Animalia
Andrea Giardina

Andrea Giardina, saggista e scrittore, vive a Como. Ha recentemente pubblicato Le parole del cane (Le Lettere 2009), uno studio sull'immagine del cane nella letteratura italiana del '900. Tra i suoi altri libri si ricordano Provvisorio congedo dell'umanità (con S.Mantovani, edizioni Zelig) e le antologie Contro la guerra (ed. Zelig), Parole della montagna (Baldini Castoldi Dalai editore). Collabora con L'Indice dei libri del mese.  

05.10.2021

La nascita del can-uomo / Simon Garfield, Il miglior amico del cane

Tra le numerose suggestioni che ci offre Il miglior amico del cane del divulgatore inglese Simon Garfield (Ponte alle Grazie, trad. di Alessandro Peroni), ce n’è una che lascia il segno: “Persone che difficilmente mi saluterebbero se camminassi da solo ora chiacchieravano rilassate con me; se sono con il cane, gli altri mi considerano più affidabile, meno minaccioso, più dolce. Avere un cane, mi resi conto una volta di più, non ci lega solo a un essere vivente ma a un mondo più ampio, un mondo responsabile e socievole, una comunità con uno scopo”. Che sia questo il segreto della relazione uomo-cane? L’uomo che diventa “can-uomo” ha qualcosa in più perché è parte di un gruppo più affidabile? Vede il mondo diversamente? Si comporta in un altro modo? Aveva allora ragione Nietzsche, quando...

08.08.2021

Linguaggi animali / Miao, bau, cip cip

Pur essendo fortemente controintuitivo, il percorso che è stato intrapreso nell’analisi della relazione tra uomo e animale va in una direzione delineata con forza. Gli animali stanno progressivamente acquisendo una fisionomia autonoma, slegata dal ruolo di strumenti al servizio dell’uomo, a cui dovrebbero essere “secondo natura” subordinati per la loro presunta insufficienza cognitiva. La gerarchizzazione aristotelica delle specie, assolutamente antropocentrica e fondata sulla convinzione che gli animali non abbiano ragione, intelletto, opinioni – teoria resa ancora più rigida dall’antropologia cristiana attraverso la riflessione di Tommaso d’Aquino – sta cedendo il passo, anche a livello di senso comune. Due libri ci guidano a cogliere la portata del fenomeno. Il primo è la densa...

06.05.2021

Cani, topi e scarafaggi / L’animale nazista

La distruzione del popolo ebraico è il punto d’arrivo. Ma la weltanschauung che lo ha consentito si è formata nel tempo, ha ricevuto impulso dal darwinismo e si è pienamente configurata quando, con il nazismo, la presenza ebraica ha definitivamente assunto la fisionomia di una minaccia biologica, contro cui era indispensabile intervenire con misure estreme. Ma un aspetto è fondamentale. Nel momento in cui la violenza nazista si è manifestata, la sua logica era costruita attorno a un processo di animalizzazione della società. Uomini e animali non sono mai stati così vicini come nei dodici anni del nazismo trionfante. Il razzismo nazista si è costruito dentro un percorso fortemente interspecifico: agli eletti, uomini e animali superiori, si oppongono i reietti, i sottouomini e gli animali...

30.01.2021

Origini e futuro dei quattrozampe / Attenti ai cani

Quanta storia ha alle spalle il cane. Il nostro cane, quello con cui condividiamo ogni spazio della casa? E, soprattutto, che storia ha alle spalle questo vivente che fa sempre più parte della nostra vita?  Alle domande non è facile dare risposta. O meglio, come dimostra l’etologa Paola Valsecchi in Attenti ai cani (Il Mulino), è possibile dare più risposte, fondate spesso su ipotesi destinate ad essere continuamente aggiornate.  Partiamo da quanto è sicuro. Il primo elemento è relativo all’ascendenza del cane, che è interamente da attribuire al lupo, con cui condivide il 98% del DNA mitocondriale, come ha dimostrato nel 1997 un gruppo di genetisti guidati da Carles Vilà. Ma il lupo in questione non ha nulla da spartire con il lupo moderno. Si tratta infatti del lupo ancestrale...

