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L'apprentissage des symboles chez l'animal

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Il Dio degli animali / Gli animali hanno una religione?

“Il gatto non ha come il cane una concezione religiosa dell'uomo, e quindi un'inquietudine di coscienza nei suoi riguardi: per esempio, se il cane fa una lunga e arbitraria assenza torna con il pentimento negli occhi e il timore nelle orecchie; ma il gatto rientra da avventure cavalleresche di settimane, non d'altro curandosi che di trovare un cuscino.”   Questo testo intitolato Micceide è raccolto nel libro Nonsense e altro del grande teologo Paolo De Benedetti. De Benedetti fu autore di una lunga riflessione intellettuale che tentava di eliminare l'approccio antropocentrico alla divinità, parlando della spiritualità degli animali e ricordando ciò che è possibile trovare in diversi passaggi dei testi sacri: la salvezza non è appannaggio esclusivo degli uomini. Il cane raccontato da De Benedetti ha una concezione religiosa dell'uomo, espressa nei termini del pentimento e della punizione dei peccati. Ma esistono prove dell'esistenza di pratiche religiose nelle comunità animali? L'antropologo Antonino Buttitta disse in una intervista che “la vera differenza fra l'uomo e gli altri esseri viventi è che l'uomo si nutre di simboli.” Questa affermazione, basata sull'esperienza di...