AUTORI
Mario Barenghi

Mario Barenghi insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Milano Bicocca. Ha curato i Saggi di Calvino per i «Meridiani» Mondadori e (con Claudio Milanini e Bruno Falcetto) i tre volumi dei Romanzi e racconti. A Calvino ha dedicato anche due monografie pubblicate dal Mulino. Nel 2013 ha pubblicato, per Einaudi, Perchè crediamo a Primo Levi?

25.10.2021

Un libro di Laura Forti / Forse mio padre

Le storie familiari hanno un notevole successo nella narrativa dei nostri anni; e ciò vale sia per quelle che possiamo chiamare saghe, le storie del succedersi di più generazioni, sia per le vicende più private, non di rado ristrette al rapporto con uno dei due genitori. Ed essendo la famiglia la cellula prima della compagine sociale, è lecito pensare che questo doppio binario seguiterà ad avere fortuna, ovviamente declinandosi secondo l’evoluzione e le esigenze dei tempi. C’è stata un’epoca in cui, in certi ambienti almeno, l’espansione demografica si traduceva nell’esistenza di una società dei bambini, o dei ragazzini, all’interno della quale, crescendo, si imparava a stare al mondo. Oggi questa circostanza è sempre più rara: crescere significa soprattutto fare i conti con la...

22.09.2021

Maelstrom / Alessandro Carrera, Lo studente di medicina

Un tema caro alla letteratura di ogni tempo è quello della scomparsa misteriosa. A un certo punto della narrazione, o anche – spesso – al suo avvio, un personaggio d’improvviso sparisce: non perché acquisti la capacità di rendersi invisibile (evento temporaneo, che di norma implica l’uso di un oggetto magico), ma perché senza preavviso d’un tratto dilegua, facendo perdere le proprie tracce. Una variante importante, che qui possiamo solo citare en passant, è quella dell’apparizione attesa che non si verifica: esempi preclari, il Godot di Samuel Beckett e i Tartari di Dino Buzzati. E lo stesso valga per i casi in cui un personaggio «scompare» nel senso che perde la vita, sì che la trama si identifica con la graduale scoperta di aspetti reconditi della sua personalità, come nella novella di...

24.08.2021

Un libro di Giuseppe Mendicino / Storia di Mario Rigoni Stern

In questo inizio di anni Venti, l’affollarsi di scadenze centenarie illustri – Levi, Sciascia, Fenoglio, Pasolini, Calvino – rischia di lasciare un po’ in ombra gli anniversari di scrittori meno celebri, ma altrettanto fondamentali per la comprensione della storia non solo culturale del Novecento italiano. Fra questi va annoverato innanzi tutto Mario Rigoni Stern (1921-2008), autore di un libro – Il sergente nella neve. Ricordi della ritirata di Russia – uscito nei «Gettoni» di Vittorini nel 1953, che intere generazioni di studenti conobbero nell’edizione einaudiana «Letture per la scuola media» (secondo titolo della collana, dopo Il taglio del bosco di Carlo Cassola).   Ma Rigoni Stern ha scritto anche altro – molto altro. È stato senza dubbio il più grande scrittore italiano di...

05.08.2021

Cesare De Marchi, L’inseguitore / Gabi disparue

Karl è appena andato in pensione, lasciando senza rimpianti la scuola dove per decenni ha insegnato. Abitudinario, avvezzo alla solitudine, si dispone alla nuova vita pianificando un intenso programma di letture; rispettarlo gli risulta però alquanto più ostico del previsto. A seguito di un’estemporanea incursione su Facebook entra in contatto con una donna molto più giovane di lui, Gabi. Ha inizio così una storia d’amore tanto inattesa quanto asimmetrica: Gabi infatti ha un lavoro impegnativo, che le impone frequenti assenze; e sull’una e l’altra cosa ella mantiene una rigorosa riservatezza. Karl vorrebbe saperne di più, ma è costretto a rassegnarsi: non senza rendersi conto, tuttavia, che il loro legame ne è incrinato, perché la vita di Gabi è troppo diversa dalla sua. «La persona di...

