futuro si formeranno automaticamente attraverso un collegamento mentale con le macchine che leggeranno nel pensiero. Con la scomparsa della scrittura non scomparirà però la calligrafia. Lo si capisce leggendo il libro di Luca Barcellona Anima & inchiostro (Utet, pp. 207). Nelle prime pagine di questo volume, opera di uno dei più noti calligrafi internazionali, viene dato per scontato che la capacità di scrittura è una delle prerogative che stiamo perdendo. In questo...

Graphic novel / “Una zanzara nell’orecchio”, storia felice di un’adozione

“Scusami, papà, ma questa storia della mia adozione la facciamo o non la facciamo?”. Mi colpisce, nella conversazione/intervista che ho appena avuto con Andrea Ferraris, autore del graphic novel Una zanzara nell’orecchio (Einaudi) che si parli di questo fumetto sempre alla prima persona plurale. A parlare qui in realtà è Sarvari, la figlia di Andrea e Daniela: Una zanzara nell’orecchio è la loro storia, è una storia sulla famiglia – sull’idea di famiglia, sulla costruzione di una famiglia a cavallo tra Genova e Mumbai – ma è anche una storia fatta in famiglia. Andrea ai testi e ai disegni, la moglie Daniela Mastrorilli ai colori. Sarvari ha dato il via libera, di più, ha spinto i genitori a raccontare. “Quando siamo partiti per andare a prendere Sarvari in India – racconta Andrea – io non immaginavo neppure di fare i ‘miei’ fumetti: ero un disegnatore Disney, e all’epoca mi bastava. Dopo abbiamo cominciato a pensare che questa esperienza poteva diventare un racconto, però l’abbiamo sempre tenuta nel cassetto perché Sarvari non era d’accordo. Ci diceva sempre di no. Qualche anno fa invece è stata lei a riprendere il filo”.   L’iter per l’adozione è una cosa lunga. Le 128...

Frédéric Pajak / Sotto il cielo di Parigi con Nadja, Breton, Benjamin

Il Manifesto incerto di Pajak, recente vincitore del premio di saggistica Città delle Rose, sono due volumi di luce, storia, poesia, disegni e biografie. Le sue pagine di bella carta accolgono una straordinaria sequenza di sguardi su Parigi e sul mondo, accostando con potenza le voci e i punti di vista dei grandi personaggi che l’hanno abitata – con particolare indugio su Walter Benjamin e André Breton – e di altri uomini qualunque, compreso l’autore, che si affaccia alla sua stessa storia con fare dimesso e visionario.   Un brevissimo racconto della genesi del libro arriva in testa al secondo tomo: Pajak dice che il suo lavoro è durato una vita, è iniziato quando era soltanto un ragazzo, a meno di sedici anni di età, ma allora c’era un problema. «Il libro muore ogni giorno», dice Frédéric. Devono passare mesi e mesi perché, come un fiume carsico, il pensiero del Manifesto riemerga, si dipani, riesca a prendersi uno spazio visibile e placido sulla superficie del foglio. È questo genere di incertezza, quella del fiume carsico, che il libro di schizzi e parole esprime così solennemente. E, dopo tanto scavo, dopo tanta rincorsa nelle tenebre, il libro fiume riaffiora dopo che...

Un volume di disegni / Mattotti: castelli senza parole

A cosa servono i capitoli? A niente. I paragrafi? Idem. Gli a capo? E gli indici? E le note? E i numeri di pagina? Le prefazioni? Le postfazioni? A niente, non servono a un bel niente, solo per fare scena, decoro, ordine. Se gli artisti (tutti, poeti compresi) potessero liberarsi dei materiali di riempimento e delle convenzioni si otterrebbero risultati sorprendenti. Usare soltanto quello che serve e niente più, dire soltanto quel che si ha da dire e nient’altro. Del resto lo spiegava già Aristotele: ciò che si può togliere e mettere senza che niente cambi deve essere tolto. Semplice? No, quasi impossibile. Lorenzo Mattotti invece frequenta da tempo quest’arte essenziale. Basti ricordare Linea fragile, il libro della linea sottile, in continuo equilibrio con il bianco delle pagine, un segno veloce come un’apparizione. Non voglio però che questo libro resti schiacciato da mezzo secolo di carriera pirotecnica. Conosco Mattotti da molti anni. Recensii tra i primi un suo tenero fumetto: Tram Tram Rock. Abitavamo a Bologna nello stesso quartiere ma ci siamo conosciuti a Parigi, da decenni sua città d’adozione. Anche lui figlio di un militare (ben più graduato di mio padre) il nostro è...

