Abitare

Due maestri a confronto / Vico Magistretti e Carlo Aymonino, Milano e Roma

Da qualche tempo, l'architettura italiana della seconda metà del XX secolo è tornata ad essere protagonista delle rassegne espositive di Triennale, luogo di studio e di ricerca sulla cultura del progetto, grazie al programma che ne ripercorre la storia con retrospettive dedicate ad alcuni dei suoi grande maestri. E così, dopo Ettore Sottsass, Mario Bellini, Osvaldo Borsani, Achille Castiglioni, Giancarlo De Carlo, Enzo Mari, ecco due mostre dedicate l'una al milanese Vico Magistretti (1920 - 2006) e l'altra al romano Carlo Aymonino (1926 - 2010), entrambi tra i maggiori esponenti della cultura architettonica del novecento.   Vico Magistretti Architetto milanese    Con il ritardo di un anno dal centenario della sua nascita, causa emergenza sanitaria, Milano celebra dunque...

Una mostra al MAXXI / Aldo Rossi, il più classico dei moderni

Capita, a volte, che qui da noi si generino antinomie tra due contendenti, reali o presunti tali, e che si creino di conseguenza schieramenti contrapposti (o supposti) di sostenitori dell'uno o dell'altro. E questo accade ab antiquo. Senza retrocedere eccessivamente, si constata un simile costume già dai tempi dei (consapevoli) Guelfi e Ghibellini e dei letterari Montecchi e Capuleti. Poi, con qualche salto temporale, ecco la volta dei verdiani e dei wagneriani (all'insaputa tanto di Verdi, quanto di Wagner). Segue quindi il caso delle guareschiane figure di Don Camillo e Peppone (così prossime alla quotidianità della provincia italiana post bellica e oltre). E come tralasciare, tra i reali competitor sportivi, le tifoserie di Coppi e di Bartali o dei meneghini Inter e Milan e di tutti i...

1600 anni / Se Venezia vive, di Mario Isnenghi

Venezia è senza dubbio la città italiana più famosa al mondo, mito che ingloba pure quello della sua fine. Il lockdown, che lo scorso anno ne ha svuotato le strade, pareva realizzare l’apocalisse universale spesso coniugata alla Serenissima nel moderno. Contro tale identificazione mortuaria insorge adesso con foga caparbia Mario Isnenghi in Se Venezia vive, da poco in libreria. Lo storico ritratta le proprie posizioni di adolescente vicino a Pompeo Molmenti, strenuo difensore tra il secondo ‘800 e gli inizi del ‘900 della Venezia d’antan.  Il partito degli esteti, tra struggimento e malinconia, si fa paladino del rovinismo e della fatiscenza, nell’ossessione del “com’era, dov’era”. Da qui le bocciature ai progetti architettonici pur prestigiosi come quelli di Wright nel 1953 e di Le...

Milano capitale della cultura del progetto / ADI Design Museum Compasso d’Oro

Dopo decenni di riunioni, dibattiti e vicissitudini più o meno travagliate, il 25 maggio 2021 si è finalmente inaugurato il nuovo ADI Design Museum, che ospita la Collezione del Compasso d'Oro.    Il Premio Compasso d'oro   Il Premio Compasso d'Oro, curato dall’ADI (Associazione Design Industriale, fondata a Milano nel 1956) è il più antico e il più prestigioso premio per il disegno industriale al mondo. Nato nel 1954 in seno a La Rinascente, per merito di Gio Ponti e di Alberto Rosselli, esso raccoglie e amplia un'idea di Augusto Morello.  Mentre tutti sanno chi è stato Gio Ponti (se ne legga qui), la figura di Augusto Morello (1928 - 2002), purtroppo, è ricordata soltanto dagli addetti ai lavori. Torinese di nascita, con una laurea in chimica, dopo una formativa...