11.07.2021

Un romanzo a una dimensione / Giulia Caminito, L’acqua del lago non è mai dolce

Ci sono almeno due aspetti per i quali L’acqua del lago non è mai dolce, terzo romanzo della trentenne Giulia Caminito, arrivato tra i finalisti sia al Premio Campiello sia al Premio Strega, è rappresentativo del gusto dei nostri anni. Il primo è un dato stilistico: l’opzione per una sintassi semplice, lineare, prossima al parlato, quasi priva di subordinate. Fenomeno non nuovo, si dirà; ma qui le sequenze di proposizioni principali corrono spesso su un medesimo binario, senza un’articolazione logica implicita (una delle risorse espressive della paratassi). C’è solo un susseguirsi unidimensionale di azioni o pensieri, quasi lo srotolarsi di un nastro ininterrotto di emozioni; e nei momenti di maggiore eccitazione drammatica il flusso s’intorbida, l’affastellarsi degli enunciati produce...

06.07.2021

Bicentenario / La Ninetta di Porta e l’eclissi dei dialetti

«Vegni… ve… gni… ghe sont… Cecca? el cadin». Così suona il v. 344 e ultimo della Ninetta del Verzee, poemetto in 43 ottave del 1814, tra i componimenti più celebri – ma quanto letti davvero? – di Carlo Porta. Un verso che ancora nella quinta edizione delle Poesie nell’Universale Economica Feltrinelli, datata 1976 (quella che, studente ventenne, comprai), era censurato nella traduzione italiana a fronte con un segno di omissis, insieme ad almeno una dozzina d’altri: tanto era forte ancora, mezzo secolo fa, quello che andava sotto l’espressione di comune senso del pudore. In italiano sarebbe: «Vengo… ven… go… ci sono… Cecca? il catino». In termini metrici, un endecasillabo a maiore tronco; in termini letterari, una clausola di impressionante crudezza realistica, con il repentino trapasso, a...

18.06.2021

Madri e figlia / Maria Grazia Calandrone, Splendi come vita

Lasciamo da parte, ora, la vieta retorica nazionale sulla mamma. Umani siamo: cioè mammiferi sociali che dopo la nascita hanno bisogno di cure parentali assidue e protratte. Di conseguenza, tutto quanto ha a che vedere con la generazione e con il rapporto madre-piccolo investe una zona cruciale ed eccezionalmente vulnerabile della nostra sensibilità. Un esempio indicativo è costituito, nel caso delle adozioni, dal rapporto con l’immagine della madre biologica. Molti figli adottati (tutti?) nutrono il desiderio di sapere di più sulla donna che li ha messi al mondo, e se possibile di ritrovarla e conoscerla, anche quando il legame affettivo con i genitori è molto solido. Ben documentata è poi l’eventualità che il desiderio assuma connotati ossessivi. L’ultimo libro di Maria Grazia...

24.05.2021

Contro l'impegno / Walter Siti, il Bene in letteratura

L’ultimo libro di Walter Siti, di cui Paolo Landi ha già parlato su queste pagine, ha avuto un notevole riscontro, come del resto lasciava presagire la provocatoria titolazione Contro l’impegno. Riflessioni sul Bene in letteratura (Rizzoli). Benché composto da una serie di articoli già editi, l’insieme ha la coerenza di un intervento organico: un pamphlet che ha come bersaglio la concezione «riparativa» della letteratura, la letteratura intesa come rimedio o farmaco contro i mali della società, che di questi tempi sembra conoscere una certa fortuna. Molti scrittori si comportano come se il fine del loro scrivere fosse la diffusione di buoni principî, la denuncia delle ingiustizie, la promozione dei diritti dei deboli e degli oppressi, il Bene, appunto; e il valore letterario, di...

10.05.2021

Restare o andarsene / Marco Balzano, Quando tornerò

Non esiste, ovviamente, alcuna automatica proporzione tra il rilievo sociale dei temi di cui un romanzo parla e il suo valore letterario. D’altro canto, non c’è dubbio che una delle funzioni della letteratura consista nel mettere davanti agli occhi del lettore aspetti del presente che fino a quel punto gli erano sfuggiti, o ai quali non s’era curato di prestare attenzione. Non perché siano nascosti: al contrario, perché sono troppo palesi. Ma per coglierli occorre sostare un attimo, porvi mente: considerarli. La nazionalità più rappresentata fra gli immigrati in Italia è la Romania, con oltre un milione di presenze (circa un quinto del totale). Poco meno del 60% sono donne; di queste, moltissime sono dedite ad assistere gli anziani. Fin qui, cose risapute – numeri, forse, a parte. Ma che...

