AUTORI
Ugo Morelli
17.09.2021

Sulla nostra specie / Terrestri tra arte, musica e illusioni

Sono un terrestre che per ragioni evolutive ancora in parte non spiegate ha una distinzione: pensare il pensiero e non solo pensare; farsi domande; parlarsi; dubitare e immaginare anche quello che ancora non c’è o non ci sarà mai; dire di no; darsi persino la morte per scelta. Non so quanti degli altri terrestri facciano le stesse cose e uno dei tanti miei limiti è non poter sentire cosa significhi essere contemporaneamente uno degli altri esseri terrestri viventi, di ogni specie o misura. Anche se riesco a immaginare di esserlo e posso illudermi di diventare gli altri, non solo umani, fantasticando persino di sentirmi quasi un pulcino o un ghepardo. Mi sento vicino alla fine del mondo, di quel mondo che a lungo ho creduto essere stato fatto per me e di cui ritenevo di essere il padrone....

02.09.2021

Tocatì / A che gioco giochiamo

  Gioco, autonomia e dipendenza Considerando la circolarità tra autonomia e dipendenza nello sviluppo e nella costruzione dell’esperienza, non solo sfumano le differenze tra bambini e adulti, ma anche quelle con gli altri mammiferi e soprattutto con i primati. Un fattore regolatore e accomunante è con tutta evidenza il gioco. Osservando i bambini molto piccoli emergono gli sconfinamenti, nei giochi di approssimazione e di costruzione del legame sociale, tra divertimento e aggressività, tra socializzazione ed esclusione. Nonostante i rischi di separatezza e specializzazione, in tutto l’arco della vita il gioco si propone come dialogo intergenerazionale e interculturale. Attraverso il gioco si creano rituali e zone franche, si consolidano le relazioni fino a irrigidirsi in forme...

20.07.2021

Echi dall'origine e memoria del futuro / La teoria delle balene

Il fascino che l'arcaico esercita su di noi potrebbe essere collegato all'archeologia della nostra mente, laddove risiedono le condizioni originarie dei nostri processi emozionali. Il canto delle balene è un’esperienza originaria, per molti aspetti inenarrabile nei suoi effetti nelle nostre sensazioni. Forse Claudia Losi nel concepire il suo progetto artistico di lunga durata ha voluto ascoltare l'arcaico che risuona in noi e tradurlo in un progetto durato venti anni. Il suo lavoro, tra le altre originalità, si caratterizza come un’isteresi: ci racconta che nel nostro presente non agiscono solo le cose di oggi, ma sono attive e importanti le cose di sempre, sulla cui accumulazione noi costruiamo, più o meno consapevolmente quello che siamo e facciamo oggi. Come lo definisce lei, quel...

04.07.2021

L’opera innovatrice di Catherine Malabou / Divenire forma

  Se si ipotizza una “facoltà formatrice” (the formative faculty) che acquisisce e prepara il proprio materiale da se stessa, e che l’apparizione del pensiero, della volontà e anche della vita, non sono che degli eventi come gli altri nella lunga sequenza delle età della formazione della terra, allora si pone una domanda: come mai a un certo punto, tra le forme, emerge il divenire di una forma che si fa domande sul proprio stesso divenire forma e sul divenire delle forme? O, detta in altri termini, cos’è quella forma che si pone la domanda o le domande, che si trascende; e il suo divenire e la sua esistenza cosa significano?  Quale senso ha una forma tra le forme che pensa se stessa, che oltre ad avere un linguaggio si parla, che si interroga e interroga, che dice “no”?...

16.06.2021

Una mostra ai Tre Oci / John Pawson: Less is more

“In viaggio, come d’altronde nella vita, il meno è quasi sempre il meglio”, dice William Hurt, nel film di Lawrence Kasdan, Turista per caso. Minimo non è meno, non è poco, eppure entrambi hanno a che fare con l’arte del togliere. Togliere è liberare dall’eccedente, eliminare quel che è eccessivo. Di tutto l’umano cercare, forse una delle arti più difficili e sublimi. Un’arte che avvicina all’essenziale, sapendo che apre una direzione e non definisce una meta, in quanto se il minimo essenziale è tale, lo è perché è irraggiungibile. La sua importanza sta nel cercarlo sapendo di non poterlo raggiungere mai. Una sfida alla nostra tensione desiderante, che sceglie la via della ricerca per selezione, verso la leggerezza e la valorizzazione del lavoro della luce che, a ben vedere, fa la parte...

