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Premio Nobel

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Intervista al Premio Nobel / Venki Ramakrishnan: io e i geni

Con l’occasione della lettura magistrale dal titolo “My adventures in the Ribosome: Nature’s Amazing Nanomachine” nell’ambito di Nanoinnovation 2021, presso l’Università la Sapienza, abbiamo incontrato a Roma Venki Ramakrishnan, Premio Nobel 2009 per la Chimica, autore di La macchina del gene recentemente pubblicato da Adelphi, di cui abbiamo parlato su queste pagine lo scorso maggio.   Professor Ramakrisnan, nel suo affascinante resoconto della “gara per decifrare i segreti del Ribosoma”, la nano-macchina cellulare che trasforma l’informazione genetica in tutte le proteine di cui abbiamo bisogno nel corso della nostra esistenza, lei racconta molti dietro le quinte della ricerca scientifica insieme alle tappe, ai viaggi, ai successi, ai fallimenti, alle nuove scoperte che infine hanno permesso a lei e ai suoi collaboratori di comprendere la struttura atomica di quello che viene definito “il crocevia della vita” e, particolare non secondario, di conquistare il Premio Nobel per la Chimica. Qual è la sua nuova corsa, oggi, dopo aver raggiunto un traguardo così prestigioso, a cosa sta lavorando? Come ha avuto la gentilezza di ricordare appena ora, ho lavorato alla decifrazione...

Premio Nobel / Louise Glück, la durezza della poesia

Io non ero presente, e il piccolo aneddoto mi è stato raccontato da un poeta italiano. Il luogo è Yale University, all’incirca nel 1992, quando Louise Glück, ora Premio Nobel per la letteratura 2020, ha appena pubblicato The Wild Iris, un libro in cui, come scrisse un critico allora, pare che l’autrice abbia solo due preoccupazioni: i fiori, e suo marito. Dal marito avrebbe divorziato. Dai fiori, mai, perché una parte consistente della poesia di Louise Glück consiste appunto nel dar voce ai fiori. In quell’occasione, Louise Glück partecipava a una tavola rotonda sulla poesia, e qualcuno le fece l’inevitabile domanda: a quale poeta, uomo o donna, si ispirava? A quale linea della letteratura americana? Chi l’aveva influenzata? (Domanda cruciale in quegli anni a Yale, sia per chi seguiva le teorie dell’influenza poetica di Harold Bloom, sia per chi le rifiutava abbracciando il postmodernismo e la decostruzione.) Louise Glück rispose: “La prossima domanda, per favore”. Chi mi raccontò l’episodio mi fece notare che se la domanda fosse stata rivolta a un italiano, i presenti sarebbero stati sepolti da una valanga di riferimenti: nella mia formazione c’è stato questo, e quest’altro, e il...

Il Nobel a Bob Dylan

La vicenda del Premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan, che molti aspettavano e molti temevano, comincia nel 1997, quando un professore di inglese del Virginia Military Institute di Lexington, di nome Gordon Ball, fa circolare una raccolta di firme per sottoporre la candidatura di Bob Dylan all’Accademia di Svezia. Ball non arriva per caso alla decisione di far nominare Dylan. Ha conosciuto Andy Warhol, ha collaborato con Jonas Mekas e ha curato tre libri con Allen Ginsberg. Non è fatto con lo stampino accademico, ha le credenziali. Posseggo una copia dell suo libro ’66 Frames, pubblicato dalla Coffee House Press di Minneapolis, con dedica personale. L’ho incontrato nel 2007 proprio a Minneapolis, in occasione della prima conferenza internazionale su Bob Dylan (alla quale lui, lo scorbutico oggi premiato, non mandò neanche un biglietto di ringraziamento, né un augurio, niente).   Gordon Ball se ne stava quieto, dietro il banchetto dei suoi libri, aspettando un acquirente (in quel caso, io) e, chissà, aspettando il Nobel a Dylan per cui lui aveva iniziato la campagna, in un paese dove molti non sanno nemmeno che cosa sia il Premio Nobel (gli studenti americani,...