29.04.2021

Violenza e sesso / Giulio Mozzi, Le ripetizioni

Ho finito di leggere il nuovo libro di Giulio Mozzi, Le ripetizioni (Marsilio 2021), con uno stato d’animo controverso, misto di rammarico e di perplessità. Mozzi è un intellettuale di vaglia, uno scrittore solido, una figura di rilievo nel panorama dell’editoria italiana; e in effetti, cominciando la lettura, avevo avuto l’impressione di trovare pagine notevolissime, tra le migliori che la letteratura italiana abbia prodotto nel nuovo secolo. Purtroppo, nel seguito, altre pagine hanno stravolto il primo impatto. Non voglio tergiversare. Il punto è che a più riprese, nel corso del romanzo, ci s’imbatte in situazioni e descrizioni improntate a un’efferatezza sadica e a un’oscenità smaccata che francamente io trovo, nel senso etimologico della parola, repellenti. Respingenti. Peraltro, non...

04.04.2021

Giosuè Calaciura / Io sono Gesù

L’espressione usata nella catechesi è «vita nascosta»: si riferisce ai primi trent’anni della vita di Gesù di Nazaret, su cui i Vangeli canonici dicono poco o nulla. In sostanza, l’unico episodio ricordato è quello della Pasqua in cui il dodicenne Gesù, terminate le festività, rimane a Gerusalemme senza che i genitori se ne accorgano; lo trovano dopo tre giorni, mentre nel tempio discute con i dottori (Lc 2, 41-50). Certo, alcuni Vangeli apocrifi – i cosiddetti Vangeli dell’infanzia, come quello di Tommaso o dello pseudo-Matteo – narrano di alcuni miracoli compiuti da Gesù fra i 5 e 12 anni. Ma a parte il fatto che si tratta di testi poco attendibili, rimane un vuoto: l’adolescenza, la giovinezza, la prima maturità. Finché non inizia la sua vita pubblica, insomma, Gesù è un personaggio...

13.03.2021

Autobiografia dei luoghi / Andrea Bajani, Il libro delle case

L’ultimo libro di Andrea Bajani appartiene a una speciale categoria di prodotti letterari, efficacemente esemplificata da Vite di uomini non illustri di Giuseppe Pontiggia (1993): le opere fondate su un’idea originale, non ripetibile, sviluppata in maniera persuasiva e a tratti perfino brillante. L’idea di Bajani consiste nel raccontare una storia descrivendo i luoghi in cui si è svolta; e poiché si tratta di una vicenda contemporanea che riguarda esponenti del ceto medio, i luoghi si identificano, salvo rare eccezioni, con interni. Come annunciato dal titolo, Il libro delle case (Feltrinelli, pp. 252, € 17) ha dunque la forma di una serie di quadri domestici, 78 in tutto. Le abitazioni di cui si parla sono una quarantina, perché alcune, le principali (Casa del sottosuolo, Casa sotto la...

15.02.2021

Luoghi, amici e storie / Marco Belpoliti. Pianura, eccetera

Una domanda che ci si può porre a proposito di Pianura, l’ultimo libro di Marco Belpoliti (Einaudi, pp. 280, € 19,50), riguarda il genere a cui appartiene. Che cos’è? Un libro di viaggi, di memorie, di descrizioni? Una raccolta di saggi, una galleria di ritratti, un’autobiografia? Un quaderno di appunti, un diario? D’altro canto, il titolo non contiene misteri. Tema dell’opera è la Val Padana, la pianura evocata dalla fotografia di Luigi Ghirri che illustra la sovracoperta: un albero che appena s’intravede nella nebbia, accanto a un’edicola sacra, di quelle che s’incontrano a tutti i crocicchi delle nostre campagne. La valle del Po, dunque, a partire dall’area emiliana dove si è svolta gran parte della vita dell’autore, nativo di Reggio Emilia, con importanti indugi sulla Romagna e sul...

24.01.2021

Anniversari / Calvino, Rigoni Stern, Meneghello. Cari centenari

Il 2019 è stato il centenario della nascita di Primo Levi. Quest’anno, 2021, è la volta innanzi tutto di Sciascia (nato l’8 gennaio) e di Rigoni Stern (1° novembre). Il 2022 toccherà a Fenoglio, Meneghello, Manganelli, Pasolini; l’anno seguente, a Calvino. L’elenco non pretende di essere completo. L’appena concluso 2020 ha visto volgere la cadenza secolare per Gesualdo Bufalino, Franco Lucentini, Gianni Rodari; il ’22 sarà anche il centenario della nascita di Luciano Bianciardi; il ’23, di Giovanni Testori; il ’24, di Giuseppe Bonaviri e di Paolo Volponi. Quello che si sta consumando, a cavallo fra il secondo e il terzo decennio del secolo XXI, è il centenario di una generazione. La generazione dei genitori di molti di noi baby-boomers: la generazione di chi ha compiuto vent’anni durante...

