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Cinema

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La catena del destino: su Cloud Atlas romanzo e film

Nel 2004 ho trascorso molto tempo congedandomi per il momento dalla traduzione di narrativa, nel match affascinante e complicato con un romanzo cifrato e incatenato dal titolo L’atlante delle nuvole, notevole opera di David Mitchell. Un’opera piena di slang, neologismi, apax legomenon, e altre meraviglie linguistiche: il tutto connesso in una serie di vicende che hanno un unico comune denominatore. Il principio che ispira il libro, strutturato in sei storie fra di loro strettamente connesse, è infatti quello di una specie di allineamento delle anime durante i tempi, entità destinate a rivivere le stesse esperienze in momenti diversi della Storia. Alcune creature predestinate portano un segno, a forma di stella, che le identifica per determinate prerogative di visione (che spesso contribuiscono a portare quelle fortunate creature alla rovina). Per realizzare una versione italiana (firmata insieme a Lorenzo Borgotallo), di questa polifonia linguistica, è stato necessario un lungo dialogo con l’autore. Nel frattempo si creava, con gli ovvii décalages tra un paese e l’altro, in merito ai tempi editoriali, un team di traduttori che...

Paul Thomas Anderson. The Master

The Master, inutile negarlo, è un film contraddittorio: maestoso eppure trattenuto, massimalista eppure intimista. Grande Hollywood che parla con il linguaggio ostico di un kammerspiele: difficile da ipotizzare, e pure da vedere. Ma non potrebbe essere altrimenti per un film che cerca di restituire le profondità della mente attraverso l’unica realtà rappresentabile, e cioè il corpo umano nella sua impenetrabilità. Ché in definitiva, nonostante le giustificate perplessità di chi ha faticato a coglierne il senso (in patria il celebre Roger Ebert, qui da noi Roy Menarini), The Master parla di questo: del corpo, della mente e del vuoto che li circonda. Parla di come al di là di un volto, nei pensieri e nell’inconscio di un uomo – di tutti gli uomini – non ci sia poi molto, a dire il vero quasi nulla. E di come, però, quel nulla sia la cosa più vera che possediamo.     Ci si chiede perché Anderson abbia scelto il 70mm, dal momento che il suo film è quasi tutto girato in interni e soprattutto basato su uno scontro attoriale che vive momenti giganteschi in...

Ken Loach. La parte degli angeli

Per fortuna che c’è (ancora) Ken Loach. Per fortuna esiste un regista, e un uomo prima di tutto, che crede ostinatamente nelle persone e ancora più ostinatamente nel potere che il cinema ha di raccontarle, le persone. E per fortuna c’è chi, come lui, tutto questo lo fa fregandosene dei moralisti, dei benpensanti e del politically correct, riuscendo nonostante tutto a essere profondamente onesto, rigoroso e morale. Del resto la sua onestà sta nell’incapacità atavica e assoluta di mentire, di parlare in modo oscuro o di astrarre eccessivamente dalla reale i suoi racconti (anche se il suo film più significativo degli ultimi anni, Il mio amico Eric, sapeva far leva sulle corde del fantastico in modo esemplare), ma anche nella forza con cui sa guardare in faccia la realtà, senza eccessi didascalici, impastoiamenti ideologici o indugi paternalistici. E se la coerenza qualche volta lo costringe a prese di posizione e intransigenze anche piuttosto radicali (si vedano a tal proposito le recenti polemiche fra il regista e il Torino Film Festival), la militanza per le cause sociali di cui è inesausto e convinto...