Federica Doglio intervista Mirko Zardini / L'architettura dopo la Crisi

Quello del libro-intervista è un genere diffuso ma sempre difficile da affrontare in una recensione. In fondo tra l’Autore e i lettori si colloca già un mediatore, che è lì proprio per organizzare, dare ordine e rendere più accessibili a tutti le idee e le opere di chi è intervistato. Il libro curato da Federica Doglio ha però una grazia particolare che fa dimenticare velocemente questo lieve imbarazzo, ricorda più la voce silenziosa di Il Signor Mani che le molte interviste di specialisti del genere, che cercano nelle risposte conferme alle proprie teorie, o peggio quelle di carattere accademico, nelle quali le lunghe domande sembrano soprattutto aspirare a convincere l’intervistato della lealtà intellettuale dell’intervistatore. Federica Doglio in realtà non è affatto silenziosa (o “...

Fotografia di architettura / Sul margine liquido della città

FD – Alle prime luci del mattino di una giornata di inizio giugno del 2020 mi trovo su una piattaforma di cemento, rialzata di un piano rispetto al sottostante livello stradale, per riuscire a dominare con lo sguardo l'accesso al gigantesco parcheggio di un centro commerciale situato sul margine orientale dell'area metropolitana di Roma. Nell'inclinazione ancora piuttosto bassa dei raggi del sole, la massa indistinta di lamiera blu scuro che ricopre l'orizzonte inizia lentamente a prendere definizione; una volta montato il mirino spot da cinque gradi sul mio esposimetro Minolta posso iniziare le misurazioni.   "Architectural photography can involve a lot of waiting; the building becomes a kind of sundial, while you wait for a shadow to crawl away from a detail you want, or for the...

La città in divenire / Abitare la periferia

La periferia, soprattutto quella romana, non ha mai smesso di produrre ingegnose koinè politico-culturali variamente alternative. Il decennio populista ha rafforzato questa identità creativa, esibendo una sovrapposizione tra le fratture sociali della (e tra la) popolazione e una certa collocazione geografica: la periferia è così divenuta concetto politico, punto d’osservazione privilegiato e addirittura prioritario delle lotte di classe in Occidente. Almeno nella forma spuria e stralunata che queste sono andate assumendo nel XXI secolo. Le più disparate contraddizioni sociali, economiche, culturali che trovano la loro genesi su di un piano compiutamente globale, confluiscono in questi territori che alcuni hanno provato a definire “non-luoghi”, ma che in realtà assomigliano sempre più a “...

I diritti dell'ambiente / Abitare Venezia

Che cosa diremo... Che cosa diremo, noi che ancora ci abitiamo, ai bambini e ai ragazzi nati a Venezia o venuti ad abitarci, che oggi frequentano le sue scuole? Ci vorranno, ci potranno abitare e lavorare? O dovranno andare via, magari all’estero?   Calce, acqua e lingua Aspetto il mio turno per il vaccino antinfluenzale davanti all’ambulatorio, appoggiato al muretto che divide il rio terà Cazza dal rio de San Polo. Sento le parole di un uomo che, in coda dopo di me, indica alla moglie due muri che affondano nel canale. Dice: «Àra la malta de sto muro, che xè ancora bona dopo tanti ani» e la confronta con quella tutta sbriciolata sul muro accanto. Gli chiedo di spiegarmi. Lo chiedo in italiano e lui capisce che sono “foresto” (pur residente da tanto) così mi risponde gentilmente...

La casa-manifesto degli anni Settanta / Capanna primitiva sulla via Emilia

L’architetto Corrado Marocci sul finire degli anni Settanta decide di costruirsi da solo, con l'aiuto di un muratore, la propria casa nella campagna alle porte di Reggio Emilia. La casa, costruita con materiali poveri, è destinata secondo i calcoli del suo ideatore ad avere vita breve, si pensa al massimo 15 o 20 anni. In realtà resiste da più di 40 anni, ed è tuttora la sua casa. Il racconto parte da un'esperienza privata, il tentativo di un gesto utopico di auto-costruzione del proprio riparo lontano dalla città, forse memore della capanna di Laugier, ma si porta con sé anche le valenze e le implicazioni politiche e sociali che animavano all'epoca il suo inventore. Corrado Marocci, presidente allora di una delle maggiori cooperative di abitazione di Reggio Emilia, decide di costruirsi...