16.01.2021

Antonio Scurati, M. L’uomo della Provvidenza

«I fascisti della prima ora si spoliticizzano, si ministerializzano, si burocratizzano. I vecchi liberali fiancheggiatori resistono passivamente attraverso un asservimento esteriore: gli industriali prendono la tessera pur di salvare il capitale, i grandi burocrati si rendono complici pur di subordinare il Partito allo Stato e lo Stato ai loro privilegi castali, la magistratura si asservisce per quieto vivere. Dappertutto è così: gramigna dei convertiti, automatismi, untuosi compromessi. Gli ultimi ad accodarsi sono stati i professori universitari […] soltanto tredici su milletrecento hanno trovato il coraggio di rifiutarsi». Queste righe sono tratte da uno degli ultimi capitoli (la data è il 7 dicembre 1931) di M. L’uomo della Provvidenza (Bompiani, pp. 646, € 23), secondo volume della...

23.12.2020

Flashover e La città dei vivi / Giorgio Falco, Nicola Lagioia: i neristi

Alcune opere letterarie si dedicano a esplorare possibilità future, immaginando quello che potrebbe avvenire: e a volte risultano profetiche. Altre guardano invece verso il passato, impegnandosi a preservare la memoria, a fissarla, a darle forma. A volte si tratta di ricordi personali, e allora ci si inoltra nel variegato dominio dell’autobiografismo; a volte di storie familiari, più o meno inclini a declinarsi in saga; a volte di vicende legate a eventi storici, che non di rado trovano proprio grazie alla letteratura l’espressione che risulta più forte e durevole nella memoria collettiva. Poi c’è il caso di opere d’invenzione che traggono ispirazione da fatti di cronaca. Fra queste, grandi romanzi, pietre miliari della cultura moderna, di cui solo i lettori più appassionati o esperti...

20.10.2020

Paolo Di Stefano / Noi: famiglia, famiglie

A chi non è mai capitato, alle elementari, di scrivere un tema intitolato La mia famiglia? La copertina dell’ultimo romanzo di Paolo Di Stefano, Noi (Bompiani, pp. 396, € 22), con le ordinate rigature e i bordi ai due lati, evoca l’immagine di un quaderno scolastico; e, di conseguenza, l’idea del compito, non importa se a casa o in classe. Per questo non è improprio presentare questo libro come lo svolgimento in chiave narrativa e memorialistica di quel tradizionalissimo, topico tema: ovviamente, secondo la prospettiva di un’età più che matura (Di Stefano è mio coetaneo, ovvero – secondo un’espressione popolare tuttora in uso anche in dialetto – un «mio coscritto», classe 1956) e dall’alto di una sicura, sperimentata competenza letteraria. La semplicità del titolo, il disarmante...

27.09.2020

Racconti / Gabriele Pedullà, Biscotti della fortuna

In un tempo in cui sono sempre più numerosi i romanzi ponderosi, rispetto ai quali la misura dei Malavoglia sembra di poco superiore a quella di un racconto lungo, è quasi un sollievo potersi accostare a una raccolta di racconti, specie se appare sorretta da una chiara consapevolezza della logica interna del narrare breve. Gabriele Pedullà aveva esordito con la raccolta Lo spagnolo senza sforzo (2009), che aveva avuto un’accoglienza positiva; ora torna alla forma del racconto con Biscotti della fortuna (Einaudi, pp. 208, € 15), che mi pare confermi le qualità già dimostrate, con un sovrappiù di sicurezza nei propri mezzi. Quella del racconto è una misura impegnativa, che esige concentrazione e non lascia spazio agli errori. Una delle sue varianti più efficaci è costituita da un impianto...

08.09.2020

Trevor Cox / La voce: da Neanderthal ad Alexa

Tradurre un titolo non è mai un’operazione banale. Trevor Cox, studioso di acustica, ha pubblicato nel 2019 Now You’re Talking: Human Conversation from the Neanderthals to Artificial Intelligence, un agile e accattivante studio sulla storia dell’oralità. Una versione letterale del titolo avrebbe potuto essere qualcosa come «Questo sì che è parlare», «Questo si chiama parlare». Nel presentare il libro ai lettori italiani la casa editrice Dedalo ha optato per una dicitura diversa, e peraltro non impropria: A ciascuno la sua voce. Come parliamo e ascoltiamo dai Neanderthal all’intelligenza artificiale (pp. 288, € 17). Come si vede, la rinuncia a rendere l’espressione idiomatica e la scelta di puntare sul tema fondamentale della voce si ripercuote sul sottotitolo, chiamato a mettere in...