23 maggio 1956 / Andrea Pazienza torna a Bologna

La casa dove abitava Andrea Pazienza è sulla via Emilia, nella periferia ovest di Bologna. Rispetto a come l’aveva disegnata lui, in una tavola de Gli ultimi giorni di Pompeo, diverse cose sono cambiate: al posto del bar sotto casa c’è un centro estetico, e dove una volta c’era un cinema (a luci rosse) ora c’è una banca, una delle tre che circondano l’edificio. Il traffico che sfreccia sulla strada forse è un po’ meno frenetico, ma siamo pur sempre sulla via Emilia. Da qualche anno il Comune ha messo una targa per ricordare che qui visse l’artista Andrea Pazienza, ma siamo troppo lontani dal centro perché questo luogo possa diventare una meta per turisti o per aficionados del fumettista. Del resto non c’è molto da vedere. Ecco perché la mostra Andrea Pazienza. Fino all’estremo, che si svolge dal 7 maggio al 26 settembre a Palazzo Albergati, nella centrale via Saragozza, è un po’ un ritorno per il fumettista che legò il suo nome al capoluogo emiliano fin dal suo esordio, Le straordinarie avventure di Pentothal, una specie di cronaca onirica della Bologna del ’77.   La locandina della mostra. La mostra arriva in un momento particolare per la città. Non solo perché è una...

Canicola, Diabolo, Eris / Fumetto e piccoli editori nella pandemia

Sono solo cinque, in tutto il mondo, i Paesi in cui “si fanno” i fumetti. Gli Stati Uniti (e un po’ il Canada), dove i comics sono nati; l’area francofona (Francia e Belgio), dove la bande dessinée è al pari dei libri “normali”; il Giappone, dove i manga vendono milioni di copie; L’Argentina, la terra delle historietas e di L’eternauta (in questi giorni di nuovo in edicola). E poi c’è l’Italia. Per tradizione, produzione, mercato, queste sono le cinque aree dove esiste un’editoria a fumetti. Eppure solo di recente le istituzioni italiane sembrano essersi accorte che il fumetto è una realtà importante (vogliamo chiamarla “un’eccellenza”?). Da circa un anno è attivo al ministero dei Beni culturali un Tavolo tecnico sul fumetto italiano, il cui primo esito è Promozione Fumetto 2021, un bando che mette a disposizione 644 mila euro per iniziative nel settore. Al tavolo siedono rappresentanti della Direzione generale biblioteche e istituti culturali, oltre a autori, esperti e rappresentanti di fiere.   Proprio le fiere sono il tasto più dolente di questo ultimo anno di pandemia, che per il mondo del fumetto ha significato la cancellazione di tutte le manifestazioni: niente Lucca...

Fumetto italiano / Magnus e Bonvi, 25 anni dopo

“Qualcosa mi toccò dentro, nel profondo, il giorno in cui la musica morì”. Così cantava nel 1971 il cantautore statunitense Don McLean nella sua celebre American Pie. Il giorno in cui morì la musica è il 3 febbraio del 1959, quando l’aereo su cui viaggiavano Buddy Holly, Ritchie Valens e The Big Popper, leggende del rock’n’roll, precipitò in un campo di mais. Qualcosa del genere è accaduto anche nel fumetto italiano, non in un singolo giorno, ma in un periodo di pochi mesi di 25 anni fa. Uno dopo l’altro se ne andarono Hugo Pratt (il 20 agosto 1995), Bonvi (il 10 dicembre 1995) e infine Magnus (il 5 febbraio 1996). Nel giro di pochissimo tempo scomparivano il creatore di Corto Maltese, l’inventore delle Sturmtruppen e di Nick Carter, il disegnatore di Alan Ford e autore de Lo sconosciuto.   In particolare i destini degli ultimi due, Magnus e Bonvi, sono legati tra loro. C’è una storia breve di Bonvi che risale al 1970, si chiama L’ora dello schizoide ed è appena stata riproposta nel volume Incubi di provincia (Rizzoli Lizard). Una notte d’estate Bonvi è al tavolo da disegno quando quando dal buio compaiono i suoi personaggi: le Sturmtruppen, Cattivik, il robottino di Storie...