I film dell’anno di doppiozero | Parte III

Dicembre, si sa, è il mese delle classifiche: i migliori dischi, i migliori libri, i gol più belli, il Pallone d’oro, i personaggi dell’anno. E ovviamente anche i film della stagione, che poi in realtà non si mai quali siano, se quelli usciti nelle sale, se quelli visti ai festival, se quelli recuperati su internet, se quelli che film veri e propri non sono, come le serie tv, ma che ormai hanno spettatori, ammiratori e imitatori più dei film stessi. Presi dalla serietà del gioco, abbiamo deciso di raccogliere le nostre preferenze e di stilare una lista il più possibile esaustiva di quello che il 2012 ha detto al cinema: nelle sale, nei festival, magari anche in tv, con la speranza di presentare una serie, ovviamente parziale e ovviamente contestabile, di consigli per la visione. Ne abbiamo selezionati 24, trovate i primi qui e qui, e di seguito gli ultimi otto.     Oltre le colline, di Cristian Mungiu   Il secondo lungometraggio del vincitore di Cannes con l’opera prima 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni spinge ancora più oltre l’idea di un cinema spietato, fatto di attese e durate...

With a deep distrust and a deeper faith

L’ultima volta che ho potuto coltivare il piacere di conversare con Emidio Greco – scomparso a 74 anni sabato, a Roma, dopo una lunga malattia che a un certo punto pareva aver sconfitto, ma che infine gli ha inflitto un colpo di coda crudele – è stato nella cornice ovattata d’una sala convegni al Lido di Venezia, durante l’ultimo Festival del Cinema. Velluti pesanti e generico plexiglas, del tutto incongrui col sole-scimitarra che splendeva fuori. Emidio mi aveva invitato a dialogare coi cineasti italiani dell’ultima generazione, sul senso del decennio appena concluso. Cosa resterà di questi anni Zero, o qualcosa del genere. Non mi era parsa una bizzarria, in effetti, come certo non era stata una stravaganza per lui. Tanto per lui cinema e letteratura (con l’aggiunta delle arti visive) erano, più che arti sorelle, oggetti della medesima sostanza. Ma se questo era ovvio per un uomo della sua formazione, e comprensibile anche per me che di quei tempi, si sa, sono un nostalgico, altrettanto non si poteva dire, con tutta evidenza, per gli altri partecipanti al (presunto) dialogo. Autori, alcuni dei quali da me peraltro...

I film dell’anno di doppiozero | Parte II

Dicembre, si sa, è il mese delle classifiche: i migliori dischi, i migliori libri, i gol più belli, il Pallone d’oro, i personaggio dell’anno. E ovviamente anche i film della stagione, che poi in realtà non si mai quali siano, se quelli usciti nelle sale, se quelli visti ai festival, se quelli recuperati su internet, se quelli che film veri e propri non sono, come le serie tv, ma che ormai hanno spettatori, ammiratori e imitatori più dei film stessi. Presi ovviamente dalla serietà del gioco, abbiamo deciso di raccogliere le nostre preferenze e di stilare una lista il più possibile esaustiva di quello che il 2012 ha detto al cinema: nelle sale, nei festival, magari anche in tv, con la speranza di presentare una serie ovviamente parziale, ovviamente contestabile, di consigli per la visione. Trovate i primi otto a questo link. Di seguito altri otto.     Amour, di Michael Haneke La Palma d’oro di Cannes, la seconda in pochi anni per Haneke, è il film che non ti aspetti, un’elegia algida come sempre, ma potente come un pugno nello stomaco, sull’amore e la vecchiaia. Nella storia di...

#140 cine: da giovedì 20 dicembre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 20 dicembre in sala.   La regola del silenzio - The Company You Keep  di Robert Redford (The Company You Keep, Usa 2012) #140cine Bello non è lo più da tempo, ma furbo lo è rimasto: Redford ritorna ai ‘70, scappa come il Condor, solo che stavolta è colpevole. Love Is All You Need di Susanne Bier (Den skaldede frisør, Ger-Dan-Fra-Ita-Sve 2012) #140cine Si può fare una commedia sdolcinata ed essere credibili? Senza troppo clamore, la Bier ci ha provato. E un po’ ci è riuscita. La bottega dei suicidi di Patrice Leconte ((Le Magasin des suicides, Bel-Can-Fra 2012) #140cine Si può fare un film per bambini che parli di morte e ci scherzi su? Con un po’ più di clamore, Leconte l’ha fatto giù le polemiche. Vita di Pi di Ang Lee (Life of Pi, Usa 2012) #140cine La tecnologia di classe sdogana qualsiasi cosa, pure il colonialismo ré...