Lessico metropolitano / Gianni Biondillo: l’arte di raccontare la città

La scrittura di e per l’architettura ha subito in questo ultimo decennio un lento tramonto. Non mancano le cronache mondane sui pochi architetti noti (quelli che i giornalisti si ostinano a chiamare ancora star architects), qualche intervista di rito in occasione di eventi eccezionali o della Biennale di turno, pezzi che si concentrano su situazioni curiose o inattese (il grattacielo più alto, verde, sottile; le classiche riserve indiane di genere o età anagrafica; le architetture più cool da visitare durante le vacanze; i progetti per i bambini, gli animali, le piante; le raccolte di ristoranti, librerie, negozi, appartamenti da non perdere...) ma, in fondo, convivo con la sensazione che alla maggior parte della gente non interessi l’architettura o, semplicemente, non la veda come un...

Due libri sulla periferia milanese / La città degli orti

Milano appare una città a più dimensioni tra loro incongruenti: decentemente integrata nel suo ristretto territorio comunale, lacerata nella cintura metropolitana denominata oggi Grande Milano. La diversità amministrativa che distingue Milano da altri grandi centri urbani, e in primo luogo da Roma, potrebbe mascherare, a uno sguardo disattento, la sostanziale analogia che invece la accomuna al resto delle cosiddette città globali: la progressiva dualizzazione del territorio urbano. Fenomeno ancor più controverso se relazionato a un contesto metropolitano soggetto ad un prolungato periodo di crescita economica, sostenuta oltretutto da una narrazione pubblica volta a magnificarne le sorti. Milano, insomma, non è solamente in controtendenza rispetto al resto del paese: è divenuta a sua...

L'ultimo futurista / Joe Colombo: una matita felice

Joe Colombo (1930-1971) sapeva disegnare. La sua ‘matita felice’ non aveva esitazioni mentre tracciava i contorni degli oggetti che progettava, dando così forma visibile a tutto quanto esisteva già nella sua fervida mente. Il tratto nitido, chiaro, privo di esitazioni dei suoi schizzi di progetto è rivelatore di un pensiero altrettanto nitido e chiaro. Non per nulla egli è stato uno dei designer più prolifici del secolo breve e, sicuramente, fra i molti, il più ingegnoso, tanto da essersi meritato il titolo, e con buona ragione, di 'leggendario' (Matteo Kries, 2005). Ha infatti all'attivo centinaia e centinaia di progetti, concepiti in meno di un decennio di attività, che oggi, a cinquant'anni dalla sua troppo prematura scomparsa, sono stati tutti censiti e schedati nel ponderoso volume...

Intervista a Manlio Brusatin / Colori, ombre e righe

Manlio Brusatin, storico delle arti e architetto, si occupa da sempre del mondo visivo: immagini, colori, linee, esaminati nella pittura, nell’architettura, nel design e nella letteratura. I suoi libri, in particolare Storia dei colori, pubblicato da Einaudi e tradotto in moltissime lingue, offrono una disamina estesa e articolata sul tema del colore, fatta di analisi puntuali, divagazioni curiose e riflessioni personali. L’ultimo suo libro ha un titolo e un argomento curioso: Il cappello di Leonardo, pubblicato lo scorso anno da Marsilio; parto da qui per porgli alcune domande.   Copertina del libro Il cappello di Leonardo. Nel suo ultimo libro Il cappello di Leonardo, una biografia intellettuale e artistica di Leonardo da Vinci, lei parte dal problema del suo volto e dall’...