26.11.2019

MASI, Lugano / I cani-uomo di William Wegman

Sono umani, sono come noi. Il percorso di William Wegman riflette (e anticipa) quanto è avvenuto nella relazione sapiens-cane negli ultimi quarant’anni. I cani hanno fatto ingresso nelle case, hanno abbandonato il ruolo di subalterni e ci sono diventati pari. Li pettiniamo, li vestiamo, li coccoliamo, li accudiamo come i nostri eterni bambini. Possono stare con noi sempre, ogni barriera è caduta. Dormono con noi, intrufolati tra le nostre gambe. Guardo i cani di Wegman. Sono 200 foto in mostra al MASI di Lugano, le vedo per la prima volta, ma mi dicono che per gli americani sono immagini generazionali, comparse un po’ ovunque, dai calendari alle pubblicità.   Sono immagini con cui ci sono cresciuti insomma quelli che erano bambini negli anni Settanta. Polaroid, perlopiù, belle, che...

18.12.2017

Sull’Appennino tra parentesi / Castelluccio

Tra i Castelluccio d’Italia, il “mio” è la frazione che sta sopra a Porretta Terme, sulla dorsale che segna il confine tra l’Emilia e la Toscana. Per le carte amministrative è provincia di Bologna, anche se a brevissima distanza ha principio la provincia di Pistoia. Il paese è un pugno di case raccolte tra la chiesa di Santa Maria Assunta, edificata a ridosso di un’asperità rocciosa, detta il Sasso, e il castello Manservisi, sito di antiche origini che venne rimesso in sesto nell’Ottocento medievaleggiante. A cavaliere della montagna, Castelluccio sembra correre su una cresta sottile. Lo circondano ampie discese verdi, che digradano verso il fondovalle. In direzione sud, si staglia la massa imponente del Corno alle Scale, ma la vista è innanzitutto occupata dal monte Piella, che con i...

26.10.2017

Stretta parentela / Animali umani (troppo umani)?

Inizialmente avevo una certa difficoltà a sentirmi “padre” del mio cane. Per una sorta di virile vergogna preferivo considerarlo un compagno con cui trascorrere alcune ore della settimana, perlopiù camminando insieme per i boschi. Senza volerlo, cercavo di tenerlo lontano dall’eccessiva confidenza, e sembrava che quelle instabili regole di convivenza che avevo elaborato, esito di sensazioni più che di convinzioni ragionate, potessero davvero funzionare. Poi il cane, Osvaldo, l’incrocio segugio, si fratturò una zampa durante una scorribanda solitaria tra i castagneti. Quella fasciatura infranse la barriera: il “degente” venne teneramente accolto nel letto matrimoniale, durante la notte. Se ne stava accoccolato in fondo, anche se in qualche occasione cercava di avvicinarsi a me o a mia...

13.03.2017

Il cane come modo per parlare di noi stessi / Social dog

Il volpino Boo ha tutto per essere irresistibile: è piccolo, con la testa tonda, il nasino, due occhietti espressivi, la coda vaporosa. Quando gioca, estrae ritmicamente la lingua dalla bocca, con delicatezza ma continuamente, come un bambino che cerca di compiere uno sforzo superiore alle sue capacità. Dimostra intelligenza e segue con attenzione quanto gli viene proposto, ma quando si abbandona sul pavimento, forse per stanchezza, trasmette un senso di resa. Marnie è una shih tzu anziana, sguardo perso, fare dinoccolato. Camminando inclina la testa di lato e non riesce a trattenere la lingua che penzola fuori dalla bocca. Sembra che ami assumere posture stravaganti, il pelo arricciato confusamente lascia intendere un certo disinteresse nei confronti dell’etichetta, ma esprime pure quel...

07.02.2017

Due insegnanti replicano ai professori universitari / Non sanno

Non sanno niente Andrea Giardina   “Non sanno niente”. Chi frequenta le malinconiose aule scolastiche sa che l’espressione è probabilmente la più ricorrente tra gli insegnanti. Una parola d’ordine, quasi un refrain, recitato talvolta con sofferta pietà nei confronti delle misera insipienza, talaltra con acrimonia appena rattenuta verso i guasti dei tempi e, in aggiunta, con un certo sottile compiacimento per la certezza di non essere parte della volgare schiera. Ma l’accusa di ignoranza crassa ricorre soprattutto in una circostanza. Si tratta di quella dolente fase d’avvio del percorso scolastico che, complici le ineffabili imprecisioni del sistema, si protrae almeno fino a Natale.   È questo il momento in cui i Consigli di classe si compattano per esprimere gli esiti dei test d...