28.03.2021

Un libro di Anna D'Elia / L’arte che salva

Portare la bellezza nell’ordinario della vita come condizione essenziale per prendersene cura, questo è quello che traspare in ogni riga e nelle intenzioni di fondo nel libro di Anna D'Elia, Vedere scorrere. L’arte che salva, Meltemi, Milano 2021.  La riscoperta dell'ordinario, una delle più significative tendenze del pensiero contemporaneo, come documentano i contributi di filosofi alla stregua di Stanley Cavell e Cora Diamond, si rivolge in particolare alla ricerca del senso e del significato di abitare la vita. Se si può sostenere che nella vita abituale sia in questione un indebolimento della relazione con il tutto, è altrettanto sostenibile che è proprio nell’ordinarietà del quotidiano che esistono le condizioni per innalzare e rendere sensibile la vita. È così che quanto vi è...

07.03.2021

Tecnologia, saperi, comunità / Il rimedio

Quando si dice, come sosteneva con passione Luigi Pagliarani, che il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza, si descrive con una certa precisione quello che stiamo vivendo a diversi livelli della nostra esperienza, in questi anni. Non è che ci manchi l’odio, ma perlomeno implica una relazione di negazione dell’altro. Non è un granché, ma istituisce una relazione. Di peggio, forse, c’è quell’insieme di situazioni in cui la presenza dell’altro non fa alcuna differenza. Che ci sia o meno non è cosa che ci raggiunga o ci solleciti in qualche modo. Non c’è mediazione tra noi e l’altro e siamo ridotti alla stregua di monadi, in un’anomia sociale particolarmente diffusa. L'indifferenza può essere considerata come una sospensione eccessiva della nostra risonanza incarnata con gli...

31.01.2021

Accademia Unidee / La bellezza del possibile

Immaginario ipertrofico e individuazione   Iniziamo con un testo fotografico che parla da solo. Lo useremo non per analizzarlo né per commentarlo, ma per farci aiutare. L’ordine degli oggetti, delle assenze e delle presenze, e la distribuzione dei segni nello spazio configurano un paesaggio disarticolato che parla di un immaginario ipertrofico. Sfugge da ogni lato la possibilità di comporre una mappa e il sentimento dell’osservatore che stenta a sentirsi partecipe è quello di un esploratore senza mappa. Un simile paesaggio esteriore coevolve con un immaginario interno che comprende abbandono e surmodernità, miseria e lusso, margine e centro, fino a produrre una provincia di significato comunque periferica, nel senso che assume questo aggettivo dal momento che il mondo sembra essere...

09.01.2021

Cinque pezzi sul paesaggio / Il paesaggio mancante

[1] il paesaggio corpo     Quali effetti inattesi può generare la mancanza! Uno si ritrova in contatti sociali deprivati per la pandemia ed ecco che fa scoperte inaudite. Prima di tutto ha tempo per riflettere. All’inizio ha un effetto di vertigine, si sente spaesato. Poi è forse proprio quello spaesamento che diventa produttivo. Del resto, se non ci si spaesa è difficile riconoscere il paesaggio. Non lo sappiamo, ma è probabile che è quando lo tiri per un momento fuori che il pesce si accorge dell’acqua. Allora un’intera stratificazione di paesaggi, come matrioske, si propone, con la pandemia. A cominciare dal paesaggio corpo.   Ci accorgiamo delle mani: non possiamo usarle liberamente; dalla loro centralità nelle nostre vite e nella nostra evoluzione, una centralità...

06.12.2020

Francesco Bellusci, Mauro Ceruti / La semplicità è complessa

“Questo desiderio di semplificazione è giustificato, la semplificazione non sempre lo è. È un'ipotesi di lavoro, utile in quanto sia riconosciuta come tale e non scambiata per la realtà; la maggior parte dei fenomeni storici e naturali non sono semplici, o non semplici della semplicità che piacerebbe a noi” [Primo Levi]   Quando nella vita di ogni giorno o in un esperimento, il volto intenzionalmente immobile della madre viola le regole dell’intersoggettività e della reciprocità che la bambina o il bambino hanno imparato a conoscere e che utilizzano per regolare gli scambi affettivi, quella sospensione causa disagi e risposte in termini di diminuzione dei comportamenti sociali. Una modulazione intenzionale minima e tutto sommato apparentemente semplice, alterata dal cosiddetto...