Intervista a Susanne Bier

Quiz: quante registe donna riconosciute internazionalmente conoscete, di quelle che hanno vinto un Oscar con un loro film? Forse ai più verrà in mente un nome solo. Ecco, l’altro è quello della danese Susanne Bier, una delle più importanti registe contemporanee, vincitrice nel 2011 con In un mondo migliore dell’Oscar come miglior film straniero, di un Golden Globe e dell’European film Award, più di un’altra sfilza di riconoscimenti per i suoi film precedenti.     Perché non sia famosa come merita verrà fuori in qualche modo anche dalla conversazione che ho avuto il piacere di fare con lei a Roma, per il lancio del suo nuovo film, Love is all you need, una commedia romantica originale e non priva di risvolti drammatici, con Pierce Brosnan come protagonista insieme alla bella Trine Dyrholm, eclettica musa della Bier.   Susanne Bier arriva in una splendente camicia verde smeraldo e si capisce subito, dallo sguardo più brillante della seta che indossa, che è una persona fuori dal comune. Mentre ci presentiamo, proviamo il funzionamento del registratore e arriva il suo...

I film dell’anno di doppiozero

Dicembre, si sa, è il mese delle classifiche: i migliori dischi, i migliori libri, i gol più belli, il Pallone d’oro, i personaggio dell’anno. E ovviamente anche i film della stagione, che poi in realtà non si mai quali siano, se quelli usciti nelle sale, se quelli visti ai festival, se quelli recuperati su internet, se quelli che film veri e propri non sono, come le serie tv, ma che ormai hanno spettatori, ammiratori e imitatori più dei film stessi. Presi ovviamente dalla serietà del gioco, abbiamo deciso di raccogliere le nostre preferenze e di stilare una lista il più possibile esaustiva di quello che il 2012 ha detto al cinema: nelle sale, nei festival, magari anche in tv, con la speranza di presentare una serie ovviamente parziale, ovviamente contestabile, di consigli per la visione. Ecco i primi otto.     Holy Motors, di Leos Carax   Il film dell’anno, fosse anche per il clamore suscitato a Cannes, tra le urla al capolavoro e il fastidio per il talento esibizionista di Carax. Racconto di un giorno nella vita di un personaggio pirandelliano che è uno nessuno e centomila, Holy...

Milano nello sguardo del cinema

La conversazione qui pubblicata è estratta dal libro Una scelta per Milano. Scali Ferroviari e trasformazione della città (Quodlibet), a cura di Laura Montedoro: un corposo studio corale dedicato ai sette scali ferroviari milanesi dismessi che rappresentano un’occasione eccezionale e irripetibile di trasformazione urbana e di messa a punto di un’idea di città.   Il volume raccoglie pertanto numerosi contributi secondo uno schema tripartito: una prima parte contiene i saggi d’indirizzo volti a delineare strumenti e obiettivi del progetto urbano contemporaneo. La seconda parte presenta le esplorazioni progettuali per il riordino degli scali e una raccolta di casi studio. La terza, infine, propone una sorta di verifica a più voci delle ipotesi sviluppate nelle prime due, interrogando sia architetti e urbanisti, come Emilio Battisti, Pierluigi Nicolin e Luigi Mazza, sia personalità extradisciplinari di assoluto rilievo, come Ermanno Olmi, partendo dall’assunto che per capire una città sono necessari molti punti di vista, compreso quello del cinema, spesso trascurati dal mondo accademico ma forse gli unici in grado di restituire quel sentimento unico che Christopher Alexander...