17.08.2020

Generazioni / Giovanni Mastrangelo, I padri e i vinti

Nella Parte decima di I padri e i vinti (Epilogo e ringraziamenti), Giovanni Mastrangelo annuncia la prossima uscita di un altro romanzo, intitolato Il sistema di Gordon, che sarà insieme «un seguito e un inizio» di quello appena concluso; ed entrambi faranno parte di una tetralogia in corso d’opera, Soundtrack, «che vuole raccontare la storia di un uomo attraverso le persone che lo hanno influenzato durante la vita», sulla base della «convinzione profonda che ognuno di noi esiste solo e unicamente in relazione agli altri, così come le cellule del nostro corpo esistono solo ed esclusivamente in stretto rapporto con la propria collettività».  Un progetto ambizioso, al quale non si può certo rimproverare la mancanza di chiarezza. Si può invece avanzare una piccola riserva sull’uso del...

11.06.2020

Michael C. Corballis / Le mani e l’origine del linguaggio (per quel che ne so)

A volte il confronto fra i titoli – o fra i sottotitoli – è curioso. L’ultimo libro di Michael C. Corballis, da poco in libreria – La verità sul linguaggio (per quel che ne so), Carocci – è la traduzione, ad opera Ines Adornetti, di The Truth about Language: What It Is and Where It Came From, University of Chicago Press, 2017. Viene da chiedersi se il divario fra la cauta dicitura del sottotitolo italiano e la perentoria assertività di quello originale dipenda dalla volontà di uno dei due editori, o di entrambi: e a quale vada la preferenza dell’autore. Certo, quanto a copertina, la versione italiana vince di parecchie lunghezze. L’origine del linguaggio è uno dei temi più affascinanti, sfuggenti e controversi della ricerca contemporanea. Nel variegato panorama degli studi – che vede...

23.05.2020

Dissesto ambientale, disuguaglianze economiche / Quammen: Covid, AIDS e altre epidemie

Solo da poco ho finito di leggere Spillover, il libro di David Quammen di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi. Uscito presso Norton (New York) nel 2012, era stato pubblicato da Adelphi piuttosto tempestivamente, due anni dopo. La versione italiana ha scelto di conservare il titolo originale, senza dubbio efficace, anche se la bella traduzione di Luigi Civalleri ricorre spesso all’equivalente italiano «salto di specie». D’altro canto, poiché al lettore italiano il termine inglese spillover non poteva dir molto, è apparso necessario aggiustare il sottotitolo. L’evoluzione delle pandemie è dicitura appropriata, e esplicativa quanto basta; ma certo meno precisa e soprattutto molto meno allarmante di Animal Infections and the Next Human Pandemic, che poneva in evidenza il dato a...

13.05.2020

Due vite quasi vere / Walter Siti, La natura è innocente

Se c’è un autore in attività che da tempo si è conquistato un posto duraturo nelle future storie della letteratura italiana, questo è senza dubbio Walter Siti. Altrettanto prevedibile – anche se di questo forse l’interessato non si compiacerà – è l’associazione del suo nome con il genere narrativo dell’autofiction, all’insegna del quale egli ha esordito (Scuola di nudo è del 1994). Un tema su cui sarebbe importante ragionare è quale sia il Siti migliore: più esattamente, quale sia il grado di compromissione autobiografica che gli ha consentito o che gli consente di attingere agli esiti più persuasivi. Il punto, a mio avviso – se mi si passa la banalità dell’espressione – è che l’ego è una brutta bestia. Senza scomodare la troppo spesso citata invettiva gaddiana contro i pronomi-pidocchi...

03.05.2020

Peste / Cosa c’entra Manzoni con il Covid?

Manzoni, ovvero della peste. Appena si profila un’epidemia, in Italia si pensa istintivamente all’autore dei Promessi sposi; e così è successo anche questa volta. A maggior ragione, potremmo aggiungere, perché si trattava – si tratta – dell’epidemia più allarmante che abbia mai colpito il mondo industrializzato. Ma oggi, a svariati mesi dalla prima notizia del misterioso nuovo coronavirus in Cina, e a dieci settimane dalla scoperta dei primi focolai sul nostro territorio, possiamo dire che don Lisander, dopo tutto, non è il caso di scomodarlo. Da noi, almeno. E per ora. Gli aspetti salienti della peste manzoniana sono infatti due. Agli esordi del contagio, la stupefacente sottovalutazione del pericolo, per cui sia la popolazione sia (cosa ben più grave) l’autorità politica si ostinano a...