23.11.2020

23 novembre 1980 / Irpinia, paesaggio con rovine

Scrive Daniele Del Giudice nel suo libro, In questa luce: “Ogni secolo ha le sue rovine e un suo modo di metterle in immagine facendone paesaggio”. (…..) “È comunque il paesaggio che ci è dato, una compresenza grottesca di naturale e artificiale, un fondale della quantità e dei suoi resti; difficilmente tale paesaggio potrebbe consentire quella triangolazione tra natura, io osservante e consapevolezza di una divinità diffusa che garantiva la pacificazione dell’animo romantico. Tuttavia, sono i luoghi dove viviamo i nostri rapporti con gli altri, e dove, pur con ogni altrove nella fantasia o nella nostalgia, ambientiamo i nostri sentimenti”. A partire dalle ultime righe, in Paesaggio con rovine, Mondadori 2020, che Generoso Picone ha scritto con la penna dell’anima, si ritrovano le...

25.10.2020

Accademia Unidee / Immaginazione, creatività e progettualità

“L’immagine fantastica ha la sua verità, con la conseguenza che essa reagisce realmente, e realmente e potentemente resta imbrigliato chi si lascia vincolare…”, dice Giordano Bruno (1986, p. 175) nel De Magia. Il margine è lo spazio dell’immaginazione, della pensabilità, della progettualità. Non può essere inteso come una linea, come un confine, pena la perdita della sua stessa generatività. La zona smilitarizzata nell’esperienza della guerra è un margine che consente di interromperne la distruttività. Le strategie non violente di interposizione sono una via per valorizzare il margine, inventando una possibilità dove non sembrerebbe pensabile. Il margine è perciò uno spazio e un tempo per il movimento e il movimento è uno dei caratteri costitutivi del vivente. È determinante per...

13.09.2020

Accademia Unidee / Il lavoro dell'immaginario

Darwin in The Descent of Man, 1871, afferma: «La differenza mentale fra l’uomo e gli animali superiori, per quanto sia grande, è certamente di grado e non di genere». Una progressione nei risultati di ricerca che ci aiutano a comprendere un poco meglio cosa significa essere umani, conferma sistematicamente l’ipotesi del grande naturalista inglese. Antecedenti evolutivi delle nostre attuali distinzioni di specie che presidiano all’antropogenesi si ravvisano in altre specie. Dal canto dei fringuelli alla parola; dall’affettività primaria di una mamma scimpanzé al caregiving di una mamma della specie homo sapiens; dall’eusocialità tra i primati di ordine superiore alla cooperazione tra noi umani. E l’immaginazione? E l’immaginario? Abbiamo prove evidenti dell’attività onirica degli altri...

14.08.2020

Il sublime del mondo / Olivo Barbieri: Early Works

  Olivo Barbieri, ovvero narrare il sublime del mondo   Dovrebbe essere proprio di ogni linguaggio esprimere quel che è indicibile in altra forma se non con quel linguaggio. La ricerca di Olivo Barbieri mira da sempre all’essenziale specifico della fotografia. Quel che altrimenti non si può rendere risuonante con l’osservatore, se non mediante l’immagine fotografica; quel che non coincide del tutto con l’oggetto rappresentato ma evoca e invoca allo stesso tempo l’immaginazione dell’osservatore: per queste vie Barbieri mette chi si ferma a guardare i suoi lavori in posizione di ricerca. Una ricerca di significati mai esauribile e saturante, anche quando sono saturi i paesaggi che riprende. Una ricerca che rende l’osservatore parte dell’immagine, in un processo ecologico di...

