Il nuovo lessico della libertà

Significati

 

In questi mesi, c’è stata un’accelerazione di nefandezze e imbrogli. Un gran mescolamento significante dei principali aggettivi del nome Libertà ha sconvolto anche l’imponente statua che naviga il cielo davanti a New York. Si sta chiedendo che senso ha continuare a navigare dove ai padri pellegrini si sono sostituiti i figli raminghi, esuli dai massacri cui siamo indifferenti, dove il fondamentalismo islamico mette piede, con la sua religione di guerra. 

 

Proviamo a prendere il significato “ufficiale” in ognuno quattro derivati di Libertà.

 

Libertario. Prima definizione ufficiale Treccani: 

libertàrio agg. e s. m. (f. -a) [dal fr. libertaire]. – 1. Che, o chi, considera e proclama la libertà totale di pensiero e di azione come massimo valore nella vita individuale, sociale e politica, da salvaguardare e difendere contro tutto ciò che tende a limitarla (sinon. spesso di anarchico): un rivoluzionario l.; un radicale con idee libertarie; come sost., un l., un gruppo di libertarî

 

Liberale. Prima definizione ufficiale Treccani:

liberale agg. [dal lat. liberalis «proprio di uomo libero», quindi «nobile, generoso»; il sign. politico è della fine del ’700]. – 1. a. Largo nello spendere e nel donare, generoso, magnanimo: è sempre stato d’animo l.; lverso i poverildel proprioldi favoridi consiglid’incoraggiamentiIulio IIcome si fu servito del nome del lper aggiugnere al papatonon pensò poi a mantenerselo (Machiavelli). […]

 

Per “liberista” prenderò la definizione “liberismo” di Treccani:

liberismo – In senso ampio, sistema imperniato sulla libertà del mercato, in cui lo Stato si limita a garantire con norme giuridiche la libertà economica e a provvedere soltanto ai bisogni della collettività che non possono essere soddisfatti per iniziativa dei singoli (in tal senso è detto anche liberalismo o individualismo economico); in senso specifico, libertà del commercio internazionale o libero scambio, contrapposto a protezionismo.

 

Libertino. Qui prenderò la quarta definizione di Treccani, mi sembra la più sintetica e appropriata:

4. Uomo di costumi licenziosi, di condotta disordinata, dedito ai facili amori: un vecchio l.; è un limpenitente; come agg.: fare vita libertina. ◆ Raro, in tutte le accezioni, il femm. libertina.

 

Sono gli aggettivi ufficiali del nome Libertà. Alcuni significati si intrecciano e sovrappongono. Non so fare una dotta esposizione storica di queste e altre “definizioni ufficiali”. Il mio intento è dare un contributo a comprendere come ai significati di cui sopra, negli ultimi tempi siano accadute significazioni inusitate. A tratti inconcepibili. 

 

Significazioni

 

Nel linguaggio quotidiano, un significato assume significazione quando il suo uso produce slittamenti semantici più o meno percettibili, nella maggioranza dei casi, a volte radicali, invece. Come in questi casi concreti. 

 

Libertario. Gruppo radicale presente nel mid-west degli Stati Uniti, sostenitori di Donald Trump, attivi durante l’assalto al Campidoglio di Washinton, primo tentativo di Colpo di Stato fascista negli Stati Uniti. Sostenitori del libero mercato delle armi, suprematisti bianchi, simpatizzano per il Ku Klux Klan.

 

 

Liberale. Termine che nasconde, dietro la magnanimità delle multinazionali, un imbroglio gigantesco. Esempi: l’industria del tabacco deve mettere sui pacchetti una immagine di morte che, anziché svegliare la coscienza dell’acquirente, lo rende cinico; l’industria del gioco d’azzardo deve accantonare fondi per dire quanto sia pericolosa la patologia da dipendenza che lei stessa produce. A Las Vegas, ci sono le migliori cliniche behavioriste che permettono al paziente di andare avanti e indietro programmandosi e de-programmandosi a ogni porta girevole della clinica e della sala da gioco. Poi ci sono i nuovi magnati, che si presentano al pubblico per dichiararsi salvatori dell’umanità, e producono materiali inquinanti, oppure abbattono i prezzi, sfruttando il lavoro dei bambini schiavi.