#designinpigiama / Alessi. Tante care cose

È possibile avere nostalgia del lockdown?  Io ce l'ho per due motivi.  Il primo è il silenzio. Ho la fortuna di abitare in una casa con un giardino popolato di ulivi e di fiori che si affaccia su un lago, lambito dalla Via Appia, una strada piuttosto trafficata fin dall'antichità. Divenuta muta per effetto dei provvedimenti governativi anti Covid-19, in quei mesi aveva ceduto lo scettro dei rumori dei motori al silenzio, rotto, soltanto a tratti, dai suoni della natura. E allora, ecco risalire fino alle mie finestre pigolii, cinguettii, frinii, squittii e qualche volta anche il grufolare degli animali selvatici, o ancora il ragliare dell'asino di proprietà di uno dei miei vicini, insieme allo starnazzare delle sue oche e al chiocciare dei suoi polli, in un'estasi bucolica di...

Allieva di Le Corbusier / Ingrid Wallberg, la storia e i capolavori di un'architetta

Che Le Corbusier sia stato un tombeur de femmes (e per giunta maschilista) lo narrano tutte le cronache e le aneddotiche del tempo, perciò appare ancor più contraddittorio (ma forse non lo è) che egli abbia influenzato e promosso ben tre delle più illustri architette europee del modernismo. Nel suo studio, o comunque sotto la sua egida, si sono infatti formate la francese Charlotte Perriand (1903 - 1999) l'irlandese Eileen Gray (1878 - 1976) e la svedese Ingrid Wallberg (1890 - 1965).  Charlotte Perriand, si sa, ha lavorato a lungo con il maestro (dopo il respingente esordio in cui questi tentò di dissuaderla con la famigerata minaccia: «Ici, on ne brode pas des coussins»), cofirmandone, addirittura, molti capolavori. Di Eileen Gray si conosce il lungo e travagliato rapporto di...

Architettura come poema civile / La rivolta di Aldo Rossi e Guido Canella

La bella mostra Aldo Rossi. L’architetto e le città dedicata dal Maxxi di Roma ad Aldo Rossi è stata per me un appassionato incontro con la poetica di un maestro amato fin dai miei primi anni di formazione, alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, dove frequentavo il laboratorio di progettazione di un altro grande maestro: Guido Canella. Aldo Rossi e Guido Canella: a ragione ritenuti gli ultimi esponenti della “Scuola di Milano”, che dagli inizi del secolo scorso vanta straordinarie poetiche (Ponti, Muzio, Asnago e Vender, Bottoni, Figini e Pollini, Terragni, Gardella, Albini, BBPR e molti altri). Due personalità molto diverse, unite da un’amicizia durata tutta la vita e dal comune giovanile impegno; divergenti nelle poetiche e negli intendimenti che le sorressero. ...

Gadget / Gaudisney a Milano

Il gadget: oggetto sovrannumerario che vanta eredità di un certo rilievo (il feticcio) e che esclude o elude il valor d’uso (“non serve”), ma che produce forme forti o deboli di affezione (feeling) o di piacere. A volte non se ne può fare a meno (godimento). In ogni caso, aggregato alla merce come interessato “regalo”, quando non merce esso stesso. In tal caso, supplemento assoluto, portatore di una enigmatica quota di plus-valore o di plus-godere. Di incerto statuto istituzionale e formale (arte? design? semplice divertimento?) passa al di sotto di ogni forma di classificazione. Pare che oggi questa specie di oggetti proliferi, e che se ne possano trovare a ordini di grandezza assai diversi, dal minimo del pupazzetto di IKEA al massimo del Museo. Eccone un esempio.   C’è la facciata...

Portare la foresta nella città / L'ecologia di Hundertwasser

Nel 1931 a Vienna, quando Hundertwasser non ha ancora compiuto tre anni, muore Arthur Schnitzler. A volte sembra che le idee maturino lentamente, restando nascoste come semi nella terra, aspettando solo che intorno si faccia caldo, che il terreno sia pronto per non sbocciare inutilmente, l’humus deve essere stato preparato da altre idee che si sono appoggiate accanto e, impregnando il terreno, stratificandosi nel tempo, hanno pazientemente atteso il nascere di un nuovo albero, per nutrirlo e farlo crescere forte e pieno. Agli inizi del Novecento, a Vienna, il terreno è pronto per accogliere la scoperta che avrebbe colorato tutto il secolo: l’uomo mette il piede, per la prima volta da sveglio, sul terreno molle e infido dell’inconscio.    Succede nel cuore dell’Europa, dove i...