Una mappa sonora / Le voci di Valle Aurelia

1981. È l’estate rovente di Alfredino e il pozzo, dell’incidente fatale di Rino Gaetano, del matrimonio di Lady Diana e Carlo d’Inghilterra, delle diciotto reti di Roberto Pruzzo. Nella calura appiccicaticcia romana Eleonora e Liviana sistemano i panni bagnati sui fili, lo stendino è piazzato di fronte alle porte degli appartamenti nuovi di zecca, su un grande pianerottolo spoglio. Finalmente le lenzuola quest’inverno si asciugheranno per bene, l’umidità non spezzerà più le ossa.  A via di Valle Aurelia, nel complesso di case popolari di cemento grigio e rosso, centinaia di famiglie sono alle prese con la loro nuova vita. “Era una casa che volevamo tantissimo, avevamo baccajato con tutte le forze. Io con la pancia grande, in attesa della seconda figlia, stavo sempre a protestare. Vieni pure tu, dicevano, così la casa ce la danno”. Eleonora è nata in valle, nella borgata di Roma Ovest sorta spontaneamente alla fine dell’800 attorno alle storiche fornaci. La nuova vita delle fabbriche, costruite in epoca romana e utilizzate a fasi alterne fino alla prima metà del secolo scorso, aveva dato impulso a un esodo da ogni regione d’Italia. Donne e uomini accorsero dal Veneto, dalle...

Miguel Vila / Padovaland, linguaggio e paesaggio

Il percorso che Miguel Vila (Padova, 1993) propone nella sua opera d’esordio Padovaland (Canicola, collana “I Quindici”, 160 pp., 18 euro) offre uno spaccato estremamente a fuoco di quelle che sono le dinamiche interpersonali della generazione attuale, che comprende i nati degli anni ’90, (i cosiddetti millenials), la cui realtà quotidiana è permeata da un senso di smarrimento profondo. Nonostante il titolo, con un gioco di parole, rimandi ad una sorta di area geografica di fantasia, che prende il nome di Padovaland - insieme terra desolata e scintillante Luna-park - la porzione di realtà che viene raccontata è tutt’altro che “verde” e spensierata. Assume piuttosto dei tratti grotteschi, e i colori saturi e le geometrie video-ludiche delle vignette - che esasperano il piano della realtà in una sua eco virtuale - disegnano una periferia veneta asettica e straniante. È in questo paesaggio che l’autore inserisce alcune storie di ragazzi, o meglio ancora di ventenni (sul cui disegno ed espressività avrò cura di soffermarmi in seguito, ma anticipo già che alcuni volti e inquadrature sapranno catturare l’attenzione del lettore). Il paesaggio, oltre a costituire un vero e proprio nucleo...

Un'intervista / Gipi e Critone: “Aldobrando, il mio lato più luminoso”

Un eroe dal cuore puro e una principessa in pericolo. Un medioevo immaginario popolato da guerrieri brutali, stregoni e inquisitori machiavellici. Aldobrando, scritto da Gipi (al secolo Gian Alfonso Pacinotti) e disegnato da Luigi Critone, è un’avventura nel senso più classico del termine, ma per il fumettista pisano è anche un ritorno alla fantasia, dopo tanta realtà anche tormentata (come quella raccontata nel 2019 in Momenti straordinari con applausi finti). Ed è anche una prima volta: la prima volta di Gipi come sceneggiatore “puro”, la prima volta alle prese con una storia di totale fantasia. Per affrontare la prova, Gipi si è scelto come scudiero un amico, oltre che un disegnatore dal talento cristallino: Luigi Critone, fumettista italiano da tempo attivo in Francia. Insieme hanno creato Aldobrando, da poco pubblicato da Coconino Press, che in Francia (dove è uscito a gennaio per Casterman) ha già raccolto l’affetto del pubblico e diverse nomination ai premi più importanti del settore. Aldobrando è un ragazzo che non sa nulla della vita finché non lascia la casa del suo vecchio maestro per “correre il mondo”: un mondo che doveva essere originariamente quello medievale-...