#140 cine: da giovedì 13 dicembre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 13 dicembre in sala. Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato di Peter Jackson (The Hobbit: An Unexpected Journey, Nuova Zelanda-Usa 2012) #140cine Tre film da un libro di 342 pagine sono un bel record: e se gli altri due sono noiosi come questo, sarà dura arrivare alla fine. La parte degli angeli di Ken Loach (The Angel’s Share, Gb 2012) #140cine Loach ritorna con la sua commedia sociale, ma tira fuori un bello spottone al whisky scozzese: tutti in gita alla distilleria! Tutto tutto niente niente di Giulio Manfredonia (Italia 2012) #140cine Albanese uno e trino, Cetto La Qualunque al cubo. Il genio c’è, figuriamoci. Il cinema, invece, un po’ meno. Colpi di fulmine di Neri Parenti (Italia 2012) #140cine Siccome l’anno scorso il cinepanettone è andato in crisi, hanno deciso di sostituirlo con una solita, cara e vecchia cineporcheria. L’innocenza di Clara di Toni D’Angelo (...

Wes Anderson. Moonrise Kingdom

C’è qualcosa di diverso rispetto al solito, in Moonrise Kingdom di Wes Anderson. Qualcosa di nuovo, meglio ancora, insieme a tutto il resto che già si sapeva: famiglie infelici, bambini con l’espressione da adulti e adulti con l’espressione da bambini, copertine di dischi e di libri inventate, piani fissi frontali, case di bambola e un amore disperato per la vita, per i suoi momenti dolorosi e preziosi che solo i più restii all’immaginario modernista di Anderson, non troppo cinematografico e più votato alla letteratura e il graphic novel, non hanno mai voluto cogliere. Sarà per questo, perché Anderson fa i conti con lo spirito della nouvelle vague, liberandosi a tratti delle sue influenze grafiche e aprendosi al racconto a fior di pelle dell’amore giovane, con due ragazzini dai volti struggenti, lui occhialuto e nerd, lei impenetrabile e profondissima, che questa volta hanno apprezzato anche gli spettatori e i critici solitamente più ostili all’universo dell’autore dei Tenenbaum, commossi e ipnotizzati pure loro dalla fuga dei suoi due adolescenti protagonisti.    ...

#140 cine: da giovedì 6 dicembre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 6 dicembre in sala. Moonrise Kingdom - Una fuga d’amore di Wes Anderson (Moonrise Kingdom, Usa 2012) #140cine Anderson incontra la (sua) nouvelle vague, rifà se stesso, come sempre, ma pure Bergman e il muto. E gira uno dei film dell’anno. Ruby Sparks di Jonathan Dayton, Valerie Faris (id., Usa 2012) #140cine Uno scrittore incontra la donna della sua vita. È l’amore perfetto... anche perché l’ha creato lui con la macchina da scrivere. La bicicletta verde di Haifaa Al Mansour (Arabia Saudita 2012) #140cine Il primo film saudita girato da una donna. Basta a renderlo interessante? Visti i tempi, e il paese d’origine, sì, basta. Grandi speranze di Mike Newell (Great Expectations, Usa 2012) #140cine Non esiste decennio senza la versione di questo classicone di Dickens. Poi si lamentano che non la gente non va al cinema... Troppo amici di Olivier Nakache, Eric Toledano (...

#140 cine: da giovedì 22 novembre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 29 novembre in sala. Lawless di John Hillcoat (id.Usa 2012) #140cine Lucido e splendente come un gangster movie non dovrebbe mai essere: il digitale, in fondo, non è che puoi usarlo con tutto. Di nuovo in gioco di Robert Lorenz (Trouble with the Curve, Usa 2012) #140cine Non è che a Clint gli si voglia meno bene dopo l'endorsement per Romney, ma questo film sul baseball di cui è interprete è robetta. Una famiglia perfetta di Paolo Genovese (Italia 2012) #140cine Castellitto, solo e ricco, ingaggia degli attori per avere una famiglia almeno a Natale. Ed è cinico uno Scrooge de’ noantri. Cosimo e Nicole di Francesco Amato (Italia 2012) #140cine Vado in giro, vedo gente, faccio cose... Ecco, se a qualcuno interessa la profondità di certo cinema italiani è ancora quella. E se vivessimo tutti insieme? di Stéphane Robelin (Et si on vivait tous ensemble? , Francia...

