Tocatì. Tutti in gioco

Tutti gli anni, a settembre, per alcuni giorni, un’intera città, Verona, si mette a giocare. Per strada, lungo il fiume, in slarghi e piazze, sui marciapiedi, decine di migliaia di persone, piccole e grandi, convergono nella città scaligera per partecipare a Tocatì, Festival Internazionale dei Giochi in Strada (quest’anno dal 17 al 19 settembre). Tutti a giocare, tutti in gioco. E tutti i giochi, tutti per gioco. E non solo giochi, ma anche spettacoli, convegni, presentazione di libri, esposizioni, incontri, musiche e danze.

 

Nato nel 2003 da un progetto dell’“Associazione Giochi Antichi” con lo scopo di valorizzare il gioco tradizionale e trasmettere le tradizioni millenarie che caratterizzano i popoli, nel corso degli anni è divento un punto di riferimento mondiale per tutti gli appassionati di gioco tradizionale. Grazie anche alla collaborazione dell’Amministrazione comunale di Verona e delle realtà culturali, associative e imprenditoriali della città, la manifestazione ha potuto allargare sempre di più la partecipazione di ospiti di nazioni europee e mondiali, dalla Spagna alla Grecia, dal Messico alla Cina, una per anno che hanno portato a Verona, assieme ai loro giochi un’ampia varietà di espressioni culturali e spettacolari, che hanno contribuito a diffondere le tradizioni ludiche quali veri e propri presidi culturali  di territori in continuo mutamento. Identità e modelli che fanno parte del patrimonio immateriale dell’umanità e che favoriscono le comunicazioni e i rapporti tra i popoli.

 

Uno degli elementi che da sempre ha favorito la comunicazione e gli scambi tra i popoli, l’acqua, è stato scelto come tema dell’edizione di quest’anno che,  dopo l’edizione dello scorso anno condizionata dalle restrizioni del Covid dedicata alle Italie dei borghi in gioco, ha potuto convocare come ospiti ben quattro nazioni accomunate dalla forte incidenza dell’elemento acquatico: Francia, Belgio, Croazia e Cipro, che sono anche i Paesi che supportano la candidatura UNESCO di Tocatì al “Registro delle buone pratiche di salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale”.

 

Gioco delle noci, Gioco Tradizionale femminile, Italia, Liguria, ph. Barbara Rigon


Quello del patrimonio immateriali è un tema molto importante, perché non esistono solo i beni materiali, tangibili e visibili, ma anche quelli prodotti dalla cultura e dalla tradizione. Una ricetta, come un gioco, è un bene immateriale che può essere realizzato, giocato o cucinato. Beni potenziali, come gran parte della cultura umana.

 

Ciascuna di queste nazioni invitate presenterà pratiche di gioco e sportive legate all’acqua, mediante rappresentazioni e gare dal vivo e in streaming. Alcune spettacolari e specifiche dei singoli luoghi, altre come declinazioni differenti, ma spesso curiose, di espressioni ludiche che si possono rinvenire in tempi e luoghi diversi, come espressione di una base antropologica comune, derivante non solo da consuetudini ma anche da sostrati mitici che risalgono a epoche molto antiche, come testimoniano immagini e testi e racconti millenari. A questo proposito va segnalato che durante il festival verrà dato inizio a un grande inventario condiviso delle opere d’arte legate al gioco, su cui invitiamo a leggere il contributo di Maria Luisa Ghianda recentemente pubblicato su doppiozero. Così come sul tema del cibo quello di Gianfranco Marrone leggibile qui.

 

Alcuni di questi aspetti saranno poi approfonditi dagli incontri con antropologi, artisti e scrittori che interverranno per tutta la durata del festival. La scelta dell’acqua come centro focale della manifestazione non può che favorire l’ampliamento di questo ventaglio di rappresentazioni e riflessioni. Ma il centro resta il gioco. Gara di abilità, prova di coraggio, evoluzione di comportamenti nati dal bisogno, superamento di ostacoli e paure che le insidie delle acque sempre nascondono anche quando hanno l’apparenza più pacifica (chi abita vicino a un fiume ne ha esperienza, senza bisogno di rivolgersi alle navigazioni marine e oceaniche), saranno presentate dai vari ospiti italiani e internazionali: per esempio la pesca a cavallo dei gamberetti che si svolge sulle spiagge delle Fiandre; l’uso dei trampoli per attraversare terreni acquitrinosi da parte di pastori francesi, o le gare di Voga alla Veneta, che nata dalla particolare condizione idrogeologica di canali, palùi e barene, della laguna veneta si poi estesa a fiumi e laghi dell’entroterra veneto e lombardo. Ma non mancheranno altri giochi da strada più tradizionali, come alcune varianti croate e francesi del gioco delle bocce con altri materiali o una variante cipriota della lippa, o una ligure, delle Cinque terre, del gioco delle biglie che molti dei meno giovani hanno praticato nella loro infanzia, ma in questo caso fatto con delle noci che si tratta di colpire al volo per accrescere il proprio bottino. 

 

Insomma, un’occasione per divertirsi e imparare, di mostrare ai propri figli un patrimonio di giochi semplici, da fare all’aperto, in compagnia di amici e sconosciuti, che la realtà virtuale rischia di far dimenticare e che invece costituiscono una grande occasione non solo di divertimenti spensierato e autentico ma anche altrettanto possibilità di confronto e di costruzione di legami comunitari, che possono essere anche condivisi dalle differenti generazioni.

 

Per informazioni

Segreteria del Festival e Associazione Giochi Antichi

cell. 342 7842761

www.tocati.it - info@tocati.it

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Zattieri di San Michele all'Adige, Giochi Tradizionali italiani