Fumetti / Lucca Comics, gli ultimi americani

È il 1982, Adrian è un ragazzino di otto anni ed è il suo primo giorno in una nuova scuola a Fresno, in California. È un nuovo arrivato, deve presentarsi alla classe, e lo fa parlando della sua passione: disegnare e collezionare fumetti. Per i suoi compagni, e per la sua maestra, i fumetti sono quelli di Walt Disney (Topolino, Paperino), invece Adrian è un avido lettore di fumetti di supereroi e il suo idolo è John Romita (storico disegnatore dell’Uomo Ragno): i suoi nuovi compagni di classe ci mettono pochissimo a etichettare Adrian come un nerd, uno sfigato e, di conseguenza, a bullizzarlo a ogni intervallo.   Ma nonostante questi inizi turbolenti, Adrian Tomine non ha abbandonato la sua passione e oggi è uno dei più affermati cartoonist americani. Ed è con questo episodio che apre il suo ultimo libro, La solitudine del fumettista errante, uscito a giugno per Rizzoli Lizard. È l’autobiografia ironica e a tratti spietata di un autore di fumetti “indipendenti” negli Stati Uniti. Una nicchia nel panorama dell’editoria a fumetti nordamericana, che ruota attorno a due case editrici di culto, la Fantagraphics di Seattle e la Drawn&Quarterly di Montreal, e ad autori che sono...

Io e l’asino mio / I Crepax: ritratto di una tribù

È quasi inevitabile che Io e l’asino mio. Storie dei Crepax (Bompiani, 18 euro), a firma di Valentina Crepax, abbia in copertina la Valentina dello zio Guido Crepax. Eppure, mentre lo leggevo, mi tornava in mente la copertina francese de La vita, istruzioni per l’uso di George Perec: la facciata in trasparenza di una grande casa di cui si rivela la vita nascosta e al tempo stesso collegata tra gli appartamenti ai diversi piani. La vita comunitaria dei Crepax, una grande casa sempre aperta a tutti, è il tema di questo libro – ma l’effetto è più quello di un numero speciale del ‘Linus’ di Giovanni Gandini – che Valentina ha dedicato alle storie della sua famiglia. Una famiglia allargata che comprende la nonna, i figli Franco, fortunato discografico cresciuto con Nanni Ricordi, e Guido, laureato in architettura ma poi creatore del personaggio di Valentina, e di tutta la loro discendenza.    “Vivevamo tutto insieme perché non c’erano tanti soldi, perché era più pratico essere a portata di mano gli uni degli altri, per rubare le caramelle a mia nonna, non so perché”, scrive Valentina. La sua “è la storia di una famiglia veneto-napoletana, ma alla fine milanese, della...

L'estate in città / Altre forme di vita

      Leggi anche: Pietro Scarnera | Nuovi inizi Pietro Scarnera | Moscerini Pietro Scarnera | Ultras  Pietro Scarnera | La casa del popolo Pietro Scarnera | Attraverso i muri Pietro Scarnera | La santa

Estate in città / La santa

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Anteprima / È la nebbia che va

A volte ci si dimentica di come possa essere consolatoria e di compagnia la matita. Il suo silenzio grafico impressionante – carico di senso, quella sorta di fuliggine che palesa un contorno e simboleggia ombre; tratteggia tagli di luce. In un periodo come questo, in cui “inquadrare”, “arginare”, soprattutto “contenere” sono stati per diverso tempo i mantra di una grave emergenza sanitaria, il fumetto, con il suo svolgimento visivo su carta – da un quadro all’altro – aiuta la lettura degli eventi, ricollocandoli in una successione cronologica che, procedendo consequenzialmente fra i pieni e i vuoti delle immagini, ristabilisce un rapporto di proporzioni simulando l’andamento nello spazio. Milano è ancora una volta la protagonista di questo disegno. Una Milano ritratta, rievocata e ricordata da Giancarlo “Elfo” Ascari nel nuovo volume È la nebbia che va. Storie milanesi, edito da Milieu edizioni (pp. 304), che ho potuto leggere quest'estate, in anteprima. Inizialmente prevista per lo scorso marzo, la pubblicazione è stata infatti travolta dall'incalzare degli eventi per essere definitivamente rimandata all'autunno.    Giancarlo Ascari. La ricca antologia...

Estate in città / Attraverso i muri

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