Una conversazione con Miguel Gomes

In occasione dell’omaggio che il 30° Torino Film Festival (23 novembre - 1 dicembre) dedica al regista Miguel Gomes all’interno della sezione Onde, pubblichiamo alcuni passaggi dell’intervista che Francisco Ferreira ha curato per il catalogo generale.   Ex critico cinematografico, autore di cinque cortometraggi e tre lungometraggi, Miguel Gomes è una delle figure emergenti del cinema europeo. Proprio il 2012 è stato l’anno della sua consacrazione: il suo ultimo film, Tabu, presentato all’ultimo Festival di Berlino, è da più parti considerato uno dei capolavori dell’anno; meglio di The Artist e prima di Blancanieves (altro titolo in programma al Torino Film Festival) è una geniale riflessione sulla memoria del cinema, un mélo tra il Portogallo di oggi e l’Africa coloniale girato a tratti come un film muto, senza la nostalgia dello sguardo a ritroso ma con una forza creativa sorprendente.   Di Tabu e dei precedenti lungometraggi di Miguel Gomes, A Cara que Mereces (2004) e Aquele Querido Mês de Agosto (2008), il primo una folle rivisitazione di Biancaneve e i sette nani...

#140 cine: da giovedì 22 novembre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 22 novembre in sala. Il sospetto di Thomas Vintenberg (Danimarca 2012) #140cine Il vecchio film da cineforum, pieno di dilemmi morali, di temi scottanti, di cose che in un film ben fatto non ci dovrebbero stare. E la chiamano estate di Paolo Franchi (Itali 2012) #140cine E lo chiamano autore, Franchi, e lui ci crede, cita pure Marinetti, anche se lui solo sa perché e non viene voglia di chiederglielo. Dracula 3D di Dario Argento (Italia 2012) #140cine Eccone un altro che chiamano autore, uno che è stato un gigante, ok, ma che da tempo immemore è la macchietta di se stesso. O no? End of Watch - Tolleranza zero di David Ayer (End of Watch, Usa 2012) #140cine LAPD, cinema verità, poliziotti pre nulla bastardi, anzi buoni. Hollywood guarda all’underground nella forma, non nel contenuto. Il peggior Natale della mia vita di Alessandro Genovesi (Italia 2012) #140cine E dopo la peggior...

Bernardo Bertolucci. Io e te

Doppiozero dedica un piccolo speciale al nuovo film di Bernardo Bertolucci, Io e te, attraverso le recensioni di Pietro Barbetta e Margherita Chiti.       Potremmo inserirlo nella trilogia romana di taglio psicologico con La luna (1979) e L’assedio (1999). Due figli rifugiati in una cantina, nascosti sottoterra come accadeva a ebrei e dissidenti durante il nazismo, come ai sequestrati che s’innamorano dei sequestratori, come in un sogno: “ero nascosta nella grande casa del Padre, qualcuno mi stava braccando, mi cercava, sentivo il suo respiro; ma io ero in un luogo sicuro, sapevo che non mi poteva trovare”.   Così Lorenzo, figlio quattordicenne di una madre preoccupata, decide di marinare la gita sciistica della classe e rifugiarsi presso la cantina di casa.   Il ragazzo si presenta alla prima azione nello studio dello psicoanalista, un Pippo Delbono in sedia a rotelle. Che cos’è la normalità? Poi arriva a casa e trova la madre che parla al telefono di lui, di come abbia deciso da solo di andare dallo psicologo e di come lei sia contenta. Il figlio che va dallo psicologo per conto...

