Il cocomero degli asini

«The exciting fruits are always an amusement to catch the uninitiated observer», è l’ironica clausola alla voce Ecballium elaterium del manuale inglese sulla flora selvatica mediterranea (M. Blamey-C. Grey-Wilson, Wild flowers of the Mediterranean, A&C Black, London).

 

 

 

Lo consultai per identificare la strana pianta che mi fece sobbalzare di sorpresa mista a spavento lungo un sentiero della Basilicata. Si trattava certo di una parente del cetriolo per il fusto prostrato, peloso e scabro, per i fiori femminili isolati, gialli, a cinque petali, portati all’ascella di foglie triangolari, alterne, spesse e ispide, dal grosso picciolo e margine dentellato. Infatti vi trovai la pianta classificata tra le cucurbitacee, me stessa – invece – tra gli osservatori ingenui.

 

 

Ancora una volta, Maurice Maeterlinck mi solleva dall’incarico di descrivere quel congegno a orologeria, quell’arma tossica pronta a esplodere al tatto degli impreparati novizi:
Il suo frutto carnoso, che somiglia a un piccolo cocomero è dotato di un’energia, una vitalità inspiegabile.

 

 

Per poco che lo si tocchi, al momento della maturazione, questo frutto si stacca immediatamente dal peduncolo con una contrazione convulsa, rilasciando dall’apertura prodotta dal distacco un getto mucillaginoso mischiato a numerosi semi di una potenza così prodigiosa che trasporta la semente a quattro o cinque metri dalla pianta natale. Questo gesto è altrettanto straordinario quanto sarebbe per noi, fatte le dovute proporzioni, svuotare e lanciare con un solo spasmodico movimento tutti i nostri organi, il sangue e le viscere a mezzo chilometro dalla nostra pelle o dal nostro scheletro. (L’intelligenza dei fiori)

 

 

Diffusa in tutte le regioni italiane tranne che in Val D’Aosta, Friuli e Lombardia, anche per questo ebbe buon gioco di me la scorsa estate. Nota pure come Mormodica elaterium (così Maeterlinck), questa erbacea perenne sfoggia divertenti nomi popolari come schizzetto, sputaveleno (l’amara elaterina causa infiammazioni a occhi e mucose) o cocomero asinino.

 

 

Con gli onagri deve avere in effetti un’intesa speciale: dopo la beffa ai miei danni, dev’essersi accordata con il mulo scalciante sul viottolo che da Pietrapertosa conduce a Castelmezzano.

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06 Agosto 2013