02.08.2020

Pensare al futuro anteriore / Ivan Illich: un rivoluzionario gentile

  “Soltanto gli uomini liberi possono cambiare idea e sorprendersi; e benché non esistano uomini completamente liberi, alcuni uomini sono più liberi di altri” [Ivan Illich]   Ripensare e rivoluzionare le nostre forme di vita   Muovere in azione, con chi passa gentile, ti situa sulla sponda più autentica del fine della vita. La lettura di Celebrare la consapevolezza, il primo volume delle Opere complete di Ivan Illich, uscito da Neri Pozza Editore, Vicenza 2020, porta con sé una risonanza con un verso di Pier Luigi Cappello: “Affondava le radici nel futuro”. Nonostante la quarta di copertina riporti una lapidaria affermazione di Illich: “Non permetterò all’ombra del futuro di posarsi sui concetti mediante i quali cerco di pensare ciò che è e ciò che è stato”, è difficile...

12.07.2020

Tempo e spazio / “Quando” e “dove” sono usciti di senso

  Sono il tempo. Mi sono dilatato a dismisura.  Sono lo spazio. Mi sono ristretto fino quasi a sparire.   Sono ancora io, il tempo. Tocca a me cominciare. E già qui sono in ambasce. Cominciare è una convenzione. Così come lo è finire. A me non è dato un inizio e una fine. Mi adeguo però, se non altro per riuscire a parlarci, tra me che sono flusso infinito e voi che avete un’origine e un termine. Non vi nascondo che mi avevano mortificato, e così, a lungo, mi sono sentito. Uso convenzioni, come vedete: a lungo per me non vuol dire nulla, così come a breve o simili altri modi di dire che non corrispondono per me ad alcuna realtà. Me la sono passata così male negli ultimi tempi (altra convenzione linguistica questa volta al plurale), allorquando con l’agghiacciante...

20.06.2020

Forma e imitazione / Diventare noi stessi

Come siamo giunti a vedere e sentire il mondo come lo vediamo e sentiamo? Come le idee si fanno mondo? Come siamo diventati e diventiamo gli esseri umani di oggi? Il cammino di attraversamento proposto dalla guida, nel senso proprio di una guida per un viaggio, di Francesco Valagussa (in Forma e imitazione. Come le idee si fanno mondo, Il Mulino, Bologna 2020), esalta le vie del divenire umani e suscita una profonda nostalgia, mista a indignazione, riguardo all’attuale triste indifferenza, anche istituzionale, verso gli studi classici, in particolare di storia e filosofia.    Lasciamoci, perciò, guidare in un cammino che va da Omero a noi, che viviamo di immagini, quindi di imitazioni più o meno riuscite delle forme, al punto di illuderci, cioè di giocare con il mondo, come se...

13.06.2020

Cosmopoliti e comunitari

Come diventare cosmopoliti in effetti nessuno lo sa. Per certi aspetti si tratta di un paradosso, perché cosmopoliti lo siamo già, eppure allo stesso tempo dobbiamo ancora diventarlo. Ci manca di certo un “mantello antropologico”, che in parte sta già sorgendo, e constatiamo che in una certa misura è già sorto, anche se per la maggior parte è da creare. È la natura di quel “mantello”, sono le sue caratteristiche, che corre l’impegno di indagare. È soprattutto l’affermazione pre-intenzionale del “mantello” o habit che ancora una volta, e con spessore planetario e da infosfera, sollecita fino al limite di tenuta la nostra capacità di contenimento e elaborazione. Le insorgenze, i tentativi di reazione, il profilo basso delle molteplici azioni delle reti sociali orizzontali, che certamente...

17.05.2020

(2) / Imparare tra cervello e macchine

Con i metodi di imaging e risonanza magnetica siamo riusciti a mostrare che fin dalla nascita, praticamente tutti i circuiti del cervello adulto sono già presenti in quello del bambino. Il cervello umano nasce e si sviluppa per auto-organizzazione, spontaneamente, per simulazione interna, imparando per bootstrapping – tirandosi su per il codino, come il Barone di Münchhausen –, da un modello fisico interno e, allo stesso tempo, la struttura precoce non rimane invariata, ma è modificata e arricchita dall’esperienza. Ciò grazie alla plasticità cerebrale. La foresta inestricabile di ramificazioni neurali, composta da migliaia e migliaia di rami sempre più piccoli, i dendriti (dendron significa “albero” in greco), mediante le sinapsi, le unità di calcolo del sistema nervoso, dà vita alla...