#140 cine: da giovedì 15 novembre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 15 novembre in sala. Alì ha gli occhi azzurri di Claudio Giovannesi (Italia 2012) #140cine Il titolo viene da Pasolini, il litorale di Ostia pure. E i ragazzi di vita sono sempre quelli, potenti, selvaggi, profondissimi. La sposa promessa di Rama Burshtein (Lemale Et Ha’chalal, Israele 2012) #140cine Cosa fanno gli ebrei ultraortodossi di Israele? Le donne si sbattono, gli uomini pregano, le ragazzine obbediscono. Non sempre. Acciaio di Stefano Mordini (Italia 2012) #140cine  Il titolo non viene da Pasolini, ma dalla Avallone. E il resto, inevitabilmente, viene da sé. The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2 di Bill Condon ( The Twilight Saga: Breaking Dawn - Part 2, Usa 2012) #140cine Dicono sia finita qui, ovviamente con la seconda parte della parte finale. Poi ci sarà la prima parte di quello che è venuto prima. 7 psicopatici di Martin McDonagh (Seven Psychopaths, Gb-Usa 2012) #...

Michael Haneke. Amour

Dopo che Michael Haneke ha portato a casa da Cannes la sua seconda Palma d’oro (solo tre anni dopo Il nastro bianco), osservando il consenso unanime che Amour ha ricevuto, per provocazione verrebbe da chiedersi se questa canonizzazione cannense non coincida con un certo esaurimento del mordente che il regista ha sempre impiegato nel suo gioco di implacabile e impietosa provocazione del pubblico. Non che il consenso debba per forza corrispondere a un tono più conciliante o a una rinuncia alla complessità, anche perché questo film è tutt’altro che semplice e consolatorio. Ma il cambio di tonalità invita ad interrogarsi. Senza voler concedere troppo ai vezzi critici dell’autorialismo, non può non sorgere qualche perplessità, quando un autore, famigerato per enigmaticità e misantropia, consegna una storia apparentemente così semplice, così crudamente umana come quella di Anne e Georges, insegnanti di musica ottuagenari, nella cui quieta e soddisfatta vita borghese s’insinua l’atroce banalità della malattia e della morte. Un ictus cerebrale coglie lei una mattina e, da l...

#140 cine: da giovedì 1 novembre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 1 novembre in sala. Skyfall di Sam Mendes (id., Gb-Usa 2012) #140cine 007 è tornato per il cinquantesimo anniversario. E dopo il botto della cerimonia delle Olimpiadi, è riuscito a fare ancora meglio. Oltre le colline di Cristian Mungiu (Dupa dealuri, Romania 2012) #140cine Dal regista di 4 mesi, 3 settimane... un’altra storia che è colpisce duro, rigorosa e austera come solo l’amore per Dio puà essere. Un’estate da giganti di Bouli Lanners (Les géants, Belgio 2011) #140cine Tutti hanno presente Stand by Me, il titolo italiano lo cita pure direttamente. Questo non è epico allo stesso modo, ma merita. Silent Hill: Revelation 3D di Michael J. Bassett (id., Usa 2012) #140cine Già un horror che ha la parola Revelation nel titolo toglie la voglia. Se poi è tratto da un videogioco, sai che roba... E io non pago - L’Italia dei furbetti di Alessandro...