14.01.2017

L’orso

Io, dell’orso, non so alcunché. Ho letto un libro interessante, quello di Bernd Brunner (Uomini e orsi), ho visto qualche film dove gli è riservata una parte anche cospicua (nitida è almeno la scena madre di The revenant), ma non posso dire di conoscerlo, neanche alla lontana. Il problema è che io, come tutti, di orsi veri ne ho visti pochi, anzi pochissimi. Qualcuno al circo impegnato in neghittosi esercizi a sfondo comico (c’era anche un orso col cappellino in testa, uno di quelli delle feste sceme o degli scemi in festa?), altri osservati mentre si trascinavano stancamente per la loro buca al parco zoo delle Cornelle, vicino a Bergamo. Basta. Non ho altri elementi, anche perché non reggo i documentari naturalistici, che sono sempre eccessivamente didattici, noiosamente inclini a farti...

21.12.2016

Roberto Marchesini / Il cane secondo me

Il libro appena pubblicato da Roberto Marchesini, Il cane secondo me (Sonda), si struttura attorno all’idea che “oggi il cane è condannato a stare sempre al posto di qualcos’altro. Un cane metafora a cui abbiamo tolto la facoltà di parola”. Così, proprio negli anni in cui i cani sono dappertutto, e possono seguirci quasi ovunque, quanto sembra sfuggire è la loro reale identità. E, di conseguenza, il motivo per cui li teniamo al nostro fianco.  C’è chi mi dice: “A che serve un cane?”. La domanda è insopportabile, indubbiamente, anche perché si accompagna all’idea che, se non servi a qualcosa, non hai senso. Ma è anche una domanda che fa germogliare riflessioni, non fosse altro che per sopire insidiosi sensi di colpa. Un cane, in effetti, per come lo tengo io, per come lo teniamo quasi...

05.12.2015

Rembrandt Bugatti. Animali e guerra

È un giorno di inizio inverno del 1916. Rembrandt Bugatti, scultore animalista, muore suicida a Parigi nell'appartamento di due locali "non molto luminosi ma sufficientemente grandi" che ha affittato in rue Joseph Bara. Apre il gas del lampadario e si sdraia sul letto, vestito con quella raffinatezza che lo aveva sempre contraddistinto. Quando lo trovano non è ancora morto, ma le successive cure in ospedale non producono risultati. Al doppio funerale, prima a Parigi e poi a Milano, sua città d'origine, sono presenti pochissime persone, perlopiù familiari. Bugatti, recita il necrologio scritto dall'amico Giulio Ulisse Arata, "aveva vissuto nella vita come un estraneo, ed è morto come lo sconosciuto che cancella dietro di s...

25.08.2015

Il cane ci precede

Il cane ci precede. Prima lui e poi noi sapiens. Il cane ci ha fatto uomini, ci ha aiutato a diventare la specie dominante (ma ha un senso questa parola?), ci ha fornito l'esempio di stili di vita fondati sulla fedeltà, ci ha sostenuto e ci sosterrà sempre nei momenti difficili, nelle zone di passaggio, nelle penombre dell'esistere. L'idea, semplice ma sconvolgente, è alla base del libro di Gian Piero Quaglino Meglio un cane (Raffaello Cortina Editore 2015), che si pone come un punto d'arrivo nella abbondante (e in gran parte stucchevole) letteratura "canina" degli ultimi anni. Perché quanto fa Quaglino è mettere da parte le "certezze" della scienza e, mandando gambe all'aria le gerarchie, rifarsi al mito, alla...

01.02.2015

Ponte Chiasso

Quel confine che separa Chiasso da Ponte Chiasso, ovvero dall’estremo dei quartieri comaschi, pur nella sua natura di linea di poche centinaia di metri – uno starsi vicino nello sfioramento appena accennato – è sempre più l’equivalente di un fossato, che sembra progettato da uno staff di etnologi. Sì perché, anche se la popolazione di Chiasso è in gran parte italiana di nascita o di origine, da qualche anno lì, nell’aria, si respira un clima, per così dire, più europeo, accompagnato a un senso di geometrico ordine, a un gusto per uno stile di vita più regolare ma non uggioso.   Dogana, ph. Giovanna Silva   La Chiasso della metafora di Arbasino – quella del confine dietro l...