19.04.2020

Il comune e l’immune / Le mani e il respiro

“Dice il vero chi parla oscuro”, diceva Paul Celan. È tempo di domande che esplorino l’oscuro, che scrutino l’ombra delle nostre consolidate certezze. Nel divenire cosmopoliti, ci scopriamo rinculati nella solitudine deprivata persino dei contatti più elementari. Mani idealmente protese che non possono toccarsi non fanno una comunità. E l’ossimoro “comunità di solitudini” non tiene, perché non si è comunità senza corpi in interazione che diano vita a una molteplicità condivisa. Segni analizzatori ci vengono oggi proprio dal corpo che siamo, nel tempo in cui l’immune mette in discussione il comune e lo sospende a data da destinarsi. Volevamo una prova della biopolitica, ed eccola qui. Il “governo di tutti e di ciascuno” è in piena azione e il controllo dei corpi e della libertà di...

13.03.2020

Parte I / Imparare, tra cervello e macchine

“Non vi è giuoco più interessante di quello offertoci dalla nostra immaginazione”, scrive Vladislav Vancura a pagina 12 del suo capolavoro del 1934, La fine dei vecchi tempi, Adelphi, Milano 2019. Forse non vi è migliore descrizione dell’apprendimento umano che associarlo a due aspetti della nostra esperienza: l’immaginazione e la negazione. Oggi l’immaginazione ha assunto un’ulteriore centralità nei processi di apprendimento, in quanto una parte decisiva dei fenomeni e della loro conoscenza sono accessibili solo immaginandoli, come ad esempio accade con l’infinitamente piccolo, i quanti, o l’infinitamente grande, le galassie e gli universi. Allo stesso tempo la discontinuità che caratterizza l’apprendimento, nel caso degli esseri umani è notevolmente connessa alla distinzione specie...

23.02.2020

Per la vivibilità del pianeta / Creare un mondo di molti mondi

“Il nostro obiettivo è capire come il mondo si stia muovendo di fronte a una congiuntura necessaria, che non è altro che il prodotto di una contingenza”. Se la contingenza è la crisi ambientale e climatica, come ci stiamo muovendo in questa situazione che ci pone di fronte a una necessità di agire? Ovvero, disponiamo di una teoria e di una prassi politica del nostro futuro planetario? Queste sono le domande da cui prendono le mosse Geoff Mann e Joel Wainwright in un libro che ci riguarda tutti e sollecita le nostre responsabilità rispetto alle profonde trasformazioni in corso negli ambienti delle nostre vite, [Il nuovo Leviatano. Una filosofia politica del cambiamento climatico, Treccani, Roma 2019, edizione originale 2018].   Il contenuto del libro è così documentato e stringente da...

18.01.2020

Responsabilità / Diventare umani

  In quello che è uno dei romanzi chiave del Novecento e del nostro tempo, Atlante occidentale, Daniele Del Giudice, parlando delle relazioni tra persone e del rapporto tra loro e il contesto, scrive: “Pensò che tutto questo teneva in piedi un individuo, come un’impalcatura, e se fosse venuto a mancare, chiunque sarebbe crollato, come quelle persone decapitate in movimento il cui corpo fa ancora qualche passo e cade giù” [p. 13, Einaudi, Torino 2019; prima edizione 1985]. Ci individuiamo diventando quello che siamo con gli altri e grazie a loro. È la nostra intenzionalità congiunta e collettiva, la caratteristica unicamente umana che sembra distinguerci come specie. È dinamica, quella caratteristica, e fa di noi quegli esseri che siamo perché è divenendo che esistiano, pur essendo...

02.01.2020

Elogio della rabbia e della disobbedienza / Incazzarsi

“…abbiamo bisogno di un’educazione sentimentale per gestire e indirizzare l’affetto e la passione – e spesso non basta un’esistenza per venirne a capo…”. Così scrive Salvatore La Porta in Elogio della rabbia. Perché dovremmo incazzarci di più e meglio, Il Saggiatore, Milano 2019; p. 50.     Ma come, verrebbe da dire, se non si assiste ad altro che a gente arrabbiata? Dai talk-show televisivi al linguaggio della politica, agli stadi, alla gente per strada, alla vita familiare, ovunque si sentono imprecazioni e incazzature. Allora cosa può voler mai dire che “dovremmo incazzarci di più e meglio”? Le rabbie che si vedono in giro quasi mai sfociano in progetti e in forme efficaci di emancipazione e innovazione. Nella maggior parte dei casi si esauriscono e implodono in esiti...