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Resistenza

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25 aprile | Poesia e memoria della Resistenza

Quando si pensa alla letteratura della Resistenza, viene subito alla mente la prosa narrativa o memorialistica; solo in un secondo momento la poesia. Forse perché, come dice Calvino nell’introduzione a Il sentiero dei nidi di ragno, in tutti vi era una “smania di raccontare”, di farsi storytellers sui treni, nelle osterie, sulla pagina. Manca del resto un poeta che si sia completamente identificato con la Resistenza, come potrebbe essere Fenoglio per il racconto. O ancora un libro di poesia della Resistenza paragonabile a L’Allegria di Ungaretti che è il libro di poesia della Grande Guerra. E tuttavia un buon numero di grandi poeti del secondo novecento ha fatto il partigiano o ha fiancheggiato attivamente i gruppi clandestini: Zanzotto, Caproni, Fortini, Gatto, Solmi. I primi due hanno preferito rielaborare la propria esperienza post ’43 nella narrazione breve, mentre in poesia se ne rinviene traccia nella centralità del paesaggio per il primo, o, per il secondo, negli inseguimenti spaesati e nelle cacce caratterizzanti le ultime raccolte.   Quanto agli altri, forse per essenza stessa della poesia, poche sono le...

Borgosesia / Paesi e città

Sarebbe fin troppo ovvio candidare Varallo a rappresentante della Valsesia, ché la città è la gemma di cui la valle è il portagioie, col centro storico gremito di cose belle, i musei, le piazze, le vie così piccole che pare ci possa trascorrere solo un’aria leggera. Qui c’è il Sacro Monte e il fiore delle opere di Gaudenzio Ferrari e di Tanzio da Varallo, la Pinacoteca, il Museo di Storia Naturale, chiese punteggiate di affreschi fulgidi, e…   E quindi parlerò meglio di Borgosesia, dove son nato, città che fa il doppio di abitanti rispetto a Varallo (che ne ha 7000), e che, coi comuni limitrofi, compone un centro industriale un poco grigio e un poco anonimo. E anche ibrido: sta infatti a mezza via tra due distretti dalla fisionomia più nitida, quello biellese della lana, e quello delle valvole e delle rubinetterie che ha il suo centro d’attrazione nel Cusio; così Borgosesia ha un po’ dell’uno e un po’ dell’altro.     Sembrerebbe che la città ami scaricarsi delle proprie memorie, anche quando sono gloriose. Per dirne qualcuna, senza avere la pretesa di farne una gerarchia, ricordo che grazie a un borgosesiano, Alessandro Antongini, fondatore assieme ai fratelli...

Roma / Paesi e città

Abito al Pigneto, a Roma, da molti anni. A un paio di chilometri da casa mia, alla Marranella, a Torpignattara, sono stati uccisi quel padre e quella bambina cinesi mentre tornavano a casa dal loro esercizio commerciale; ho delle amiche che li conoscevano. Gli assassini non sono stati presi, uno dei due l’hanno trovato impiccato all’altro capo della città.     Il Pigneto, la Marranella, Torpignattara fanno capo alla stessa circoscrizione amministrativa, il VI Municipio: sono quartieri confinanti, che entrano uno dentro l’altro e si confondono, quartieri fratelli dai destini simili e diversi. Aree di prima periferia non lontane dalle mura, in una zona produttiva, hanno la vocazione ad accogliere chi giunge in città con pochi mezzi; hanno assistito, durante il fascismo, all’arrivo di nuclei popolari allontanati dal Centro. Stanno dentro la scia delle case di fortuna, del piccolo abusivismo a uso familiare, delle baracche, che ha segnato il Novecento a Roma. Ma hanno visto anche, negli anni Trenta, lottizzazioni a villini e palazzetti, case economiche e popolari. Poi negli anni Cinquanta e Sessanta, il sacco. Sono zone con...

Il raid partigiano

  La guerra di resistenza contiene tutti gli elementi canonici del raid. Il Johnny di Fenoglio polemizza con la conquista dello spazio, che hanno in mente i comandanti comunisti, affermando: “Dobbiamo inapparire, agire e risparire, mai fermi, sempre ubiquitous, e pochi e mai in divisa”. In effetti l’occupazione territoriale ampia, con creazione di repubbliche partigiane, ha rappresentato sempre un grande problema dato che si esponeva alla riconquista da parte di forze nemiche preponderanti. Le azioni, perlomeno in una fase iniziale, dovevano essere leggere, anche se talvolta combinate. Ancor più decisivo questo movimento a doppia freccia per i Gap, combattenti anonimi, il cui motto è “colpire e sparire”, come sostiene Giovanni Pesce, uscendo dalla folla metropolitana e risciogliendosi subito in essa. Infliggere danno senza subirne è prova di destrezza che crea frustrazione e paura tra i nemici, ammirazione ed emulazione tra i simpatizzanti, fino a generare un alone mitico di imprendibilità. Così Roberto Battaglia racconta, per esempio, delle gesta già leggendarie del capitano Melis nelle sue terre...

Forlì / Paesi e città

  Forlì è una delle tante città di provincia italiane che, nel tempo, ha mantenuto una continuità con le forme della politica e del vivere civile dell’epoca dei comuni. È stata, sino a non molti anni fa, ghibellina, non solo per la grande prevalenza nel suo tessuto sociale delle forze laiche, quelle comuniste-socialiste e quella repubblicana, ma anche per l’atteggiamento di fondo dei suoi abitanti, interessati in primo luogo a realizzare progetti chiari e autosufficienti. La prima virtù per un forlivese, e per la Romagna in genere, è la concretezza, seguita dalla capacità di fare meglio del diretto avversario. È da queste parti che la dimensione della gara, per esempio della corsa in bicicletta o in moto, acquisisce una valenza assoluta, diventa un modo di vita: non la sfida nascosta e logorante implicita nell’attuale sistema finanziario-informatico, ma quella aperta di chi vuole costruire e far vedere i risultati della sua opera.   Naturalmente, i forlivesi hanno dato sempre il loro contributo ai tentativi di rinnovamento, nel bene e nel male. Al centro della piazza principale c...

La Costituzione e Fahrenheit 451

Sembra una versione estrema di Fahrenheit 451 quella messa in scena da queste manifestazioni in cui si sfila per difendere la Costituzione. Non ne manco una, credo siano momenti di politica importanti, ma dopo un po’ mi sembra di vivere in una sorta di incubo: un mondo in cui tutti, ovunque, bambini, vecchi, declamano a memoria articoli della Costituzione, donne con le Hogan ai piedi e il collo avvolto di fucsia che si avvampano per Calamandrei – una retorica da popolo viola che sta contagiando ogni possibile opposizione politica. L’ideologia dell’autoreferenzialità: ribadire l’ovvio, sottolineare il sottolineato, un discorso molto spesso copiativo, e difensivo.   La resistenza, il Risorgimento, la storia d’Italia tutta sta diventando in quest’anno di celebrazione una specie di grande mito fantasmatico che nessuno ha mai raccontato prima. Metterlo in crisi, attraversarlo, rielaborarlo, non pare possibile. Se lo si discute lo si violenta: il leghismo da una parte; dall’altra questo meridionalismo improvvisato di un Pino Aprile o di un Giordano Bruno Guerri, che sta diventando un altro piccolo filone memorialistico tutto...