27.11.2014

Contro il calcio

Il calcio è un’infezione diffusa con insinuante pervicacia in parti esorbitanti del lutulento e immane corpo sociale. Che attualmente non ci siano rimedi non è una valida ragione per eludere il problema, la cui unica soluzione sarebbe quella, radicale, di abolire per legge la pedestre attività. Ridotto agli spazi illuni della clandestinità forse il calcio potrebbe tornare ad essere uno sport, e potrebbe, con dosata cautela e trascorsi almeno cinque decenni, di nuovo essere concesso ai meno compromessi tra i praticanti.   Ma per il momento ci vorrebbe l’occhiuto intervento di una polizia sportiva che illiberalmente sequestrasse palloni, distruggesse i campi (soprattutto quelli con l’orripilante fondo sintetico), costringesse giocatori e...

16.10.2014

Cornia: una saga domestica e animalesca

Gli animali della vita di un uomo. Quanti sono? Quali sono? E perché ci sono? Domande che stanno dentro il romanzo di Ugo Cornia, saga domestica e animalesca (se il titolo è l’asettico Animali, il sottotitolo tra parentesi è il più orientativo “topi gatti cani e mia sorella”). Ma anche percorso –divagatorio, ondivago, tagliato continuamente a metà – che ci racconta cosa può voler dire vivere con un animale. Secondo abitudine, Cornia narra “come non sapendo”, ovvero scegliendo il punto di vista di un distratto uomo qualunque. Toglie i piedistalli, butta da parte le formule, le etichette, i titoli di merito. E poi fa la voce di uno che è “come se stesse chiacchierando con un amico”, producendosi in tutti quegli ammiccamenti, quei sottintesi, quelle omissioni che sono del discorso...

05.03.2014

A scuola di notte

È davvero notte quando entro in quinta geometri per la sesta ora, che inizia alle 22 e 25 e termina alle 23 e 15. Gli studenti superstiti, buttati qua e là tra i banchi, hanno facce da paura, i capelli scomposti, gli occhi arrossati. Paolo è uno di quelli che di giorno lavora, fa il fabbro. Mi guarda e sorridendo mi domanda se facciamo davvero lezione. Me lo chiede sempre e io, che pur vorrei tanto urlargli di no, allargo le braccia e dico la verità: “Ragazzi, se non vi racconto qualcosa mi addormento”. E immancabilmente lui ribatte: “Ma così ci addormentiamo noi”. Pochi ridono, perché sanno che è la verità. In effetti, come facciano a stare lì davanti a me, tentando anche di seguire qualcosa delle mie...

28.11.2013

Furukawa Hideo. Belka

Kiska è un’isola dell’arcipelago della Aleutine, estremo nord del pianeta, là dove le correnti calde dell’Oceano Pacifico si mescolano con quelle gelide del Mare di Bering. L’isola – rocciosa e inospitale – appartiene agli Stati Uniti, ma, nel 1942 insieme alla vicina Attu, viene  per alcuni mesi occupata dall’esercito giapponese. Quando gli americani ne riprendono possesso, a Kiska ci sono soltanto quattro cani, tre pastori tedeschi e un hokkaido. I giapponesi se ne sono andati, rapidamente e furtivamente, approfittando della nebbia permanente che li ha resi invisibili.   I cani non sono però cani qualunque. Sono veterani di guerra, esperti di situazione limite. Uno di loro, la femmina Explosion, apparteneva...

08.10.2013

Berlusconi: Dudù!

Berlusconi scende dall’auto, ha gli occhiali da sole nonostante la giornata di pioggia, la mascella serrata. Il video pubblicato da Oggi  riprende il suo arrivo a palazzo Grazioli il giorno dello strappo col governo Letta. Inopinatamente, sulla spalla del capo compare Dudù, il barboncino. Lo tiene come un sacco dal peso lieve. Dudù, dopo un rapido movimento della testa, sembra inanimato, più simile ad una sciarpa voluminosa che ad un cane.     Una foto, scattata qualche giorno prima, ritrae Berlusconi da dietro, a villa San Martino. Si vede la nuca, mezza schiena fasciata dalla giacca blu, frammenti d’arredamento. Dudù è appoggiato alla spalla sinistra del presidente. Lo sguardo – due piccoli occhietti neri -...