#140 cine: da giovedì 25 ottobre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 25 ottobre in sala. Amour di Michael Haneke (id., Austria, Germania, Francia 2012) #140cine Non fatevi ingannare dalla fama di Haneke: questa volta, sotto la freddezza della superficie, cova per davvero un amore infinito. Io & te di Bernardo Bertolucci (Italia 2012) #140cine Un altro assedio, un’altra storia di dreamers, anche se malati e disillusi. Bertolucci è sempre lui, chi lo ama non sarà deluso. Le belve di Oliver Stone (The Savages, Usa 2012) #140cine Che Stone sia bollito è noto. Se poi si mette a fare film da Winslow, è fin scontato che venga fuori la tamarrata tirata a lucido. The Possession di Ole Bornedal (id., Usa 2012) #140cine Ma quanto è largo sto fondo del barile che l’horror satanicoconfessionaleincuiunabambinadàdimatto sta raschiando da anni? Viva l’Italia di Massimiliano Bruno (Italia 2012) #140cine E se invece della verità...

Matteo Garrone. Reality

Abbiamo deciso di dedicare un piccolo speciale al nuovo film di Matteo Garrone, Reality.   A parlarcene sono Roberto Manassero, Roberto Marone e Lorenzo Rossi.         Più dell’eclatante inizio del film, che ricorda Hitchcock nella forma e Fellini nel contenuto, il vero momento simbolico di Reality arriva alla fine, quando Luciano scala l’impalcatura della scenografia del Grande Fratello e a ogni passo fa cadere a terra delle assi, come se togliesse il trucco al mondo. Il campo lungo da cui è ripresa la scena tradisce un vago moralismo nello sguardo di Garrone, ed è opposto alla vicinanza con cui fino a quel punto ha filmato i protagonisti della sua Napoli inesistente e bellissima. Ma Reality è un film contraddittorio, la sua forza e la sua debolezza stanno l’una accanto all’altra.   Reality vorrebbe essere un film pasoliniano, a contatto con l’anima popolare di quell’Italia che un tempo agonizzava nella fine del mondo contadino e ora, sempre agonizzante ma agiata, si culla nel sogno della visibilità televisiva; Garrone ama i suoi personaggi, li segue e li...

#140 cine: da giovedì 18 ottobre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 18 ottobre in sala. Cogan - Killing Them Softly di Andrew Dominik (Killing Them Softly, Usa 2012) #140cine Va bene fare i fighetti, ma un noir che introduce l’eroe con "The Man Who Comes Around" di Johnny Cash di idee ne ha proprio poche. Il comandante e la cicogna di Silvio Soldini (Italia 2012) #140cine Bella l’idea delle statue che osservano dall’alto il nostro povero paese. Per il resto ci sono i soliti attori che vedi sempre. Il matrimonio che vorrei di David Frankel (Hope Springs, Usa 2012) #140cine La Streep e Tommy Lee Jones in questa inutile commedia sulla terza età? È proprio vero, a Hollywood interessano solo i giovani. The Wedding Party di Leslye Headland (Bachelorette, Usa 2012) #140cine In compenso, sempre a Hollywood, le commedie sballate sui matrimoni da sballare vengono quasi sempre bene. E pure tutte uguali. Le migliori cose al mondo di Laís Bodanzky (As...

#140 cine: da giovedì 11 ottobre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 11 ottobre in sala. Killer Joe di William Friedkin (id., Usa 2011) #140cine Friedkin is back (seppur con un anno di ritardo), ma pure black: il suo noir è fuori di testa e i fan sono andati in delirio. Tutti i santi giorni di Paolo Virzì (Italia 2012) #140cine Un film leggero come Virzì non ha mai fatto, un amore d'altri tempi per fortuna fatto solo di cinema, romantico e possibilissimo. On the Road di Walter Salles (id., Usa 2012) #140cine È un lavoraccio, ok, ma qualcuno dovrà pur farlo, no? Con tutti sti romanzi famosi a disposizione, vuoi mica non farci su un film. Iron Sky - di Timo Vuorensola. (id., Fin-Ger-Aus 2012) #140cine Ecco la trama che fa impazzire gli amanti del trash: i nazisti tornano sulla Terra dopo essersi rifugiati per anni sulla Luna! Total Recall - Atto di forza di Len Wiseman (Total Recall, Usa 2012) #140cine Tra le cose belle del prototipo c'era l...