Anticamente moderni / Strade e palazzi di Milano e Lombardia

I resti di un’esperienza di avanguardia nell’edilizia civile milanese si trovano dietro i bidoni della spazzatura al civico 29 di corso Magenta. Lo segnala la storica dell’architettura Roberta Martinis nel saggio Anticamente moderni. Palazzi rinascimentali in Lombardia in epoca sforzesca (Quodlibet, Macerata 2021).      Martinis svolge una scrupolosa indagine sull’architettura civile lombarda degli ultimi vent’anni del Quattrocento, chiedendosi “se sia la cerchia milanese legata all’umanesimo antiquario a creare le condizioni di committenza per accogliere le sperimentazioni formali di Bramante, Battagio e De Fondulis” (p. 11), o se abbiano influito le “mentalità diffuse […] che attraversano obliquamente le aree dei linguaggi”, come sostiene Manfredo Tafuri in Ricerca del...

Tra architettura, religione, psicologia / Roberto Orefice, entronauta

Ci sono persone che nell’arco della loro esistenza terrena vivono più vite, e tutte straordinarie (nel significato proprio del termine di ‘fuori dell’ordinario’): Roberto Orefice (1935-2021) è stato una di queste. Mente brillante, dotato di una intelligenza superiore alla media, colto, sagace e appassionato in ogni cosa che faceva, ancora giovanissimo ha scritto brani di critica all’architettura italiana del dopoguerra, le cui somme acuzie e lungimiranza sono ancora ineguagliate. Nell’età di mezzo è stato un insegnante di progettazione architettonica innovativo e maieutico, capace di stimolare al massimo grado la creatività dei suoi allievi e di indurli ad esprimere il proprio talento, perfino quello più recondito. Infine, nell’età matura, ha agito come terapeuta sensibile e profondo....

Cooperazione a Zurigo / Kalkbreite: una nuova frontiera dell'abitare

Nell'estate del 2014 ci siamo trasferiti dall'Italia a Zurigo e, complice la notizia di un nuovo figlio in arrivo, abbiamo iniziato a cercare una casa più grande, un'esperienza che, specialmente in questa città, può essere molto lunga e a tratti deprimente, se non si è foraggiati da redditi copiosi. Un'offerta risicata di case, prezzi costantemente in aumento e operazioni di gentrification sulle aree centrali ancora abbordabili sono tutti fattori che spingono fuori città, verso le aree più periferiche o i piccoli comuni del cantone, gli abitanti in genere e le famiglie con bambini, che necessitano di più spazio, in particolare. Io non conoscevo nessuno e vivere in centro, come ero abituata in Italia, mi avrebbe fatto sentire meno sola. Questo rendeva però la ricerca ancora più difficile...

Monet, Finley, Jencks, Cisler e Tej / Quattro ponti

Il ponte non è soltanto il collegamento territoriale che conosciamo: senza ponti anche la storia della pittura e la storia del paesaggio sarebbero diverse. Il percorso filosofico-poetico del ponte è stato in parte ricostruito da Michel Serres nel suo L’art des ponts, in cui l’essere umano viene definito addirittura homo pontifex. L’importanza del motivo nel campo della pittura europea e degli effetti della rappresentazione di ponti iconici nelle opere d’arte resta da scrivere. Pensiamo al bellissimo ponte di stile antico nell’allegoria del Buongoverno e del Malgoverno senese (lo stesso ponte si vede sia nel paesaggio produttivo e pacificato del contado ben governato, che nel locus terribilis del paesaggio mortifero come risultato del territorio mal amministrato), un oggetto che riapparirà...