03.10.2013

Senza scuola

Roberto ha ventidue anni , ha smesso di andare a scuola quando ne aveva quindici, dopo due bocciature consecutive al primo anno di un Istituto professionale per meccanici. Da ragazzino odiava la scuola e non poteva sopportare l’idea di starsene fermo dietro a un banco anche per sette-otto ore di seguito. Non ha nessun ricordo particolare di quegli anni, nessun insegnante gli è rimasto nella memoria, così come nessun argomento trattato durante le lezioni.   Gli sembra soltanto di aver vissuto in una galera anonima, confinato in un angolo nebbioso, dove l’importante era resistere senza cedere alla rabbia. In questo gli erano molti utili i compagni, di cui conserva qualche nome, ma soprattutto il fancazzismo sistematico. “Nessuno aveva i libri, i...

06.06.2013

Cani in macchina

Il cane, una dalmata di nome Margaux, se ne sta seduta sui sedili posteriori di una “due cavalli”. E’ compunta, elegante nel tratto. Si nota subito che è abituata ad agire con stile, anche nelle situazioni peggiori. Non si fida, ha paura, ma cerca di non darlo a vedere. Soprattutto mantiene la misura, ovvero la dignità. Il suo sguardo va verso il posto di guida, verso lo spazio che le si apre davanti. E’ in attesa che qualcosa si verifichi. Congo non ce la fa invece ad autocontrollarsi. Chiuso nel portabagagli di una macchina di cui scorgiamo solo la parte posteriore, digrigna i denti e abbaia. E’ arrabbiato, con quella furia aggressiva e rumorosa che è di alcuni cani in difficoltà. La messinscena non gli piace, come non gli...

24.05.2013

Oggetti d'infanzia | La cartella

All’inizio lei non c’era. Il primo giorno di scuola della mia vita io ero senza cartella. Entrai in classe solo con la mia angoscia incredibilmente tenuta a freno dalla convinzione che non dovevo dare segni di cedimento e non dovevo piangere, nonostante avessi  tanta voglia di farlo. Mi sedetti a caso nel primo banco libero, a metà dell’aula. Mi sembrava di essere abbastanza simile agli altri quaranta bambini, tutti maschi, che mi stavano attorno. Mi sembrava che in fondo potessi anch’io resistere alla tremenda pressione di quel formidabile rituale. Non era stato poi così complicato salire lo scalone che dal piano terra portava al corridoio dove qualcuno mi aveva indirizzato verso la prima A, in quella che sarebbe stata la mia classe nella...

03.04.2013

Vecchi cani

I vecchi cani acquistano nello sguardo quanto perdono nel movimento. E’ uno sguardo capace di molte variazioni, che sa esprimere sentimenti e volontà diversi, che sa richiedere, che sa aspettare. Si direbbe uno sguardo con esperienza delle cose e soprattutto degli uomini. I vecchi cani ci conoscono bene, sanno tanto delle nostre abitudini, delle nostre manie, delle nostre paure. Non bisognerebbe mai dimenticarlo, i cani ci hanno visto come nessun altro. E, nonostante gli occhi velati, continuano a guardarci, anche quando siamo noi a non farlo più perché ormai abituati alla loro presenza, o, perché, soprattutto quando il cane non è il nostro, se è vecchio è spesso anche brutto. La raccolta di disegni di Giovanna Durì (“...

22.03.2013

Sabato mattina

Il sabato sono miei, o meglio, il sabato sono liberi, almeno dalle sette alle otto. È il momento in cui Francesco e Federico sanno di poter agire quasi senza opposizione, la mamma è già fuori e in casa l’unico adulto sono io. Inerme, disarmato, esposto alle loro malìe e ai loro inganni. E dire che cerco di far tutto per bene, di non commettere quegli errori che anche la para-pedagogia indica come esiziali. Che illusione! Alle sette e cinque sono già in crisi. Preparo la colazione ai due marmocchi sonnacchiosi che intanto si stanno lavando e vestendo. Sento arrivare dal bagno urla selvagge.   Federico, il seienne, ha attaccato Francesco, il novenne. Gli ha rifilato un calcio negli stinchi e gli ha addentato un braccio, all’altezza...