 

Liberista. Il liberista “ufficiale” (come da definizione), dovrebbe battersi per leggi anti-trust, per garantire la distribuzione naturale delle opportunità e delle risorse. Di modo che la “mano invisibile” non si trasformi in “longa manus”. Nella definizione Treccani: longa manus locuz. lat. (propr. «lunga mano»), usata in ital. come s. f. – Espressione, non classica ma di formazione recente, con cui si indica la persona (eventualmente il gruppo, l’organo, l’istituzione) che, più o meno nascostamente, agisce per incarico e per conto d’altri, o di cui un potere si serve come strumento per conseguire i propri scopi.

 

Libertino. Stupratore, esaltato dalla virilità ristretta – quella di cui scrive Chiamamanda Ngozi Adichie in Dovremmo essere tutti femministi (Einaudi, 2015, p. 21) – che imprigiona gli uomini in una gabbia di impotenza, che fa scaturire il sintomo violenza e stupro. Libertina, al femminile, donna che provoca il suo stupratore, tolleranza zero nei tribunali per le donne che vestono come pare loro.

 

La significazione è un movimento. Smuove, appunto, e interroga. Sollecita il significato statico di un termine e lo rende agente. Spinge la comunità a mutazioni semantiche sostanziali. L’inconscio, sostiene Freud, non considera la contraddizione, al suo posto manifesta una formazione compromissoria, il sintomo, che è paradosso. Questo è ciò che intende Freud quando parla di “mobilità degli investimenti”. Le cose dell’inconscio si muovono, mutano, si confondono. Le definizioni del dizionario mantengono stabilità. Le definizioni, di questi tempi, sono un po’ come quando nel film Il pianeta delle scimmie, Charlton Heston, cavalcando sulla spiaggia, ritrova il rudere sepolto della Statua della libertà e dice: “sono a casa, sono a casa. Voi uomini, l’avete distrutta…”

 

Significante

 

Da tempo abbiamo imparato che il significante non è mero segno formale e astratto, privo di contenuto semantico. Piuttosto il significante non può essere descritto, non possiede una definizione. Benché indescrivibile, il significante possiede un’ascrizione. Il soggetto ascrive il significante all’altro. Per esempio: il soggetto collettivo, che costituisce un insieme – poniamo l’insieme “massa” – ascrive a un proprio sottoinsieme – poniamo il sottoinsieme “medici” – un potere dittatoriale. I medici diventano agenti di diffusione del male. 

 

Sul piano della realtà storica, è noto che i medici abbiano un potere. Ma il loro potere consiste in saperi che tengono in vita le persone il più a lungo possibile, piaccia o no. Tuttavia l’inconscio non considera il potere come diviso in parti. Il potere è unico. Se il potere è tale, ogni soggetto di potere è onnipotente. In psicoanalisi questo tipo di pensiero è definito psicotico. Ai medici viene ascritta la “dittatura sanitaria” e il loro potere viene ribaltato in virtù di un’ascrizione paradossale un ribaltamento del significante. È come quando, di fronte a una persona che soffre di paranoia e ti dice: “vede dottore? Là fuori c’è una cimice della CIA che ci sta spiando”. Se il terapeuta cerca di mostrargli che ciò è impossibile, o almeno improbabile, il paranoico ascrive al terapeuta di essere parte della CIA.

Ma quando questi significanti assumono un ruolo collettivo, allora siamo allo sgretolamento del tessuto sociale. La libertà si auto-fagocita e distrugge se stessa. Questo il suo paradosso.

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